DomuMia
La comunità alloggio DomuMia ospita ragazzi in uscita da strutture di accoglienza educative che, impossibilitati a un rientro nella famiglia d’origine, hanno necessità di essere orientati e sostenuti nella costruzione di una vita autonoma.
Il progetto si rivolge prevalentemente ad adolescenti di entrambi i sessi, di età compresa tra 10 e 21 anni a rischio di marginalità e devianza sociale.
I ragazzi accolti a Domu Mia vengono accompagnati in un percorso di sviluppo delle capacità necessarie ad una vita autonoma: imparano a gestire la ricerca e la gestione del lavoro, frequentano corsi professionali, sviluppano la capacità di occuparsi anche degli aspetti economici di una vita autonoma.
Il percorso di accompagnamento sfocia in una ripresa degli studi o un inserimento lavorativo professionale.
La comunità Domu Mia con sede a Tortolì, in Sardegna, è stata attiva dal 2004 ai primi mesi del 2011.
08 | 04 | 2009 - La comunita' Domu Mia: un'esperienza di successo
Nella pubblicazione “Buone prassi nel sociale” la Regione Sardegna ...
20 | 06 | 2006 - Una ludoteca in spiaggia
''E… STATE AL MARE'' è un progetto di prevenzione ...
01 | 10 | 2005 - Domu Mia, un sogno realizzato
Barbara Piva e Luca Cerrao, responsabili della comunità, raccontano ...
La casa
Laboratorio di stencil
Preparazione del pranzo
Laboratorio creativo
Il pranzo tutti insieme
Biscotti...creativi
Interviste, storie, testimonianze: grazie a tanti protagonisti (operatori, volontari, donatori) possiamo essere ogni giorno vicino ai bambini.
21 | 09 | 2009 - Ogni piccolo gesto ha un grande significato
Quando ho chiesto di poter svolgere il volontariato a Domu Mia, non conoscevo molto la realtà delle comunità minorili e devo constatare che, entrare a far parte del gruppo dei volontari mi ha fatto conoscere meglio non solo me stessa, ma anche i diversi modi con i quali le persone offrono la loro disponibilità, quella delle loro famiglie e dei gruppi che frequentano per aiutare ragazzi e bambini in difficoltà.
Avevo già svolto attività di volontariato, in Chiesa, nel mondo dello sport e del sociale. Queste esperienze hanno fatto sì che crescessi con la propensione a pensare che quando si riceve in dono una vita serena, una famiglia stupenda e la possibilità di realizzarsi, non bisogna mai fermarsi ad osservare la propria situazione ma si può ringraziare per quanto si è avuto e il modo migliore per farlo è condividere con altri e offrire agli altri un pochino della nostra disponibilità.
Prima di quel momento non ero riuscita a scorgere quella miriade di pensieri, sensazioni e sentimenti che avvolgono chi presta la propria opera di volontariato e le proprie attenzioni a ragazzi affidati alle comunità per minori.
Far parte delle loro vite ha migliorato la mia, mi ha portato a constatare che ogni piccolo gesto, che in altre situazioni viene sottovalutato, acquista un valore diverso perchè è sempre compiuto per amore e con amore, che muove ogni cosa, ogni gesto, ogni animo e ogni pensiero.
Il primo periodo, dopo l’ora dei compiti a Domu Mia, tornavo a casa con il magone, altre volte mi accorgevo di essere molto contenta. Un turbine di pensieri si affollava nella mia mente e spesso rimanevo ore a pensare a quanto mi coinvolgeva il poco tempo che trascorrevo alla comunità.
Giorno dopo giorno, ho imparato a rapportarmi più serenamente con la nuova esperienza che stavo vivendo perché viene naturale donare quel poco che si può per veder nascere un sorriso, sentire una risata, vedere un viso con una espressione gioiosa.
Col passare delle settimane, ho stabilito dei legami più forti con i ragazzi e ho provato ad offrire la disponibilità mia ma anche quella di altre persone che mi stanno vicine.
Mi sono commossa nel vedere E. esibirsi davanti al pubblico in uno spettacolo musicale allestito in parrocchia, recitare accanto a me in un musical che abbiamo preparato con i ragazzi dell’oratorio e nello scorgere i suoi compagni seduti in platea a godersi lo spettacolo.
Sono molto contenta della maratona di studio che i ragazzi hanno compiuto nel giugno scorso per conseguire la licenza media, i pomeriggi trascorsi tra libri, fotocopie e zaini spariti nel nulla e ricomparsi come per magia …!!!
L’estate è trascorsa tra i giochi della ludoteca del mare e l’arrivo di nuovi utenti. Adesso, siamo in balia di “forzati” assaggi di focacce, pizzette e dolci, preparati e fatti giudicare continuamente da V. che da poco è stata assunta in un panificio; siamo informatissimi sulla preparazione dei curriculum vitae, sugli annunci di case in affitto e opportunità lavorative perché, presto, le ragazze più grandi, andranno a vivere da sole; i ragazzi chiedono continuamente notizie sulle opportunità lavorative e mi riempiono di informazioni sulle loro capacità perché questa estate vorrebbero trovare un lavoro.
Si potrebbero citare molte situazioni nelle quali si ci trova senza neanche accorgersi, in ognuno di loro percepisco positività, voglia di arrivare al traguardo ma anche, in alcuni momenti, il bisogno di attirare l’attenzione, creare relazioni sempre nuove e positive, aprirsi a persone nuove e ad esperienze di vita diverse dalle loro.
Spesso mi capita di essere invitata ai compleanni, alle feste, e alle varie partenze e, ogni volta, sento crescere il legame che si è creato.
Purtroppo, nell’immaginario di tante persone, le comunità vengono considerate luoghi legati solo ad esperienze di vita difficili, situazioni tristi e storie di emarginazione: per questo, chi entra in contatto con queste realtà, dovrebbe sempre impegnarsi per trasmettere un messaggio positivo e permettere a chi è prevenuto, di notare con quanta passione e dedizione si lavori per ottenere risultati positivi e far crescere i ragazzi nel miglior modo possibile.
In ogni momento noi volontari siamo sostenuti dagli educatori. Non siamo mai soli nelle situazioni difficili o emotivamente coinvolgenti, perciò, in virtù di questo, tutti ci sentiamo sempre più coinvolti nelle attività della casa e le esperienze positive per i ragazzi e per noi stessi allargano sempre più la rete dei volontari.
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