5x1000
Con il 5 per mille ci aiuti ad accogliere, garantire l'istruzione, le cure mediche e un'alimentazione corretta a migliaia di bambini che vivono in condizioni drammatiche in Italia e all'estero.
Il 5 per Mille non sostituisce l'8 per Mille (destinato alle confessioni religiose) e non ti costa nulla. Anche per il 2010 puoi sostenere i nostri progetti con una semplice firma nella tua dichiarazione dei redditi per ribadire il tuo "No" alla povertà, agli abusi e alle privazioni dei bambini.
Aiutarci è facile!
Inserisci il nostro codice fiscale e la tua firma nello spazio dedicato sul Modello Unico o sul 730 oppure sul CUD.
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Per informazioni: 5xmille.fondazione@alberodellavita.org
Con il 5x1000 nel 2010 potremo sostenere le principali necessità di alcuni dei progetti in Italia e a all'estero.
Accoglienza minori
In Italia sono circa 20.000 i bambini che vivono al di fuori della propria famiglia, vittime di maltrattamenti o di situazioni di indigenza. L'Albero della Vita li accoglie in strutture idonee che offrono loro un ambiente sereno e famigliare: ZeroTre, ZeroSei, Domu Mia, Eco, La Fenice, La Bussola
Con il tuo 5x1000 possiamo far fronte alle principali necessità: pannolini e pappe, abiti e scarpe, visite mediche specialistiche.
Accoglienza mamme e bambini
In Italia sono circa 1.700.000 le madri sole, in alcuni casi anche minorenni. Sono donne spesso provenienti da situazioni di abuso e/o abbandono.
L'Albero della Vita, con il progetto La Rondine, le accoglie in alloggi dedicati e le accompagna nel percorso verso una vita autonoma.Con il tuo 5x1000 possiamo far fronte alle principali necessità delle mamme e dei bambini: alimentazione, cure mediche, spese scolastiche, affitto.
Educazione ai diritti
Le scuole italiane stanno diventando sempre più multietniche. Per insegnare ai bambini a conoscere i propri diritti e diventare dei cittadini consapevoli, L'Albero della Vita ha avviato da alcuni anni il progetto Pianeta Nuovo nelle scuole di diverse città italiane.
Con il tuo 5x1000 possiamo sostenere le spese per i laboratori didattici di educazione ai diritti ed il sostegno all'integrazione degli studenti stranieri.
Cooperazione Internazionale
Nei paesi più poveri del mondo sono negati ai bambini i diritti primari: alimentazione, scuola, cure mediche. Ogni anno migliaia di bambini muoiono per fame e per malattie spesso curabili. A questo si aggiungono spesso gli effetti devastanti di guerre e catastrofi naturali. L'Albero della Vita interviene per offrire ai bambini un futuro migliore nel loro Paese.
Con il tuo 5x1000 possiamo sostenere il Programma Alimentare Sanitario in India e garantire pasti quotidiani e visite mediche regolari a 5000 bambini. Ad Haiti invece ci aiuti a ricostruire le scuole distrutte dal terremoto.
Emergenza
L'Albero della Vita ha creato un Fondo di Emergenza per poter avviare rapidamente degli interventi nelle aree del mondo in cui siamo già presenti e in altre zone in caso di calamità.
Con il tuo 5x1000 ci aiuti a mantenere il Fondo di Emergenza sempre disponibile in caso di necessità per salvare vite umane.
I racconti degli educatori, le testimonianze dei volontari, le storie a lieto fine: le parole di chi vive ogni giorno, momento per momento, un'esperienza con e per i bambini
Ogni piccolo gesto ha un grande significato
Quando ho chiesto di poter svolgere il volontariato a Domu Mia, non conoscevo molto la realtà delle comunità minorili e devo constatare che, entrare a far parte del gruppo dei volontari mi ha fatto conoscere meglio non solo me stessa, ma anche i diversi modi con i quali le persone offrono la loro disponibilità, quella delle loro famiglie e dei gruppi che frequentano per aiutare ragazzi e bambini in difficoltà.
Avevo già svolto attività di volontariato, in Chiesa, nel mondo dello sport e del sociale. Queste esperienze hanno fatto sì che crescessi con la propensione a pensare che quando si riceve in dono una vita serena, una famiglia stupenda e la possibilità di realizzarsi, non bisogna mai fermarsi ad osservare la propria situazione ma si può ringraziare per quanto si è avuto e il modo migliore per farlo è condividere con altri e offrire agli altri un pochino della nostra disponibilità.
Prima di quel momento non ero riuscita a scorgere quella miriade di pensieri, sensazioni e sentimenti che avvolgono chi presta la propria opera di volontariato e le proprie attenzioni a ragazzi affidati alle comunità per minori.
Far parte delle loro vite ha migliorato la mia, mi ha portato a constatare che ogni piccolo gesto, che in altre situazioni viene sottovalutato, acquista un valore diverso perchè è sempre compiuto per amore e con amore, che muove ogni cosa, ogni gesto, ogni animo e ogni pensiero.
Il primo periodo, dopo l’ora dei compiti a Domu Mia, tornavo a casa con il magone, altre volte mi accorgevo di essere molto contenta. Un turbine di pensieri si affollava nella mia mente e spesso rimanevo ore a pensare a quanto mi coinvolgeva il poco tempo che trascorrevo alla comunità.
Giorno dopo giorno, ho imparato a rapportarmi più serenamente con la nuova esperienza che stavo vivendo perché viene naturale donare quel poco che si può per veder nascere un sorriso, sentire una risata, vedere un viso con una espressione gioiosa.
Col passare delle settimane, ho stabilito dei legami più forti con i ragazzi e ho provato ad offrire la disponibilità mia ma anche quella di altre persone che mi stanno vicine.
Mi sono commossa nel vedere E. esibirsi davanti al pubblico in uno spettacolo musicale allestito in parrocchia, recitare accanto a me in un musical che abbiamo preparato con i ragazzi dell’oratorio e nello scorgere i suoi compagni seduti in platea a godersi lo spettacolo.
Sono molto contenta della maratona di studio che i ragazzi hanno compiuto nel giugno scorso per conseguire la licenza media, i pomeriggi trascorsi tra libri, fotocopie e zaini spariti nel nulla e ricomparsi come per magia …!!!
L’estate è trascorsa tra i giochi della ludoteca del mare e l’arrivo di nuovi utenti. Adesso, siamo in balia di “forzati” assaggi di focacce, pizzette e dolci, preparati e fatti giudicare continuamente da V. che da poco è stata assunta in un panificio; siamo informatissimi sulla preparazione dei curriculum vitae, sugli annunci di case in affitto e opportunità lavorative perché, presto, le ragazze più grandi, andranno a vivere da sole; i ragazzi chiedono continuamente notizie sulle opportunità lavorative e mi riempiono di informazioni sulle loro capacità perché questa estate vorrebbero trovare un lavoro.
Si potrebbero citare molte situazioni nelle quali si ci trova senza neanche accorgersi, in ognuno di loro percepisco positività, voglia di arrivare al traguardo ma anche, in alcuni momenti, il bisogno di attirare l’attenzione, creare relazioni sempre nuove e positive, aprirsi a persone nuove e ad esperienze di vita diverse dalle loro.
Spesso mi capita di essere invitata ai compleanni, alle feste, e alle varie partenze e, ogni volta, sento crescere il legame che si è creato.
Purtroppo, nell’immaginario di tante persone, le comunità vengono considerate luoghi legati solo ad esperienze di vita difficili, situazioni tristi e storie di emarginazione: per questo, chi entra in contatto con queste realtà, dovrebbe sempre impegnarsi per trasmettere un messaggio positivo e permettere a chi è prevenuto, di notare con quanta passione e dedizione si lavori per ottenere risultati positivi e far crescere i ragazzi nel miglior modo possibile.
In ogni momento noi volontari siamo sostenuti dagli educatori. Non siamo mai soli nelle situazioni difficili o emotivamente coinvolgenti, perciò, in virtù di questo, tutti ci sentiamo sempre più coinvolti nelle attività della casa e le esperienze positive per i ragazzi e per noi stessi allargano sempre più la rete dei volontari.
Menara Bibi, un parto a rischio
I nostri medici in India, recentemente intervistati, ci hanno raccontato la storia di Menara Bibi, 19 anni. Lei e la sua bambina sono state salvate grazie al pronto intervento dei medici e all'attività di sensibilizzazione svolta nei confronti della famiglia.
Senza il nostro intervento la vita della madre e della figlia sarebbero state in serio rischio. Avrebbe partorito a casa e le complicazioni sarebbero risultate fatali.
"Era il 20 luglio 2009, Meenara Bibi è venuta al campo medico ed è stata visitata dalla dottoressa Sulagna Bakchi. È venuta da sola. Era stata informata dai nostri volontari che quel giorno sarebbero arrivati i nostri dottori al villaggio. Abbiamo riscontrato che la ragazza era un caso serio, c’erano delle complicazioni ed era assolutamente necessario che si recasse a partorire in ospedale entro 48 ore e non a casa altrimenti la vita del bambino e la sua sarebbero state rischio. Occorreva quindi convincere non solo la ragazza ma anche e soprattutto la famiglia. Immediatamente abbiamo organizzato un veicolo e cono un rappresentante del villaggio siamo andati a parlare con la famiglia, che inizialmente era contraria e non capiva la gravità della situazione: fortunatamente lo staff ha convinto la famiglia a far ricoverare la ragazza entro 48 ore.
Il 22 luglio Meenara è stata accompagnata in ospedale dalla famiglia e dai volontari di Medici in Prima Linea: tutte le complicazioni sono state gestite e il 28 luglio ha partorito in ospedale una bellissima bambina. La sua prima figlia.
Successivamente lo staff e I medici di MPL sono andati a visistarla a casa per accertarsi del suo stato di salute e a portargli alcuni medicinali. Era una gioia vedere che entrambe erano in ottima salute. La ragazza perà si vedeva che non era una mamma esperta, non sapeva bene come prendere in braccio il bambino. Era la prima volta ma imparerà presto.
La vita a Léogane non è più quella di prima
La testimonianza del nostro partner ad Haiti
Prima del 12 gennaio la gente viveva in piccole costruzioni nelle quali famiglie anche molto numerose si dividevano poche stanze. Oggi, 19 case su 20 sono distrutte.
Le abitazioni che ricordavo di aver visto fino al 12 gennaio sono briciole, tavoli e piccolo mobilio giacciono ovunque in pezzi, stoviglie suppellettili fuoriescono tra le macerie.
Molte famiglie vivono nelle tende arrivate da poche settimane, molto tempo dopo il sisma. Ma altre vivono ancora tra le lenzuola appese a quattro assi di legno recuperati tra le macerie.
Prima del sisma i contadini piantavano e coltivavano i loro campi. La vita seguiva lo stesso ritmo da anni, secondo i cicli della terra e delle stagioni.
Oggi molti di questi appezzamenti di terra coltivata sono occupati dalla gente; dai loro insediamenti fatti di lenzuola e tende. Il terremoto ha infatti danneggiato molti canali d'irrigazione e da allora l’acqua non è più arrivata alle piante ormai quasi pronte. Così tutte le colture sono andate perse. Ora sarebbe di nuovo tempo di piantare il mais, purtroppo il grosso delle sementi è andato perduto e i pochi fornitori del Paese hanno esaurito le scorte da molte settimane.
Prima del terremoto i bambini più fortunati andavano a scuola. Il sistema educativo del Paese era molto debole, con classi di 40 bambini, pochi mezzi e un approccio didattico vecchio. Ma almeno, i bambini studiavano, si distraevano,crescevano. Oggi tutte le scuole della zona sono distrutte o comunque gravemente danneggiate. Non ce n'è una agibile e funzionante. Dei bambini non si occupa più nessuno, e si ritrovano da soli in spazi non protetti, senza stimoli educativi né opportunità di crescita adeguate.
La popolazione ha perso in un colpo solo i tre riferimenti più importanti della propria vita: la casa; l'impiego con un reddito; la scuola per i propri figli. Da qualche settimana, ProgettoMondo Mlal sta lavorando al recupero di almeno due di questi aspetti cruciali: l'educazione e la produzione di reddito con le attività agricole e produttive. Ed è la risposta migliore che possiamo offrire oggi a questa comunità che conosciamo da tempo, e con la quale stavamo lavorando già da due anni.
In questi giorni l’equipe sta completando un lavoro di censimento preciso dei bambini in età scolare e dei pochi locali agibili ancora esistenti nella sezione comunale di Grande Rivière.
Con questi dati più precisi sulla situazione, e in coordinamento con i rappresentanti comunali, locali, nazionali e internazionali, saremo presto in grado di riorganizzare degli spazi di educazione e animazione per i bambini e le famiglie più bisognose.
Questo al momento è il compito più immediato da portare a termine per contribuire alla ripresa di una vita quotidiana, in attesa di potere avviare i lavori di costruzione vera e propria.
Parallelamente, continuiamo a collaborare alla pianificazione congiunta che assicuri una ricostruzione integrata e sostenibile. Così come stiamo lavorando alla ripresa delle attività produttive a conduzione famigliare. Anche in questo caso bisogna coordinare le iniziative con tantissimi interlocutori perché il fattore dell'urgenza non comprometta quello di uno sviluppo sicuro e sostenibile. Un nostro nuovo agronomo, grande esperto della regione, sta riprendendo il lavoro nei campi, cercando di rispondere ai vari bisogni, vecchi e nuovi.
Nicolas Derenne - ProgettoMondo Mlal Haiti
Storia di Valentina
Valentina è arrivata a 0-3 all’età di 7 mesi.
La mamma aveva alcuni problemi psichiatrici, il suo papà non è stato in grado di gestirla adeguatamente e in un momento di difficoltà l’ha portata dai servizi sociali e l’ha lasciata lì.
Quando è arrivata in comunità aveva lo sguardo sfuggente e la faccina tristissima, voleva stare sempre in braccio. I primi mesi di permanenza sono stati contraddistinti da difficoltà nell’addormentamento e nel sonno: spesso durante la nanna si lamentava, piangeva, urlava, era evidente la sua sofferenza.
Col passare del tempo ha iniziato a stare meglio, a gradire particolarmente le attenzioni a lei riservate, il suo stare con gli altri bimbi e con gli educatori le ha dato serenità e i suoi sorrisi si sono moltiplicati: anche il momento dell’addormentamento è andato gradualmente migliorando.
Valentina è diventata più serena. E' stata accolta da una famiglia affidataria che si prende cura di lei.
Una nuova vita
B. è arrivata a La Rondine di Perugia con i suoi bambini dopo uno sfratto: era sola, disperata, senza lavoro e spaventata.
Grazie all’aiuto degli educatori, per lei è iniziata una nuova vita. Ha imparato a conoscere le proprie capacità e a metterle a frutto per la sua crescita personale.
Ha ripreso fiducia in sé stessa, è diventata capace di esprimere le sue emozioni, i suoi bisogni, i suoi desideri.
Con il sostegno continuo e quotidiano degli educatori, B. è riuscita ad impegnarsi in modo attivo per la sua vita ed a prendere importanti decisioni. Ha iniziato a cercare un lavoro, ha cominciato a gestire in modo più consapevole il suo rapporto con il denaro, ha fatto domanda per una casa popolare, ha preso la patente.
Dopo circa 2 anni, B. è finalmente pronta a lasciare La Rondine: accompagnata dagli educatori, che la aiutano nel trasloco e nel montaggio dei mobili, entra nella nuova casa.
Ormai B. è una donna più sicura di sé, capace di guardare al futuro con speranza, pronta a spiccare il volo con i suoi bambini.
Dagli incubi alla realizzazione di un sogno
C. e M., due sorelline di 3 e 4 anni, sono arrivate a La Bussola provenienti da un contesto familiare violento, senza alcuna fiducia nei confronti delle figure adulte. Il legame tra le due sorelle era di cura reciproca, quasi simbiotico: stavano sempre insieme e soffrivano dello stare lontane anche per brevi momenti.
Le bambine avevano grosse difficoltà d addormentarsi la sera, si svegliavano durante la notte a causa degli incubi. C. ogni tanto si rifiutava di dormire per la paura di fare “sogni brutti” in cui c’erano spesso lupi cattivi e assassini.
Le difficoltà che le bambine incontravano durante la notte si traducevano in uno stato di tensione costante sia fisica che emotiva durante il giorno. C. manifestava un carattere insicuro, aveva spesso la testa tra le nuvole e manteneva strette le sue paure dentro di sé, faceva fatica a manifestarle. M. invece era sveglia e socievole ma manifestava molta rabbia, era sempre in movimento e ogni tanto aveva delle crisi di pianto improvvise.
Attraverso la relazione con gli educatori, le bambine hanno potuto conoscere un nuovo rapporto di fiducia e amore partendo dalle cose più semplici: gli educatori si sono occupati dei loro bisogni ogni giorno con grande cura, offrendo abbracci e coccole, consolandole nei momenti difficili e colmando così il bisogno di rassicurazione e di protezione delle due sorelline.
C. e M. con il tempo si sono aperte, confidando agli educatori i loro disagi e mostrando di avere acquisito molta fiducia nei confronti degli adulti. Sono rimaste a La Bussola 3 anni, creandosi anche una una rete di amicizie con alcuni coetanei del paese.
Il loro percorso si è concluso con l’inserimento presso una famiglia affidataria che le ha accolte con gioia e tanto amore.
Hermes ci ha resi più attenti agli altri
In questo anno scolastico le classi terze, quarte e quinte della Scuola Primaria di Bellusco “Madre Teresa di Calcutta” hanno lavorato con L’Albero della Vita sul tema dei Diritti.
Un simpatico clown di nome Hermes e le sue attente assistenti Monica e Giovanna hanno “portato” alunni e insegnanti a fare un “viaggio” in un mondo dove si desidera riconoscere e rispettare i Diritti dei bambini.
Naturalmente questo argomento è risultato molto interessante per i bambini, ma la capacità di coinvolgimento dei nostri amici è stata così intensa che non solo ha portato alunni e insegnanti a riflettere e a conoscere meglio ciò che li circonda ma anche a cercare di capire cosa c’è un po’ più lontano da noi: la sofferenza, il non rispetto, la pace, la guerra, l’amore …le emozioni: sono i temi affrontati che ci hanno portato ad apprezzare ciò che abbiamo, ma non solo, a non fermarci lì, andare oltre.
E’ stato questo desiderio di conoscere e di “ sete di giustizia” che ha condotto adulti e bambini a cominciare a fare qualcosa, a non far finta di “non vedere”, ma a prendere coscienza.
E’ nato il “Progetto Hermes”, un primo passo.
Gli alunni e le insegnanti stimolati e motivati, attenti alle parole ma anche al mondo che li circonda, hanno creato, in collaborazione con L'Albero della Vita, un progetto che ha come obiettivo quello di risparmiare l’acqua in mensa e farne un uso più corretto; inoltre visto lo spreco del cibo, è stato aggiunto un altro obiettivo e cioè quello di imparare a dare il giusto valore al cibo.
E’ stata coinvolta tutta la scuola, i bambini hanno accolto con curiosità e interesse l’iniziativa che sarà portata avanti negli anni a venire.
Grazie Hermes, grazie Monica e Giovanna.
Testimonianza delle insegnanti dell?Istituto Comprensivo di Bellusco e Mezzago
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