11 | 10 | 2010 - Profughi afghani, il nostro lavoro con gli invisibili
Andreina, la nostra operatrice a Roma, ci invia un aggiornamento sulla situazione dei profughi afghani che vivono presso la stazione Ostiense.
Dopo lo spostamento degli adulti dal campo di via Diaz, c'è stato un primo periodo in cui i ragazzini in transito si sono sparsi nel territorio intorno ad Ostiense, dormendo in giardini, marciapiedi e binari. Piano piano però si è riformato un piccolo nucleo che dorme nei binari della stazione Ostiense e che adesso si sta nuovamente consolidando.
Il gruppo è costituito da circa 60 persone, di cui circa 30 sono minori.
Questa soluzione ha penalizzato i più deboli, in particolare quei minori desiderosi di raggiungere altre mete, perchè diffidenti sia della qualità dell'accoglienza che per il desiderio di raggiungere parenti o amici. Spesso sono ragazzi che hanno fatto mesi di viaggio prima di arrivare in Italia, che hanno lavorato in altre nazioni ed hanno visto morire molti connazionali lungo il viaggio che hanno intrapreso. Quando arrivano nel nostro paese sono diffidenti, difficili da avvicinare, hanno paura di essere identificati e destinati a rimanere in Italia ed inevitabilmente finire per strada senza futuro e senza lavoro, come è successo a molti loro connazionali. Qualcuno è stanco ed indeciso oppure senza soldi per continuare il viaggio, ma alla fine decide comunque di ripartire.
Tra questi ragazzi alcuni hanno ricevuto il foglio di espulsione perchè fermati dalla polizia e valutati maggiorenni senza essere nemmeno stati portati in ospedale per il riconoscimento dell'età. Oppure ci sono ragazzi scappati dai centri di accoglienza ai quali sono stati assegnati e che vorrebbero continuare il viaggio verso la destinazione pianificata.
In questa complessa situazione, L'Albero della Vita offre a questi minori un servizio di orientamento ed informazione, spiegando loro quali diritti e quali prospettive ci sono in Italia.
Gli operatori ricevono i ragazzi in una roulotte adibita a sportello informativo e li orientano verso i servizi di prima assistenza territoriale, li accompagnano alla Questura nel caso in cui volessero rimanere o in ospedale in caso di problemi di salute.
Obiettivo dell'intervento de L'Albero della Vita è quello di tenere i contatti con i minori subito dopo l'ingresso all'interno dei centri. Inoltre, un giorno la settimana, gli operatori sono presenti anche nel corso della notte per monitorare il territorio intorno ai binari della stazione ed alla mensa e raccogliere i racconti ed i bisogni dei ragazzi che rimangono più invisibili, invitandoli a venire allo sportello.










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