ZeroTre
La comunità alloggio ZeroTre è una struttura residenziale di Milano specializzata nell’accoglienza e assistenza di bambini da zero a tre anni: si tratta di bambini abbandonati alla nascita o allontanati dalle famiglie per decreto del Tribunale, che versano in condizioni di grave disagio familiare, privi delle necessarie cure fisiche e affettive, talvolta vittime di violenze o abusi.
ZeroTre offre loro un clima caldo ed accogliente che garantisce tutto ciò di cui i piccoli hanno bisogno: cibo, affetto, normalizzazione socio-sanitaria, riabilitazione psico-motoria, adeguamento in tutti gli aspetti della vita affettiva, sociale e interiore.
Presso la struttura opera un’equipe educativa composta da differenti figure professionali specializzate (pediatra, psicologo, educatore), affiancata da volontari. In più, numerose sono le collaborazioni con servizi sociali, famiglie affidatarie, medici specialisti nella diagnosi e cura di determinati disturbi e patologie.
Per i casi che si concludono con l’adozione, ZeroTre accompagna l’inserimento dei bambini nelle nuove famiglie indicate dal Tribunale per i Minori.
Il progetto è stato accorpato a ZeroSei, in un'unica struttura per accogliere bambini da zero a sei anni.
28 | 11 | 2007 - Vestiti D'Amore raggiunge l'obiettivo ZeroTre
Felicemente conclusa la prima edizione dell'evento di raccolta di ...
Giochi
La pappa
I bagni sono adattati alle esigenze dei piccoli
Anche a pranzo tutto è a misura di bambino
Un momento di gioco
Un piccolo con una volontaria
Un'educatrice cambia un piccolo ospite
Interviste, storie, testimonianze: grazie a tanti protagonisti (operatori, volontari, donatori) possiamo essere ogni giorno vicino ai bambini.
01 | 06 | 2010 - Un anno ricco di emozioni indimenticabili
Sono passati 7 mesi da quando ho cominciato il mio cammino da volontaria del Servizio Civile presso la comunità Zero Tre, 7 mesi molto intensi, in cui ho vissuto delle esperienze incredibili, che mi hanno arricchita come persona e come professionista.
Le prime cose che ho notato al mio ingresso sono state la grande accoglienza e il calore da parte di tutti i miei colleghi e del responsabile, che mi hanno fatto sentire da subito una risorsa importante all’interno della comunità. Questa accoglienza è rimasta sempre costante durante tutto questo periodo, crescendo sempre di più all’interno delle relazioni che ho instaurato con gli educatori e con gli altri volontari e trasformandosi in qualcosa di più profondo, entrando a far parte di un gruppo sicuramente eterogeneo, ma comunque fatto di persone splendide, che nella loro unicità hanno dato tanto a Zero Tre e continuano a dare.
Sicuramente ci sono stati degli alti e bassi, come in ogni luogo in cui diverse personalità e diverse individualità devono cercare di trovare un’unione il più armonica possibile, per rendere migliori le proprie prestazioni umane e lavorative, ma anche questo è stato un elemento che mi ha arricchito, spingendomi a trovare il mio equilibrio all’interno dell’équipe.
Indubbiamente le emozioni più grandi le ho ricevute dai bambini, dal loro affetto e dalla loro energia. Era la prima volta che avevo a che fare con bambini così piccoli, è stato difficile imparare a relazionarmi con loro, nel mio ruolo in bilico tra volontario ed educatore, con la costante sensazione di non essere riconosciuta come figura di riferimento; ma alla fine bastava solo un gesto di affetto da parte loro da farmi capire che forse certe resistenze erano solo nella mia mente.
Questa mia esperienza a Zero Tre è stata unica, fortunatamente non è ancora finita e sono certa che in questi pochi mesi che mi restano, vivrò ancora dei momenti che mi arricchiranno e che daranno ancora forti emozioni.
La volontaria del Servizio Civile a Zerotre,Valeria Panetta
06 | 05 | 2010 - Conquistati per la gola
Era Natale, e l’azienda presso la quale lavoro mi regalò un panettone di cinque chili.
E’ consuetudine della mia famiglia festeggiare tutti insieme il Natale ma, anche se eravamo in tanti, aprire un panettone di quelle dimensioni sarebbe stato comunque uno spreco.
Ho chiesto quindi ad una amica (che all’epoca era volontaria) l’indirizzo della comunità e dopo un paio di giorni già mi ritrovavo con il mio panettone a suonare alla porta di Zero Tre.
Mi è venuto ad aprire un educatore e dietro alle sue spalle facevano da sfondo tutti i bimbi che, incuriositi dallo squillo del campanello, si erano accalcati per vedere chi stesse arrivando.
E’ stato un amore a prima vista!
Ho consegnato il panettone ed ho chiesto da subito all’educatore cosa fosse necessario fare, per poter prestare la mia opera di volontaria presso la comunità e dopo circa un mesetto già mi apprestavo a cominciare.
Avevo scelto da subito il turno serale, perché purtroppo lavorando non avevo molte altre possibilità.
Ricordo che la prima sera ero agitata come un’adolescente al primo appuntamento.
A me piace cucinare e soprattutto preparare dolci, quindi mi sarebbe piaciuto portare ai piccoli una torta fatta da me, ma essendo a conoscenza del fatto che la comunità non poteva accettare delle torte fatte in casa avevo soprasseduto a questa idea…… anche se non l’avevo del tutto abbandonata.
Durante il giorno mi ero interrogata più volte per trovare una soluzione al problema, poi alla fine (lampo di genio) ho caricato in macchina tutto il necessario (ingredienti, stampini per biscotti, tortiera ecc) e mi sono presentata in comunità.
E’ vero che nn potevo portare nessun dolce preparato a casa, ma nulla mi vietava di prepararlo li al momento e magari con un po’ di fortuna, sarei riuscita a coinvolgere nella preparazione del dolce anche qualche bimbo. E così è stato!
Quella sera ho aiutato l’educatore di turno a servire la cena, dopodichè gli ho chiesto se poteva lasciarmi i bimbi grandi (intendo quelli di 4/5 anni) in cucina, per aiutarmi nella preparazione di una crostata. Al posto delle tradizionali strisce di pasta incrociate, abbiamo guarnito la nostra crostata con tanti piccoli soggetti scelti e realizzati da ognuno di loro con gli stampini per i biscotti ed il risultato è stato spettacolare.
Mai vista una torta così bella ed originale!
Ci siamo divertirti tutti un sacco (intendo me compresa) e quella è stata la prima di tante torte.
Ormai da quel giorno sono passati più di due anni e nel frattempo tanti bimbi si sono alternati in comunità.
Bambini stupendi che ho visto crescere, che mi hanno trasmesso molto affetto con pochi gesti e semplici parole e che mi hanno emozionato profondamente.
Bambini che mi porto dentro.
Per quanto sia preparata e consapevole del fatto che dovremo necessariamente dividerci, mi rendo conto che il distacco non è sempre facile e tutte le volte che ognuno di loro prende la sua strada, mi lascia un grande vuoto.
Ma ecco che già un altro piccolo arriva e l’avventura continua
13 | 04 | 2010 - Storia di Valentina
Valentina è arrivata a 0-3 all’età di 7 mesi.
La mamma aveva alcuni problemi psichiatrici, il suo papà non è stato in grado di gestirla adeguatamente e in un momento di difficoltà l’ha portata dai servizi sociali e l’ha lasciata lì.
Quando è arrivata in comunità aveva lo sguardo sfuggente e la faccina tristissima, voleva stare sempre in braccio. I primi mesi di permanenza sono stati contraddistinti da difficoltà ad addormentarsi: spesso durante la nanna si lamentava, piangeva, urlava, era evidente la sua sofferenza.
Col passare del tempo ha iniziato a stare meglio, a gradire particolarmente le attenzioni a lei riservate, il suo stare con gli altri bimbi e con gli educatori le ha dato serenità e i suoi sorrisi si sono moltiplicati: anche il momento dell’addormentamento è andato gradualmente migliorando.
Valentina è diventata più serena. E' stata accolta da una famiglia affidataria che si prende cura di lei.
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