16 | 03 | 2011 - Minori afghani, Alitalia ci dona coperte contro il freddo
Ancora freddo, abbandono, precarietà per i minori afghani che dormono presso i binari della stazione Ostiense.
Ma, grazie alla generosa donazione di 350 coperte Alitalia dimesse, non più utilizzabili, ma ancora in ottimo stato, per questi ragazzi la notte sarà forse un po' meno fredda.
Dal 2002 la stazione è sede quasi fissa di continui arrivi da parte di richiedenti asilo provenienti soprattutto dall’Afganistan, adulti e minori in fuga da una guerra ormai infinita che insanguina la loro terra.
L’Albero della Vita ha avviato da luglio 2010 uno sportello di informazione ed orientamento che ha sede all’interno di una roulotte, per offrire un servizio di tutela e protezione ai minori e giovani afgani che approdano presso la stazione Ostiense. In questi mesi sono passati dallo sportello oltre 270 minori soli in cerca di informazioni, di un aiuto concreto oppure anche solo di un sostegno affettivo.
Dopo mesi di richieste e contatti, a fine dicembre 2010 L’Albero della Vita è riuscita ad ottenere dal Comune di Roma un luogo temporaneo di accoglienza che negli ultimi due mesi ha ospitato oltre 120 minori.
Oggi questa opportunità per i minori non c’è più.
Il Comune ha infatti deciso di sospendere questo servizio e, da ormai un mese, i minori sono tornati a dormire all’aperto presso i binari della stazione Ostiense ed in particolare presso il binario 15, che “accoglie” ogni notte circa 15/20 ragazzi.
L’Albero della Vita ha chiesto ancora alle istituzioni ed in particolare al Comune di Roma di intervenire con tempestività.
Nel frattempo, ringrazia davvero di cuore chi ha così generosamente offerto la propria disponibilità e collaborazione: Alitalia per il prezioso dono delle coperte, la Drive Service Spa per aver messo a disposizione il mezzo adibito al trasporto e Fabio, un volontario di Roma, che si è offerto come autista.
Grazie a tutti per aver contribuito in questa staffetta di responsabilità sociale d’impresa per portare 350 coperte che serviranno ai giovanissimi afghani per ripararsi nelle notti ancora fredde, in attesa di una soluzione che ci auguriamo davvero definitiva.










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