03 | 03 | 2011 - Orfani bianchi: l'equivoco sociale. Riflessioni dalla Conferenza Europea "Left Behind"
Mercoledì 2 marzo si è tenuta a Bruxelles la Conferenza “Left Behind: The impact of economic migration on children left behind and their family”. L’evento è stato organizzato dalla Fondazione L’Albero della Vita. Partner dell’evento la Fondazione Patrizio Paoletti ed Eurochild. La conferenza ha avuto una sessione al mattino presso l’Hotel Leopold di Bruxelles e una pomeridiana presso il Parlamento Europeo.
Patrizio Paoletti, Presidente delle due Fondazioni, ha voluto portare con forza il tema degli “orfani bianchi” all’attenzione delle Istituzioni Europee e delle più importanti organizzazioni no profit che si occupano di infanzia.
Alla manifestazione sono intervenuti l’On.Erminia Mazzoni, Presidente della Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo, in sostituzione dell'onorevole Angelilli; l'On.Rovana Plumb, membro della Commissione per l'occupazione e gli affari sociali; Jana Hainsworth, segretario generale di Eurochild; Lidia Geringer de Oedenberg, Membro del Bureau del Parlamento Europeo; Humbert de Biolley, Deputy Director del Concilio d'Europa, Liaison Office with the European Union; Marie Anne Paraskevas, Policy officer, Commissione Europea, DG Occupazione e Affari Sociali. Per Fondazione Paoletti ha partecipato Marco Benini, esperto in processi pedagogici ed educativi.
Il fenomeno degli “orfani bianchi” è rappresentato da oltre 500.000 bambini europei, che vivono oggi una forte condizione di disagio e di semi-abbandono. Essi vengono privati delle attenzioni dei genitori, costretti ad emigrare dai propri Paesi in cerca di lavoro. Il fenomeno, che si sviluppa soprattutto nei Paesi più poveri dell’Europa Orientale, genera una nutrita schiera di bimbi ed adolescenti a rischio di marginalità sociale, ai quali troppo spesso non sono garantiti un equilibrato sviluppo affettivo ed una valida educazione.
Patrizio Paoletti ha introdotto il suo intervento ponendo l’accento sulla responsabilità cui la società civile deve rispondere efficacemente oggi per guidare lo sviluppo sociale e tutelare i diritti dell’infanzia.
Di grande interesse è risultato il concetto di “equivoco sociale”, una dimensione della nostra organizzazione sociale nella quale ogni individuo tende a demandare ad altri la responsabilità delle proprie scelte e della propria vita. L'uomo sembrerebbe essere, secondo questa visione, sempre più disorientato, sempre meno capace di scegliere il suo futuro e di produrre da sé le risposte fondamentali che la vita gli richiede.
Dagli interventi dei relatori di “Left Behind” sono emerse cinque linee guida attraverso cui l’Europa può tutelare la sua infanzia, cinque risposte possibili al fenomeno degli orfani bianchi: salvaguardare il lavoro per le famiglie, attivare percorsi di educazione allo sviluppo, promuovere i diritti dell’infanzia, promuovere una cultura della famiglia, perseguire una crescita sana, affettivamente sostenibile, ricca di stimoli e di opportunità.
Jana Hainsworth afferma : "E' fondamentale guardare ai bambini come attori e non come vittime di questo fenomeno, permettendo loro di dare un senso a questa esperienza: nella ricerca per indagare il fenomeno è fondamentale includere e considerare la voce dei bambini e dei giovani..."
L’On Mazzoni: “Nell’immediato… dovremo far scaturire in maniera determinata e decisa una serie di iniziative da far inserire anche all’interno dell’agenda EU 2020 perché si dia a questo fenomeno una collocazione in termini programmatici all’interno dell’agenda delle priorità europee.”
L’On Geringer: “Le istituzioni europee hanno una chiara responsabilità in questo contesto… Abbiamo bisogno di azioni immediate e io spero che su questo caso specifico possiamo contare sulla Vicepresidente della Commissione Europea Viviane Reding. Condivido pienamente la richiesta dell’Albero della Vita di intraprendere uno studio per analizzare il fenomeno.”
L’On. Plumb ha sottolineato l’urgenza di “trovare risposte concrete e immediate per risolvere questo problema, cominciando nell’Unione Europea e poi, considerando gli effetti della globalizzazione, anche al fuori dei confini delle UE, partendo dall’idea che i bambini non possono essere lasciati nel paese di origine ma dovrebbero stare con i genitori”.
Dagli allegati alla pagina del convegno è possibile scaricare gli interventi dei relatori.

















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