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Perché fare testamento?
Fare testamento è, prima di tutto, un gesto di responsabilità verso i propri cari perché ne tutela i diritti. Ti consente, nel rispetto della legge, di esprimere le tue volontà, di evitare conflitti di famiglia, di salvaguardare i diritti delle persone che ti stanno più a cuore. Fare testamento assicura che le tue volontà siano rispettate può diventare inoltre un gesto di straordinario valore per sostenere una “buona causa”.
Quando bisogna fare testamento?
Non è mai troppo presto per pensare al futuro dei propri cari e delle persone cui teniamo. L’ideale è fare testamento con calma, quando si è tranquilli, lucidi, sereni e non nei momenti drammatici o tragici della vita. Infatti il testamento si può sempre aggiornare o modificare senza alcuna difficoltà.
Per fare testamento è necessario recarsi da un notaio?
Non necessariamente, salvo il caso in cui si intenda fare un testamento "pubblico". È inoltre opportuno rivolgersi al Notaio quando si desidera una consulenza professionale qualificata in materia testamentaria.
Una persona che per problemi fisici non è in grado di scrivere o firmare, può fare testamento?
Lo può fare attraverso il testamento pubblico, cioè il testamento dettato al Notaio, alla presenza di due testimoni.
Quali sono le forme di testamento?
Esistono due forme di testamento: testamento olografo e testamento pubblico.
Cos'è il testamento olografo?
È il testamento scritto interamente di proprio pugno, datato e firmato. Perché sia valido deve essere:
- autografo: il testamento deve essere scritto con la scrittura abituale del testatore, perciò non deve ritenersi ammessa la scrittura in stampatello (a meno che essa non sia abituale del testatore), a macchina o con il computer.
- firmato: la firma del testatore deve essere apposta alla fine delle disposizioni testamentarie;
- datato: giorno, mese, anno, da apporsi meglio prima della firma.
Dovrà essere conservato in luogo sicuro. meglio se consegnato ad una persona di fiducia o ad un Notaio. E’ meglio farne tre copie in originale, di cui una da conservare, una da dare a una persona di fiducia e per maggiore sicurezza una da consegnare ad un notaio. La fotocopia di un testamento olografo testimonia l'esistenza di un originale ma non ha di per sé alcun valore documentale.
Dopo la scomparsa del testatore, il documento dovrà essere consegnato al Notaio (se non è già in suo possesso) che provvederà alla sua pubblicazione.
Cos'è il testamento pubblico?
È il testamento dettato al Notaio davanti a due testimoni e da lui conservato nei propri atti.
E’ possibile modificare il testamento?
Il testamento può in ogni momento essere modificato: resta comunque valido sempre quello redatto con data più recente. Si può sostituire un testamento olografo con uno pubblico e viceversa. Se si vogliono apportare modifiche marginali, la soluzione migliore è quella di aggiungere un “codicillo”, cioè una aggiunta che modifica parzialmente o definisce meglio le volontà espresse in un testamento precedente. Le modifiche di un testamento olografo per essere valide devono seguire le stesse indicazioni previste per la prima redazione, ovvero essere scritte di proprio pugno, datate (giorno, mese, anno) e sottoscritte con una nuova firma.
E’ possibile revocare il testamento?
Il testamento rimane sempre valido fino a quando non viene revocato espressamente (ad esempio dichiarando “il presente sostituisce ed annulla i precedenti ed in particolare il testamento scritto in data…) o implicitamente con un testamento scritto in una data posteriore e quindi più recente. Può essere revocato in qualsiasi momento.
Per quali motivi è possibile impugnare un testamento?
Per poter impugnare un testamento vi devono essere validi elementi che mettano in dubbio la capacità di intendere e di volere del testatore nel momento di stesura del testamento, oppure nel caso di testamento olografo il testamento deve avere dei vizi di forma, quali ad esempio essere privo di data, o di firma, o non essere scritto di pugno dal testatore. Chiunque abbia interesse può impugnare il testamento, una volta pubblicato.
Che differenza c'è tra "eredi legittimi" e "legittimari"?
Gli eredi legittimi sono coloro ai quali sarebbe devoluta l'eredità in assenza di testamento. Sono eredi legittimi il coniuge, i figli e i parenti entro il 6° grado. Legittimari sono invece coloro i quali hanno comunque diritto alla "legittima", cioè ad una quota del patrimonio e sono: il coniuge, i figli ed in assenza dei figli i genitori. Gli eredi legittimi ricomprendono quindi i legittimari, se esistenti.
Cosa succede se un testamento lede i diritti dei legittimari?
I legittimari, i cui diritti siano stati lesi, possono o accettare la volontà del testatore e fare acquiescenza alle disposizioni testamentarie, oppure - al contrario - far valere i propri diritti tutelati dalla legge.
Che differenza c’è tra un erede e un legatario?
Le disposizioni testamentarie attribuiscono la qualità di erede se comprendono tutti i beni del testatore o una quota di essi. Il legatario è invece il beneficiario di una disposizione testamentaria a titolo particolare, cioè ce attribuisce singoli beni o diritti.
Ci sono parenti che non possono essere esclusi dalla successione?
Sì: i parenti in linea retta, cioè i figli (in caso di loro premorienza, i figli dei figli), i genitori in caso di assenza dei figli ed il coniuge.
È possibile nello stesso testamento indicare più beneficiari?
Sì, è possibile indicare più beneficiari, ognuno pro-quota (es.: erede A per 1/3, erede B per 1/3, erede C per 1/3) oppure beneficiari diversi, per i singoli beni (la casa dove abito all'erede A, i conti correnti all'erede B).
Il coniuge, il coniuge separato ed il coniuge divorziato hanno gli stessi diritti all'eredità?
Il coniuge ed il coniuge separato hanno gli stessi diritti alla successione. In caso di comunione dei beni cade in successione la metà indivisa di tutti i beni della comunione. La comunione non si estende a tutti i beni dei coniugi ma solo a quelli acquistati da ciascuno di essi durante ei patrimonio. Nel caso di successione dei beni, cadono in successione esclusivamente i beni specificatamente intestati al coniuge deceduto. Con la sentenza di divorzio cessa ogni diritto all'eredità del coniuge.
Avendo parenti diretti, è possibile destinare parte del proprio patrimonio ad un ente?
Sì, è sempre possibile destinare una parte della propria eredità, la cosiddetta "disponibile", a soggetti diversi. Si può devolvere questa quota ad una associazione benefica, a una Fondazione o a un Ente morale, che devono essere chiaramente indicati nel testamento.
Da cosa è costituito il patrimonio ereditario?
Il patrimonio è costituito dalla quota “Legittima” che spetta per legge ai legittimari: i figli e i loro discendenti, il coniuge e gli ascendenti (nel caso in cui il testatore non abbia discendenti). Le quote di successione legittima, determinate dalla parentela, devono essere rispettate. I diritti dei legittimari non possono essere lesi. Dal patrimonio si può scindere una parte detta “Disponibile” che il testatore può devolvere a favore di un ente benefico.
Come si calcolano le quote?
L’entità delle quote dipende dal numero dei figli e dell’esistenza in vita del coniuge e dei genitori.
Di seguito alcuni esempi:
- con coniuge e un figlio: Legittima: 1/3 al figlio e 1/3 al coniuge - Porzione disponibile: 1/3
- con coniuge e più figli: Legittima: 1/2 ai figli e 1/4 al coniuge - Porzione Disponibile: 1/4
- con coniuge, senza figli e senza ascendenti: Legittima: 1/2 al coniuge - Porzione disponibile: 1/2
- con coniuge, senza figli ma con ascendenti: Legittima: 1/2 al coniuge e 1/4 agli ascendenti - Porzione disponibile: 1/4
- senza coniuge, con un figlio: Legittima: 1/2 al figlio - Porzione disponibile: 1/2
- senza coniuge con più figli: Legittima: 2/3 ai figli - Porzione disponibile: 1/3
- solo con ascendenti: Legittima: 1/3 agli ascendenti – Porzione disponibile: 2/3
Qual è la differenza tra "legato" ed "eredità"?
Per "legato" si intende una disposizione a titolo particolare (per es.: "lascio il saldo di un c/c, un immobile, a..."). L'"eredità" è invece una disposizione a titolo universale e può riguardare l'intero patrimonio o quote di esso (per es.: "lascio 1/3 dei miei beni a ...").
È possibile fare testamento disponendo solo di alcuni dei propri beni?
Sì. I beni indicati nel testamento andranno ai soggetti individuati dal testatore, aprendosi così la successione testamentaria; il restante patrimonio andrà agli eredi legittimi.
È obbligatorio nominare un esecutore testamentario?
No, però è consigliabile nominare un esecutore testamentario qualora la propria situazione patrimoniale sia particolarmente complessa, e le proprie disposizioni testamentarie siano molto articolate.
L'esecutore testamentario deve essere un avvocato o un notaio?
Non necessariamente, è sufficiente che sia una persona di fiducia del testatore.
Cosa posso lasciare alla Fondazione L’Albero della Vita?
Disporre un lascito può significare lasciare una somma di denaro, ma anche beni mobili (quadri o gioielli per esempio), immobili (case, terreni, negozi) oppure destinare il trattamento di fine rapporto, polizze assicurative, fondi di investimento, conti correnti, azioni…
In che momento un testamento produce i suoi effetti?
Il testamento produce effetti giuridici solo con la sua pubblicazione da parte di un Notaio, dopo la morte del testatore.
Che cosa bisogna scrivere per fare un lascito in favore de L’Albero della Vita?
Ecco un esempio di testo semplice per eseguire un lascito testamentario in favore della Fondazione:
Data
Io sottoscritto (nome, cognome), nato a (luogo di nascita), il (data di nascita), residente in (indirizzo, numero civico, città), fatti salvi i diritti che la legge riserva ai miei eredi legittimari (coniuge, figli, genitori), nel pieno possesso delle mie facoltà mentali, lascio alla Fondazione L’Albero della Vita quanto segue: descrizione di ciò che si lascia
Firma
È possibile dare una finalità specifica ad un lascito?
Sì, è possibile vincolare un lascito in favore di uno specifico progetto.
Cosa fa la Fondazione degli immobili che le vengono lasciati?
L'Albero della Vita privilegia l'utilizzo delle proprietà immobiliari che le vengono donate o lasciate in eredità, per adibirle a servizi di accoglienza e assistenza per i bambini disagiati. Se questo non è possibile per le caratteristiche non funzionali a tale scopo, l'immobile stesso viene venduto per finanziare nuovi progetti.
Le eredità e le donazioni a favore di Fondazione L'Albero della Vita sono soggette ad imposte?
Fondazione L'Albero della Vita è una Onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale), quindi ogni lascito testamentario a suo favore non è soggetto a tasse di successione (d.lgs. 346/1990).
Il mio gesto potrà essere ricordato?
Sulla struttura realizzata grazie al tuo aiuto potrà essere installata una targa di ringraziamento a tuo nome. Oppure, se si tratta di una donazione in memoria, potrà riportare una dedica alla persona che ami e che vuoi ricordare. La targa ricorderà per sempre la tua generosità o quella dei tuoi cari.


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