Povertà

Il quadro della povertà infantile resta gravemente preoccupante sia a livello europeo (122 milioni di persone, di cui oltre 25 milioni bambini -27,8% della popolazione minorenne EU – sono a rischio di povertà ed esclusione sociale in Europa) sia nel nostro Paese.

Secondo i dati Istat* riferiti al 2015, sono 2 milioni 110 mila i bambini in povertà relativa in Italia (20,2% della popolazione minorile), di cui alla metà, 1 milione 013mila in povertà assoluta (10,9% della popolazione minorile), possono mancare un’alimentazione regolare, una casa adeguata e riscaldata, cure mediche, e l’accesso ad attività di svago, sportive, culturali, aggregative che penalizzano le loro opportunità di crescita mentre sono la norma per gli altri bambini. Un dato che è più del doppio dell’incidenza di povertà assoluta tra gli anziani (4,1%), una disuguaglianza che penalizza le nuove generazioni e le famiglie con figli piccoli nell’affrontare le loro responsabilità senza gli aiuti adeguati.

Negli ultimi anni la povertà è molto cresciuta anche al Nord investendo famiglie non colpite in precedenza dal fenomeno, ma al Sud i livelli di povertà restano maggiori. In generale il disagio economico si fa più diffuso se all’interno della famiglie sono presenti figli minorenni, come mostrano le ultime statistiche ISTAT, e si attesta al SUD al doppio che al NORD.

La situazione è tanto più preoccupante in quanto la prima infanzia è il momento più importante dello sviluppo cognitivo, emotivo e psicologico e la povertà in questo momento della vita può compromettere lo sviluppo del bambino e avere conseguenze durature nel percorso di crescita verso la vita adulta. Per questi bambini aumenta il rischio di problemi di salute fisica e mentale, di ripercussioni sulla loro vita sociale e sul loro rendimento scolastico, si riducono le loro aspettative e le loro aspirazioni.

Invertire la rotta insieme alle famiglie per superare la povertà

A fronte di una situazione di povertà ancora così grave, le politiche di welfare italiane restano scarsamente efficaci nel contrastare la povertà ed esclusione sociale di famiglie con figli minorenni. Le risposte alla povertà attualmente sono ancora costituite da una logica di tipo passivo: chi è povero riceve soprattutto beni e denaro e in misura minore servizi, e non è generalmente coinvolto nella risoluzione attiva della propria difficoltà.

Dal 2010 L’Albero della Vita è in prima linea per contrastare gli effetti della povertà in Italia, operando con bambini e ragazzi in contesti di grave marginalità economica e sociale in 10 città.

Nel 2014 L’Albero della Vita ha dato il via al programma di empowerment e partecipazione Varcare la Soglia destinato a famiglie in varie condizioni di povertà e con bambini minorenni, nelle città di Milano e Palermo e in apertura in altre città italiane.

Varcare la Soglia attiva per ogni nucleo aiutato un progetto educativo famigliare che ha come obiettivo quello di aiutare la famiglia a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente la propria autonomia, favorendo la consapevolezza della propria realtà ma anche delle proprie competenze e risorse.

Il programma Varcare la Soglia è basato su una strategia multidimensionale che intende valorizzare da un lato la ri-attivazione delle risorse della famiglia e dall’altro favorire lo sviluppo del potenziale dei bambini.

*Fonti: statistiche report ISTAT Anno 2015 – La povertà in Italia (le stime del 2015 si basano sui dati di spese delle famiglie rispetto alle precedenti indagini sui consumi,  il confronto con anni precedenti può essere tratto solo dalle stime del 2014 e 2013) ed elaborazioni di ISTAT per Fondazione L’Albero della Vita.  Dati Eurostat 2014: data explorer people at risk of poverty or social exclusion by age and sex (accesso l’ 11/8 2016).

Progetti e Programmi di Fondazione L’Albero della Vita onlus

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