21 | 12 | 2011 - Conferenza-Incontro per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza

Si è svolta oggi la Conferenza-incontro in celebrazione della Giornata nazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza presso la Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio, slittata alla data odierna in seguito alla crisi di governo e alla mancanza di referenti governativi in occasione del 20 novembre.

L'evento, coordinato dalla Presidente della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, Alessandra Mussolini, si è incentrato sulle tre parole chiave: rigore, equità e crescita nel panorama politico, sociale, culturale italiano odierno e sullo status dei "Nativi digitali", attraverso la presentazione del documento conclusivo dell'indagine conoscitiva La tutela dei minori nei mezzi di comunicazione.

Il documento si presenta come una fotografia articolata e a lungo ponderata dopo quasi tre anni di audizioni, come ricordato dalla deputata e vice presidente della Commissione parlamentare, Gabriella Carlucci e ricerche condotte su mandato della Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza e avente per oggetto l'indagine dello "Tsunami nel mondo dei minori, un’invasione nel mondo dell’infanzia da parte della comunicazione”, citando Giuseppe De Rita, Presidente del Censis.

Il documento è stato votato in Commissione all'unanimità e frutto di grande mediazione fra tutte le forze politiche, i cui rappresentanti erano oggi presenti in aula a relazionare in merito al documento: un vero e proprio vademecum incentrato sui nativi digitali e la normativa italiana ed europea e il lavoro di prevenzione al crimine veicolato dalla rete.

Significativi alcuni dati, richiamati dalla Vice Presidente della Commissione, Anna Maria Serafini: i minori vivono la loro vita relazionale e il loro tempo libero prevalentemente in una dimensione digitale. Questo implica un aumento di opportunità e necessita una chiara visione, per minimizzare i rischi.

Vanno sottolineati l'aumento e la precocizzazione nell'uso di Internet: 1 bambino su 3 naviga in rete, il 26% dei minori ha un proprio profilo, l'età media dei minori che navigano in Italia è di 10 anni nel nostro Paese, secondo dati dell'UE. Il parenting control, il controllo esercitato dai genitori sull'accesso e la fruizione dei vari contenuti mediali è in Italia molto più basso che non nel resto d'Europa: mentre in Europa solo il 49% dei minori naviga senza genitori, in Italia giungiamo al 62%.

In termini di alfabetizzazione digitale inoltre - dei minori, ma anche degli insegnanti e dei genitori, l'Italia occupa l'ultimo posto in Europa.

La senatrice Serafini inoltre sottolineava la necessità dell'introduzione della fattispecie di reato di grooming (adescamento dei minori in rete) nel nostro ordinamento, così come per il bullismo attraverso Internet.

I bambini oggi non sono nè tutelati, nè promossi nei loro bisogni e interessi: sono pochissime le trasmissioni loro dedicate, mentre la percentuale di spot che li vedono come target diretto è doppia rispetto alla media europea.

Da tutti unanimemente richiesta attenzione, sensibilità per invertire il trend potenzialmente pericoloso di un fenomeno culturale che chiama in causa la responsabilità tutti gli attori - istituzionali, scolastici, familiari, tutte le agenzie educative, come ricordava Luisa Capitanio Santolini, e che viene richiamato come emergenza educativa, sullo sfondo di una rete, dimensione che i bambini come "nativi digitali" padroneggiano molto più degli adulti, che sfugge al controllo legislativo.

Rigore, crescita, equità per il Paese significano investimenti e una declinazione precisa sull'infanzia, come richiamato dalla Presidente Mussolini, dal Sottosegretario del Ministro Fornero con delega alle questioni dell'infanzia, Cecilia Guerra.

E' necessario che ci sia un impegno condiviso a salvaguardare "l'intangibilità dei minori" e il "dovere irrinunciabile di crescita dei minori", come richiamato nella lettera del Presidente Napolitano, per tutti i bambini, sia nel Sud del mondo, dove le minacce alla crescita assumono il volto di fame, miseria, ignoranza, guerra, che nel Nord del mondo, dove i minori sono vittime di violenza fisica e morale, anche veicolata attraverso i media.

Gli investimenti nel settore infanzia sono fermi al 10%, con enormi sperequazioni regionali, mentre l'UE chiederebbe l'innalzamento al 33%, ricorda la Senatrice Serafini. "Un Paese capace di futuro legge le risorse spese per l’infanzia e l’adolescenza come investimenti e non come costi", dalla dichiarazione congiunta delle associazioni di Pidida viene richiamato dalla senatrice Giuliana Carlino.

La Senatrice Serafini ricorda altresì l'importanza dei primi 3 anni di vita per l'apprendimento e la crescita dei minori. Per la Senatrice Serafini bisogna concentrarsi sul welfare, la giustizia minorile, sui controlli al sistema digitale per la tutela dei diritti e sui diritti di cittadinanza, dichiarando che sono maturi i livelli essenziali delle prestazioni sociali (LIVEAS), conditio sine qua non per ottenere finanziamenti in un momento di crisi come quello attuale, che penalizza molto i bambini "cittadini in crescita", come ricordato dal Sottosegretario Guerra.

Il sottosegretario si rifa inoltre al Terzo Piano biennale nazionale di azioni e di interventi per la tutela dei diritti e lo sviluppo dei soggetti in eta' evolutiva, il cui percorso di costruzione è stato coordinato dal Comitato tecnico-scientifico del Centro nazionale di documentazione e analisi per l'infanzia e l'adolescenza, ma ancora in attesa di essere attuato, e alle Linee guida nazionali per l'affidamento familiare, in corso di definizione, da condividere e rendere operativo poi per tutti gli stakeholder.

La Guerra inoltre fa menzione del rapporto Istat "Infanzia e Vita quotidiana", pubblicato lo scorso 18 novembre, in particolare in relazione al rapporto fra minori e nuovi media, e cita come altra area sensibile che richiederà interventi del governo anche lo status giuridico dei minori stranieri, specie non accompagnati.

Rilevanti inoltre gli interventi di Vincenzo Spadafora, neo eletto Garante per l'infanzia ed ex Presidente di Unicef Italia, che la Presidente Mussolini sottolinea come figura che il Parlamento ha voluto collegare all'authority per concedere piena libertà d'azione e uno status superpartes. Spadafora sottolinea la necessità per la nuova figura del Garante di lavorare in rete con tutti gli attori istituzionali e non nonchè con i 7 Garanti regionali, lavorando per l'omogeneità, e diventando punto di riferimento per le sinergie, per dinamiche di collaborazione, perchè l'agenda politica e culturale si focalizzi sull'infanzia e l'infanzia esca dalla dimensione di emergenza per entrare in una dimensione di realtà quotidiana.

La metodologia di lavoro prospettata si basa sull'ascolto - dei minori e degli adulti che lavorano con e per l'infanzia - e sulla partecipazione. La sua figura inoltre dovrà valutare, monitorare, investigare, migliorando il patrimonio legislativo formale perchè diventi anche sostanziale.

Dovrà avere anche possibilità propositive, nel nome delle priorità, identificate nella povertà minorile e nelle disuguaglianze (1.800.000 i minori poveri in Italia di cui 600.000 poverissimi), nella necessità di interrompere il circuito vizioso della trasmissione generazionale della povertà.

Franco Mugerli, Presidente del Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione media e minori, presso il Ministero dello sviluppo economico ha inoltre reso noto come l'Italia rischi una procedura d'infrazione da parte della Commissione europea - Direttiva Europea sui servizi di Media Audiovisivi - in tema di protezione dei minori in televisione per le disposizioni del Decreto Romani (Testo unico dei servizi di media audiovisivi d.lgs. 15 marzo 2010, n. 44), perchè contrastante con il divieto assoluto di trasmissione di contenuti pornografici e di violenza efferata. il 29 marzo scadrebbe il termine per un decreto correttivo. Questa denuncia è fatta propria anche dalla Commissione Parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza attraverso l'indagine conoscitiva La tutela dei minori nei mezzi di comunicazione.

Nel documento della Commissione si stigmatizzano anche le delibere dell'AGCOM, Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni dello scorso luglio contestate dal Comitato Minori e Media per aver legittimato la trasmissione di film vietati ai minori di 14 anni in orario di televisione per tutti, purchè con utilizzo di parental control, al contrario non consentita dal Decreto Romani. Il Presidente Mugerli ha assicurato alla Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza la collaborazione del Comitato Media e Minori perchè si possa dar vita a una razionalizzazione delle norme e a un codice di tutela dei minori nei mezzi di comunicazione.

Ha infine auspicato che possa avviarsi nel Paese una vasta, coordinata e supportata azione di media education, educazione all'uso dei media, opinione condivisa da tutti gli intervenuti, insieme a un ruolo educativo specifico della scuola. "La tutela del minore è anzitutto un problema culturale, prima che sociale. Occorre tornare a riscoprire il desiderio del bello, del giusto, del bene che alberga nei cuori di ciascuno di noi".


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