16 | 11 | 2009 - Vertice FAO, solo promesse
Si chiude con un sostanziale fallimento il primo giorno del vertice FAO sulla sicurezza alimentare, aperto a Roma questa mattina.
Il documento elaborato a fine giornata indica una serie di impegni generici per la comunità internazionale, senza alcuna scadenza nè stanziamento di fondi: eppure, "servirebbero 44 miliardi di dollari l'anno per combattere la fame nel mondo" sostiene il direttore generale FAO Jacques Diouf.
Il vertice è stato aperto da alcuni interventi che hanno sottolineato la gravità della situazione e l'auspicio che i leader giunti a Roma si impegnassero a passare dalle promesse ad azioni concrete. "Un miliardo di persone soffre la fame, vale a dire uno ogni gruppo di sei nel mondo, 105 milioni in più rispetto al 2008", ha sottolineato il direttore Diouf nel discorso di apertura.
Ogni giorno "oltre 17 mila bambini muoiono di fame: uno ogni 5 secondi, 6 milioni in un anno", ha dichiarato Ban Ki-Moon che ha iniziato con questo dato il suo intervento al summit, sostenendo come sia "inaccettabile" che oltre un miliardo di persone oggi soffrano la fame. "La crisi alimentare di oggi è un campanello d'allarme per il domani. Entro il 2050 sappiamo, il nostro pianeta ospiterà 9,1 miliardi di persone, oltre 2 miliardi di più che adesso -ha aggiunto il segretario generale dell'ONU- entro il 2050 sappiamo che avremo bisogno di oltre il 70% di più di cibo".
"Ricchezza e benessere hanno valore se largamente e equamente distribuiti. E' tempo di un rinnovato impegno da parte della comunità internazionale, specie dei paesi più ricchi, per sconfiggere la povertà e per porre le basi di uno sviluppo sostenibile e diffuso", afferma Napolitano nel suo messaggio. "Nel 2009 circa un miliardo di persone ha sofferto la fame - sottolinea il capo dello Stato - Questa drammatica realtà, aggravata ulteriormente dalla crisi economica e finanziaria, non può lasciare indifferenti. Proprio la crisi economica e finanziaria insegna che ricchezza e benessere hanno valore se largamente e equamente distribuiti".
Nonostante queste drammatiche cifre e la consapevolezza della necessità di un impegno forte, concreto e condiviso, i capi di Stato e di governo riuniti a Roma si sono semplicemente impegnati a "sradicare la fame" che affligge oltre un miliardo di persone senza però fissare i tempi di questo processo né annunciare nuovi stanziamenti ad hoc. Nel testo non vengono citati gli investimenti necessari per aumentare la produzione agricola né i 44 miliardi di dollari annuali chiesti da Diouf: il documento indica la necessità di "invertire la tendenza alla diminuzione dei finanziamenti nazionali e internazionali consacrati all'agricoltura, alla sicurezza alimentare e allo sviluppo rurale nei Paesi in via di sviluppo".
Contro il mancato impegno della comunità internazionale, gli attivisti delle ong hanno eretto presso la sede della FAO una tenda per protestare contro le multinazionali - "che utilizzano il cibo come mezzo di speculazione" - e, soprattutto, contro la dichiarazione finale del vertice. Dicono che manca qualsiasi "impegno concreto per affrontare, con politiche e risorse adeguate, lo scandalo del miliardo di persone che soffrono la fame".
L'Albero della Vita ha avviato recentemente uno specifico Programma Alimentare Sanitario (PAS) per far fronte all'emergenza sanitaria e nutrizionale in West Bengal (India), una delle zone di intervento dell'organizzazione. Obiettivo del programma è quello di distribuire 4 milioni di pasti, in un anno, a 5000 bambini e garantire loro visite mediche regolari.







seguici su: