15 | 06 | 2010 - Educazione allo sviluppo, uno scambio internazionale
Dal 6 al 13 giugno si è svolta in Ungheria la Development Education Summer School (DESS), una settimana di approfondimento sull’Educazione allo Sviluppo organizzata da CONCORD (Confederazione europea di Ong sullo sviluppo e la cooperazione) e DEEEP (progetto di scambio sull’educazione allo sviluppo in Europa).
Il DESS è una settimana di eventi, scambio di esperienze, buone pratiche e mutuo apprendimento nel campo della Educazione Globale, focalizzata sull’educazione interculturale e la sostenibilità ambientale, con l’obiettivo di creare una rete di apprendimento e opportunità per gli operatori delle ONG.
L’iniziativa, arrivata quest’anno alla 13^ edizione, coinvolge soggetti diversi e circa 100 partecipanti provenienti da oltre 40 paesi in tutto il mondo. Il tema focus di quest’anno è stato “Le scuole come promotori di educazione globale”
La summer school si è articolata in 4 gruppi di lavoro (Sostenibilità ambientale, Commercio e consumo, Povertà, Diversità) e 4 sessioni tematiche interattive: cooperazione ONG, qualità e valutazione di progetti di educazione alla mondialità; metodologia e contenuti dell'insegnamento su questioni globali, formazione agli insegnanti; programmi scolastici e approccio scolastico.
L’Albero della Vita ha partecipato e condiviso le buone pratiche della linea di educazione allo sviluppo nelle scuole Pianeta Nuovo insieme ad altri 53 membri di Ong europee ed extraeuropee.
E' stata un'occasione unica per presentare e scambiare la propria metodologia di lavoro, apprendere e riflettere insieme a tanti altri operatori del settore su domande centrali rispetto al valore dell’educazione allo sviluppo e ai diritti in ambito scolastico.
Racconta Raffaella Bruno, coordinatrice di Pianeta Nuovo Lazio, che ha partecipato per L'Albero della Vita alla Summer School:
“Le suggestioni maggiori che ho ricevuto in questi giorni hanno toccato il nostro ruolo come attori nell’ambito dell'educazione allo sviluppo, un contenitore che ha all'interno tanti aspetti che noi come educatori stiamo toccando nel nostro lavoro quotidiano, ma dovremmo integrare molto e costantemente approfondire… Queste occasioni sono davvero preziose ed estremamente arricchenti.
La domanda iniziale da cui è scaturito il nostro lavoro condiviso con gli operatori delle altre ONG presenti è stata rielaborata così: come possono le ONG supportare le scuole per sviluppare esperienze di apprendimento che permettano alle scuole, alle comunità, agli studenti di impegnarsi in modo efficace sul tema della povertà? La risposta che mi porto a casa è che noi operatori abbiamo un ruolo determinante di orientamento del complesso lavoro di decodifica del sistema di valori e ampliamento costante dei riferimenti culturali che la scuola veicola.
Dobbiamo far convergere sempre più attori nel sistema educativo e collaborare e scambiare le nostre migliori modalità e pratiche fra noi educatori delle ONG, aprendoci ancor più al confronto e lasciando da parte le competizioni. Le domande sull’educazione allo sviluppo sono ancora aperte e sono uno stimolo ad apprendere ogni giorno, ascoltare le istanze che ci provengono dai minori con i quali siamo in contatto che ci fanno capire dove possiamo migliorare per renderli e renderci più consapevoli e sensibili”.








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