GiovaniInCrescita

Ovunque in Italia mancano strutture di accoglienza per ragazzi appena maggiorenni. Soli, cresciuti in contesti di degrado e deprivazione sia familiare che sociale, i minori inseriti in strutture e istituti, allo scadere del 18° anno di età si trovano ancora privi delle risorse e delle capacità per intraprendere un percorso di vita positivo.

Il progetto GiovaniInCrescita de L’Albero della Vita prevede l’accoglienza di ragazzi di età compresa tra i 18 e i 21 anni che si avviano verso un percorso di autonomia. A loro viene offerto un alloggio (ogni struttura può ospitare 4-6 ragazzi) la garanzia dell’assistenza materiale e soprattutto un aiuto diretto finalizzato a creare le condizioni per una crescita positiva e responsabile dal un punto di vista umano e lavorativo.

L’intervento prevede anche – in collaborazione con imprese e agenzie di collocamento - il supporto all'inserimento presso scuole ed enti di formazione professionale.
L’accoglienza può durare un massimo di 24 mesi. In questo periodo il giovane avrà acquisito tutte le competenze necessarie e sarà così pronto per affrontare una vita in maniera indipendente e costruttiva.

Il progetto GiovaniInCrescita è attivo a Palermo.

Cosa puoi fare tu


  • Benvenuti a GiovaniInCrescita
  • Le regole della casa
  • Gli educatori al lavoro
  • Pronti per lo sport
  • Un momento di relax
  • Si prepara la cena

Interviste, storie, testimonianze: grazie a tanti protagonisti (operatori, volontari, donatori) possiamo essere ogni giorno vicino ai bambini.

21 | 05 | 2010 - L'odore del mare

In  una timida giornata palermitana di primavera, quando tutto sembra lontano, distante e la nostalgia prende il sopravvento, la brezza marina può riuscire a creare uno stretto legame con le proprie origini tanto da scacciare la malinconia, e far tornare il sorriso.

N. è un diciassettenne di origine bengalese che, in Italia da pochi mesi, vive le difficoltà di una strada tutta in salita. La lontananza dal proprio paese, dalla propria famiglia, la vita all’interno di una cultura nuova e le quotidiane difficoltà linguistiche, sono  tasselli che, inevitabilmente, contribuiscono a vivere la nuova realtà con un peso non indifferente.
Consapevole del suo evidente malessere, un giorno gli propongo di fare una passeggiata al mare, con la speranza che lì possa trovare l’energia positiva necessaria per affrontare gli impegni delle settimane successive, quindi ci incamminiamo verso la spiaggia.
Descrivere la meraviglia e l’entusiasmo di N. alla vista del mare, non è cosa semplice.

In un italiano stentato mi racconta del suo Paese, di quanto il mare che ha davanti gli ricordi il mare del Bangladesh.
Passano pochi minuti e lo ritrovo a suo agio accovacciato sulla spiaggia a cercare con meticolosità le conchiglie, scegliendo le più belle da portare a casa.
La sua risata argentina è in perfetta sintonia con la giornata.
          
Adesso N. è sereno e rilassato in viso, mi guarda, sorride e mi dice di essere felice  perché ha la sensazione di essere “a casa”. Continua dicendo che tornerà qui al mare, ogniqualvolta sentirà la mancanza del suo  Bangladesh.

N. ha molto lavoro davanti a se affinché possa ottenere l’adeguato livello di autonomia necessario ad una completa realizzazione, ma se nelle scelte importanti che dovrà fare, metterà la stessa meticolosità con la quale ha scelto le sue conchiglie, prevedo per lui un luminoso futuro di sole.
 

Testimonianza di un educatore di GiovaniInCrescita


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