28 | 05 | 2010 - Orfani bianchi, problema sociale sottovalutato

Si è svolto a Milano il 26 maggio, presso il Palazzo delle Stelline, il convegno “Left Behind” dedicato al tema degli orfani bianchi in Romania organizzato da Fondazione L’Albero della Vita in collaborazione con la Rappresentanza a Milano della Commissione Europea, e con il partner pedagogico Fondazione P. Paoletti.

Nel Convegno è stato presentato ai media in sala un’importante Dossier sui ‘left behind”, gli orfani bianchi.

L’apertura sul tema del convegno, gli orfani bianchi, è stata di Patrizio Paoletti, presidente di Fondazione L’Albero della Vita e Fondazione P. Paoletti.
Il portavoce della Rappresentanza a Milano della Commissione Europea, Matteo Fornara, ha parlato delle politiche europee nell’ambito dell’Anno Europeo per la Lotta all’esclusione Sociale, ed i prestigiosi relatori hanno condiviso un’analisi del panorama europeo e italiano, testimonianze e spunti di riflessione.

Patrizio Paoletti, ha sottolineato la necessità, oggi più che mai, di porre i bambini e le loro esigenze al centro delle politiche dell’Unione Europea. “La globalizzazione ci pone di fronte a nuove tipologie di famiglia che corrispondono esclusivamente a modelli economici e di produzione: queste dinamiche lasciano le famiglie sole nella gestione delle ricadute e delle conseguenze. E’ pertanto necessario che questi cambiamenti vengano accompagnati da riflessioni e valutazioni sui correttivi da apportare e sui costi sociali che questi modelli produttivi comportano per le società nel loro complesso”.
Mafalda Leal (Policy Officer di EuroChild) ha sottolineato questa tesi evidenziando come la situazione della povertà e dell’esclusione sociale dei bambini sia reale e tangibile in molte zone della Unione Europea.

Entrando nel merito dei problemi dei migranti, Simona Farcas (Federazione Associazioni dei Romeni in Italia) e Violeta Popescu (Centro Culturale Italo-Romeno di Milano) hanno analizzato l’emigrazione rumena e la situazione di queste famiglie in Italia: i romeni sono oggi la prima comunità migrante nel nostro paese, ben integrata, economicamente produttiva e l’ingresso nell’Unione Europea ha permesso loro una maggiore mobilità. Un vantaggio che ha però un rovescio della medaglia rappresentato dalla necessità di dover spesso lasciare i figli per emigrare.

Per i bambini “left behind” l’assenza dei genitori rappresenta infatti un vero e proprio trauma: Antonella Selvaggio (Responsabile Progetti Pedagogici de L’Albero della Vita) ha sottolineato nel suo intervento che la separazione forzata dai genitori può determinare nel bambino un’alterazione nella crescita e condizionarne la vita futura. Per i genitori questa separazione viene vissuta come un fallimento, perché si trovano costretti ad “abbandonare” i propri figli per riuscire a farli sopravvivere. Del resto il ricongiungimento è per molte famiglie economicamente non sostenibile.

Una testimonianza toccante di questo dramma è data da Marina, una mamma romena da 4 anni in Italia che ha raccontato la sua esperienza di migrante: ha lasciato in Romania il marito e una figlia, ormai adolescente. Vive questa lontananza con insoddisfazione e infelicità ma ha saputo trasformare la sua esperienza dolorosa in una opportunità per aiutare altri migranti come lei, creando a Parma una associazione che li sostiene.

Nel pomeriggio, Antonio Bancora (Resp.Progetti Internazionali de L’Albero della Vita)  ha illustrato l’intervento a Iasi, nella Moldova Rumena, in favore di 80 orfani bianchi. Alexandru Gulei di Alternative Sociale (ONG partner de L’Albero della Vita per i progetti a Iasi) ha fornito un dettagliato quadro di riferimento delle problematiche degli orfani bianchi e del contesto nel quale si sviluppa il progetto, un’area rurale estremamente povera.

Al termine, Padre Dumea (Fundatia Umanitaria Pacea) ha sottolineato come la necessità degli orfani bianchi sia soprattutto quella di avere i genitori vicini: l’aiuto concreto che la sua associazione porta casa per casa alle famiglie più povere in Romania, benché necessario, non può bastare per restituire la serenità a questi bambini.

In chiusura la tavola rotonda ha evidenziato alcune proposte e spunti di riflessione per comprendere meglio il problema e trovare possibili soluzioni. La necessità fondamentale, emersa dal dibattito, è quella di approfondire meglio e sensibilizzare su questo tema ancora poco noto ma dai risvolti estremamente pesanti sul futuro di una intera generazione: bambini costretti a crescere troppo in fretta e senza punti di riferimento che rischiano di diventare adulti fragili e con difficoltà nella gestione della propria vita.

Scarica le presentazioni  dei relatori.

  • La registrazione al convegno
  • La relazione di Patrizio Paoletti
  • Il pubblico in sala
  • La relazione di Simona Popescu
  • La relazione di Simona Farcas
  • La testimonianza di Marina, immigrata rumena da 4 anni in Italia
  • Antonella Selvaggio e Patrizio Paoletti
  • L'intervento di Antonio Bancora
  • Matteo Fornara, portavoce della Rappresentanza della Commissione Europea a Miilano


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