01 | 10 | 2005 - Domu Mia, un sogno realizzato
Barbara Piva e Luca Cerrao, responsabili della comunità, raccontano la storia del primo anno di attività. Oggi la casa famiglia ospita 11 dei 12 ragazzi previsti.
Nel festeggiare tutti insieme questo primo anno meraviglioso ci sentiamo ancora più entusiasti di quando abbiamo cominciato. Siamo felici al pensiero dei tanti momenti che riempiranno ancora la nostra vita e la vita di tutte le persone che vorranno far parte di questo "straordinario equipaggio", con la certezza che l'amore che si può vivere nella condivisione è il dono più bello che si possa ricevere.
Quando ci siamo trasferiti in Sardegna, terra solare e accogliente, per avviare questo magnifico progetto chiamato "Domu Mia – Attilio Mazzella" avevamo nel cuore una grande emozione: sentivamo che quello che stava nascendo sarebbe stato meraviglioso.
Ricordo la prima volta che vidi la casa di Arbatax in cui oggi c'è la Comunità: era tutta avvolta dalle impalcature, ma nei nostri occhi c'era già l'immagine della sua bellezza dopo i lavori. Ricordo le persone che ci lavoravano, quelle che si avvicinavano per chiederci cosa sarebbe sbocciato in mezzo a tutto quel polverone, le loro facce stupite e felici per ciò che sarebbe nato, il desiderio di tutti di aiutarci. Ricordo i colloqui per trovare sei educatori che condividessero con noi questo sogno, gli amici che ci sostenevano e che credevano nel progetto.
Ricordo la gioia di Giorgio e Angela Mazzella, dell'intera famiglia, loro hanno fatto il primo passo importante: hanno donato la casa di famiglia.
I mesi che sono trascorsi prima dell'apertura sono stati intensi, ricchi, pieni di speranza e d'impegno da parte di tutti. Ognuno, con il proprio ruolo, ha dato il massimo affinché Domu Mia potesse molto presto aprire le porte ai suoi nuovi abitanti.
E finalmente, il 22 settembre 2004, l'arrivo dei primi due ragazzi: un'emozione fortissima, ancora più intensa che quella immaginata, una miscela di gioia e timore inspiegabile, una felicità così carica da essere oggi ancora intensa come allora.
Così insieme, gradualmente, condividendo momenti creativi abbiamo iniziato a rendere questa casa più accogliente, creando piccoli capolavori che rendessero questo spazio più nostro.
Successivamente, abbiamo accolto con cura e attenzione l'arrivo di tutti gli altri ragazzi, le loro storie di vita, le paure e le incertezze, le speranze e le curiosità. Ad ogni arrivo seguiva la paziente ricerca di un nuovo equilibrio, attraverso la vita di tutti i giorni, fatta di tanti piccoli momenti in cui abbiamo imparato a vivere insieme, a conoscerci e accoglierci.
Giorno dopo giorno, vivendo insieme momenti belli ma anche difficili, di calma e di burrasca, siamo cresciuti diventando più uniti, più sinceri e forti, consapevoli delle possibilità che potevamo cogliere insieme. In questo clima sono nate le attività che hanno scandito la vita dei ragazzi: il disegno, l'orto, il corso di meccanica. E ancora i compiti quotidiani: un impegno costante che ha avuto come frutto la promozione scolastica per tutti i nostri ragazzi.
Abbiamo costruito un ambiente sempre più sereno e vivace, capace di accogliere la curiosità delle persone che si sono avvicinate alla nostra casa con il desiderio di conoscerci.










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