La Fenice

La comunità alloggio per minori La Fenice ospita minori di entrambi i sessi, di età compresa tra 6 e 16 anni. Sono vittime di violenze, provenienti da contesti familiari nei quali hanno purtroppo conosciuto maltrattamenti, abusi, incuria e abbandono.

La Fenice opera in coordinamento con numerosi altri attori presenti sul territorio (Giudici minorili, assistenti sociali, scuole, associazioni, consulenti), fornendo educazione, assistenza clinica, accoglienza, opportunità di socializzazione. Scopo del progetto è infatti quello di accompagnare bambini e teenager in un processo di crescita volto a dar loro serenità e sempre maggiore autonomia.

Un elemento di forte innovatività del progetto è la presenza nello staff educativo di figure professionali specialistiche che lavorano nella struttura, come ad esempio il pedagogista clinico e dello psicomotricista funzionale.

La comunità ha sede ad Oristano.

Cosa puoi fare tu


  • La sala comune
  • Momenti di vacanza
  • Una cameretta
  • Momenti di studio
  • Un momento del pranzo
  • Il grande salone

Interviste, storie, testimonianze: grazie a tanti protagonisti (operatori, volontari, donatori) possiamo essere ogni giorno vicino ai bambini.

24 | 11 | 2010 - Una piccola donna che ama la vita

Dopo due anni insieme è arrivato il momento di salutarci: M. va verso una nuova tappa del suo percorso e si trasferisce in un’altra comunità, più vicina ai suoi parenti, alla sua città d’origine.
Ha finito la scuola media, ha scelto la scuola superiore, ha tanti progetti e desideri da realizzare. Due occhi da cerbiatto, sguardo volitivo e nasino all’in su: ti corre incontro come se non ti vedesse da un anno.
Mentre con un salto ti abbraccia pensi che sei stata con lei fino al giorno prima e teneramente sorridi… Ha mille cose da raccontarti, della scuola, del ragazzino che tanto le piace e con il quale litiga ogni cinque minuti, dei suoi giorni sempre nuovi che a volte non capisci come sia possibile.

Ad un tratto ride e ti dice “Raccontami ancora quella storia dai.. dai…”. Quella stessa storia che le hai già raccontato un’ infinità di volte ma della quale lei ride come se non l’avesse ascoltata mai prima. M. è così... Ti sorprende, ti emoziona, ti riempie il cuore solo a guardarla perché lei è una piccola donna che ama la vita e che allo stesso tempo tanto la teme..                                                           
Il giorno che l’abbiamo accompagnata nella nuova comunità, più vicino a casa sua, alla sua zia che speriamo presto, prestissimo la prenderà con sé, faceva la “grande” dicendo “Sono contenta, era ora che cambiassi casa” e un attimo dopo ti stringe forte e trattenendo le lacrime ti dice ”Me lo mandi un sms ogni tanto?"                                                            

Accompagnare i nostri ragazzi verso un futuro migliore è la nostra missione e sentirne poi la mancanza,  anche… Siamo fiduciosi in un tuo domani pieno di amore…Ciao principessa, sei nel nostro cuore…

Tiziana - Educatrice a La Fenice

14 | 10 | 2010 - Servizio Civile, un anno intenso che mi ha dato tanto

Il mio anno di servizio civile è iniziato il 28 settembre 2009 e si è concluso il 27 settembre 2010.

E’ stata un’esperienza di crescita lavorativa, ma soprattutto di crescita a livello umano. Ho voluto intensamente partecipare al progetto de L’Albero della Vita perché sentivo la necessità di fare qualcosa per gli altri e la comunità "La Fenice” mi offriva la possibilità di dedicare il mio tempo per un progetto concreto e importante.

Il servizio civile presuppone sicuramente un impegno fisico, mentale ed emotivo. In particolar modo poiché il contesto in cui ho svolto il mio servizio non è assolutamente semplice, lavorare con gli adolescenti in difficoltà ti mette in discussione. Questo è accaduto anche a me.

Giorno dopo giorno ho incontrato nuove difficoltà, superandone delle altre, ma so che il mio tempo e la mia energia sono stati ben spesi. L’obiettivo di fare qualcosa di concreto per i ragazzi è stato raggiunto, e spero di aver lasciato un segno positivo nelle loro vite.

In sintesi: un anno molto intenso ma ricco di soddisfazioni che ha aiutato gli altri ma soprattutto me stessa.

Fabiola
 

14 | 10 | 2010 - Servizio Civile, un percorso di crescita

Riassumere la mia esperienza di Servizio Civile in poche righe non è affatto semplice, ma credo non lo sarebbe neanche se ne avessi a disposizione mille.
La prima cosa che mi viene in mente pensando a quest'anno appena trascorso è che ho affrontato e vissuto un percorso di crescita unico, non solo sul piano professionale, ma anche su quello personale ed emotivo.

Sul piano professionale mi si sono aperte delle possibilità che durante gli studi non avevo preso in considerazione, ho sempre pensato e agito per poter lavorare nel sociale ma non avevo mai contemplato la possibilità di poter fare l'educatore. Ritenevo quest'ultima una professione per cui non ero portata, ma poi grazie alla guida e al prezioso sostegno di alcuni educatori de La Fenice mi sono completamente messa in gioco ed ho scoperto una forte voglia di sperimentarmi in questo ruolo. Questo mi ha portato grandi soddisfazioni e qualche riconoscimento personale che mi hanno fatto andare avanti in questa "avventura" anche quando le cose sembravano troppo difficili e passava per la mente l'idea di dire basta.

Gli adolescenti sono difficili e impegnativi, e credo che chiunque possa dire che non è un luogo comune, ma se riesci ad entrargli nel cuore ti riempiono l'anima, con loro ogni giorno è stato una sfida con me stessa ma mi hanno regalato tanto, con gesti semplici ma allo stesso tempo di un' intensità disarmante.

Sono sempre più convinta di aver scelto il progetto più adatto a me e consiglierei a chiunque voglia fare questa esperienza di scegliere L'Albero della Vita. Ringrazio chi ha voluto che anche io facessi parte della mission, l'ho fatta mia e nel mio piccolo voglio continuare a portarla avanti.

Grazie di cuore.
Elisa

 

23 | 03 | 2010 - La dura dal cuore tenero

La testimonianza di un educatore...

Inizia una nuova sfida a La Fenice
: lo staff degli educatori è stato avvisato che non sarà semplice perché la ragazza che arriverà tra qualche giorno è molto arrabbiata con il mondo degli adulti e tante sono le manifestazioni di questa sua rabbia, tanto verso gli altri quanto verso se stessa.
Un po’ di timore iniziale, ma l’amore che ci spinge a fare questo lavoro e la fiducia nelle straordinarie risorse che i ragazzi hanno in loro stessi ci sostiene.

E’ tutto pronto: quale stanza occuperà, con chi, quale sarà la scuola che dovrà frequentare. Ecco che arriva S., 15 anni, passo deciso, abbigliamento sportivo, scuro, come il trucco sul viso. Si sdraia sulla sedia e accavalla le gambe, anche le braccia si chiudono una sull’altra; ci guarda e aspetta masticando con forza un chewingum.
Le sorrido e per un attimo resta perplessa, ascolta con attenzione le poche ma importanti regole e la descrizione delle attività della giornata. Mi guarda e aspetta ancora. Le chiedo se ha qualche domanda, perché io ho finito, le ho detto tutto ciò che doveva sapere.

Ora è S. a sorridere ed è bellissima: i suoi occhi chiari sono luminosissimi e il suo viso dolce e disteso. Parla a ruota libera, come se dovesse liberarsi di un gran peso; dice che si aspettava tutt’altro, una specie di prigione o giù di lì e che del resto lei ne ha combinate un po’ e anche la gente che ha frequentato non è stata sempre il meglio che si potesse trovare.
Continua a parlare di sé e a raccontarsi, presentandosi come una dura, che non chiede scusa e che non ha bisogno di niente e di nessuno. Si ambienta facilmente nella sua stanza e nella casa e dopo 10 minuti la sua compagna di stanza è diventata “la sua migliore amica” .

Verso sera si è preparata per la passeggiata: il trucco è chiaro, lieve, abilmente intonato ai colori degli abiti; i capelli perfetti ad incorniciare il viso. “Come sei bella! Sei pronta?” L’educatrice che si aspettava solo un “si, sono pronta” viene fermata da una risposta inaspettata: “cos’hai detto? Ma sul serio mi trovi bella?”.
Il primo straordinario e magico momento: “Si, ti trovo davvero bella e il tuo viso così truccato è ancora più dolce ed espressivo”. E’ durato solo l’attimo di una carezza lieve e breve, ma la ragazza dura, che non chiede scusa e non ha bisogno di nulla e di nessuno ha già vacillato il primo giorno!

Anche questa sarà una bellissima avventura.

23 | 03 | 2010 - Un mondo migliore? E' possibile!

Essere volontari alla Fenice è una grande possibilità.

Dedicare un po’ del proprio tempo a ragazzi che hanno un grande bisogno d’amore ti permette di crescere e di riempire il tuo cuore di speranza e gioia. Basta a volte un sorriso, una chiacchierata. Ascoltarli.
Ogni ragazzo porta in sé le proprie esperienze di vita passata e la possibilità di essere altro rispetto a ciò che ha percepito, ritenuto possibile, voluto, a ciò che è stato prima. E L’Albero della Vita, attraverso le sue strutture e gli educatori che  operano con pazienza e con amore, ogni giorno al fianco di molti bambini e ragazzi, dona loro la possibilità di conoscere una realtà diversa rispetto a quella vissuta prima del loro ingresso in comunità.
Collaborare con loro e stare qualche ora con i giovani ospiti ti fa vedere la reale possibilità di un mondo migliore. Grazie a L'Albero della Vita.

Maria - Volontaria a La Fenice
 


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