Haiti, per i bambini è sempre emergenza
Il numero dei morti causati dal terremoto del 12 gennaio ad Haiti ha raggiunto la cifra di 212.000, secondo quanto dichiarato dal primo ministro del paese, Jean Max Bellerive, alla catena televisiva americana CNN.
Rimane sempre drammatica la situazione dei bambini orfani o separati dai genitori. Haiti è un paese di bambini: il 45% della popolazione è infatti costituito da bambini e ragazzi. Già prima del terremoto la situazione era molto grave: i bambini ospitati negli orfanotrofi erano 300.000 e 50.000 di questi non ha nessuno dei due genitori.
Il sisma ha aumentato in maniera considerevole il numero di bambini non accompagnati o separati, tanto da far definire la situazione dall'UNICEF come la più grande crisi di protezione finora registrata. La confusione che regna sull'isola rischia inoltre di rendere facili e frequenti i rapimenti di bambini, come accaduto pochi giorni fa: un gruppo di 10 americani, contro i quali è stata formalizzata l'accusa di sequestro di minori e di associazione per delinquere, ha cercato di far espatriare alcuni bambini haitiani rimasti orfani in seguito al terremoto.
L'Albero della Vita ha deciso di intervenire ad Haiti nell'area di Léogane, distante 35 chilometri dalla capitale Port au Prince ma molto più vicino all’epicentro del terremoto.
Per quattro giorni l’area è rimasta isolata e completamente priva di alcun tipo di soccorso. Su questo territorio si conta infatti il bilancio peggiore: è crollata la quasi totalità degli edifici e le prime stime si aggirano sui 30 mila morti, tra i quali la maggior parte della popolazione scolastica.
L'Albero della Vita sta definendo in queste ore nel dettaglio il tipo di intervento, in modo da sostenere la popolazione dell'area nel modo più efficace possibile.



