La Bussola

Attivo dal 1998, il progetto La Bussola offre un servizio di accoglienza a dimensione familiare per bambini dai 3 ai 10 anni circa, soggetti a decreto di allontanamento del Tribunale dei Minori e provenienti da contesti di grave degrado sociale, familiare e culturale, a volte vittime di incuria o violenze.

Aperta 24 ore su 24, la struttura de La Bussola garantisce ai bambini le necessarie cure e attenzioni, favorendo un corretto sviluppo affettivo e relazionale. Inoltre, grazie all’assistenza di differenti figure professionali specializzate (pedagogista, psicologo, educatore, puericultrice), ogni bambino segue un proprio programma dettagliato finalizzato a superare le precedenti esperienze traumatiche.
Quando possibile, i bambini vengono reinseriti nella famiglia di origine o accolti da una famiglia affidataria appositamente formata attraverso un percorso formativo.

Il progetto La Bussola è attivo a Borgarello, in provincia di Pavia.

Cosa puoi fare tu


  • Distribuzione di caramelle
  • Il salone
  • La Bussola al tramonto
  • Sulle scale...verso le camerette
  • Giochi di gruppo
  • Facciamo una torta!
  • Davanti alla TV
  • Una cameretta
  • Che buona la pasta!

Interviste, storie, testimonianze: grazie a tanti protagonisti (operatori, volontari, donatori) possiamo essere ogni giorno vicino ai bambini.

27 | 10 | 2011 - Francesco, il bambino che viveva sugli armadi

Quando è arrivato, Francesco non parlava. Sembrava più piccolo dei suoi 7 anni, forse perché davanti agli altri si faceva minuscolo, come se volesse scomparire.
Quando siamo andati a cercarlo nella sua stanza, però sembrava scomparso per davvero. Non rispondeva, e non era da nessuna parte. Ci sono bambini magici, è vero, ma non era mai successo che uno di loro diventasse invisibile.

Un giorno però una mano, anzi, il dettaglio di una mano, spunta da sopra l’armadio. Ecco dov’era. Si era appollaiato come un uccellino nel posto più alto della stanza.
Un nido alto e protetto, difficile da raggiungere.
Non c’era verso di farlo scendere. Aveva paura di qualsiasi contatto. Aveva avuto una madre che lo picchiava e gli spegneva le sigarette sulle braccia.
Una madre bassa, per fortuna, che in cima all’armadio non ci arrivava. Almeno quello.
Ecco il perché di quell’altezza, di quella fuga verso l’alto.

Un educatore invertì la rotta: invece di invitarlo a scendere, salì sull’armadio con lui. Lo stupì, e aprì un varco in quel bambino chiuso a chiave per troppa violenza.
Piano piano il bambino che viveva sugli armadi cominciò a fidarsi di nuovo degli adulti, a credere che i grandi non sono tutti uguali. Ci sono quelli che non gli hanno voluto bene, ma anche quelli che diventano uccellino come lui, per tirarlo giù dal nido.

Francesco sta imparando a volare da solo.
Nella comunità La Bussola, dove vive, ormai è un bambino nuovamente sereno. Ha tanti amici, sa che gli educatori gli vogliono bene. Non ha più bisogno di nascondersi, anzi: è bravissimo a scovare i nascondigli dei suoi compagni, a convincerli che dal nido si può scendere senza paura.

Lui non ha più paura: sogna di volare, un giorno, insieme ad una mamma e un papà verso un nuovo nido pieno di felicità.


AIUTACI A REGALARE UNA STORIA A LIETO FINE AD ALTRI BAMBINI COME FRANCESCO.

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21 | 09 | 2011 - Un esotico visitatore alato per i bimbi de La Bussola

La visita del pappagalino Kapuerito è avvenuta in una calda domenica d’estate, ricca di giochi e attività. E' comparso in Bussola mentre i bimbi erano intenti a padroneggiare la kapoeira, organizzare il laboratorio di ciclofficina per poi fare l’esplorazione in bici nelle vicine campagne.

Il pappagallino è entrato dalla finestra di un bimbo che faceva i compiti che, quasi incredulo, ha chiamato a gran voce tutto il gruppo: ”Ragazzi è entrato un pappagallino…Qui in camera mia!!”

Lo stupore è continuato quando il pappagallo ha cominciato a volare per la casa, saltellava per le scale ed i bimbi, increduli, lo seguivano a ruota, in un'atmosfera colma di gioia e magia.
Dopo un po' di tempo è stato liberato, con l’aiuto dell’educatore. Da quel momento ogni bimbo presente in casa ha creato la propria versione della storia, da raccontare al gruppo di compagni che in quel momento esplorava le campagne del vicinato.

Ma le sorprese non erano finite qui…

Infatti, nel pomeriggio, dopo la lezione dimostrativa di Kapoeira organizzata nella sala della Bussola, abbiamo organizzato una merenda in giardino per ringraziare gli istruttori della kapoeira e ‘sfidarli’ a calcio balilla prima del saluto.

Improvvisamente, dall’albero più grande del giardino, un gruppo di bimbi ha intravisto il piccolo amico pennuto e, in un batter d’occhio, ecco che si svela la magia:  Kapuerito vola verso i bambini, planando davanti a loro per poi atterrare sulla testa del maestro di Kapoeira.

Da li, il battesimo con il nome ’Kapuerito’. Subito dopo, la squadra di bimbi si è mobilitata per coccolare il pappagallo con cibo e acqua, mentre il gruppo dei grandi si impegnava a costruire un piccolo rifugio per la sera.

Poi, la chicca della giornata: mentre una bambina accorreva con una ciotola d’acqua per Kapuerito, lui ci si è buttato dentro! Schizzi, colpi di ali nell’acqua riempivano di risate e felicità l’atmosfera.

A fine serata, la casa sull’albero di Kapuerito era ormai pronta: una cassetta di legno riadattata e una grande scodella. Il pappagallino si è subito accomodato nella sua nuova casetta e dopo essersi cibato a volontà, ha preso il volo per un'altra avventura.

A distanza di tempo i bimbi ancora si raccontano la storia del loro piccolo amico, immaginando dove potrebbe essere.
Alcuni dicono che è emigrato, altri che sta a casa del vicino, ma tutti sperano di rivederlo con noi… la casetta costruita dai bimbi è ancora lì che lo aspetta!.

17 | 09 | 2010 - Una cartolina dal mare

Anche se in garage sono tornati ombrelloni, secchielli e palette nei cuori è rimasta un’emozione e nella mente un ricordo indelebile.

La vacanza ad Albenga è stato un viaggio oltre i limiti fisici, un viaggio intimo e profondo. Raggiungendo una meta diversa abbiamo incontrato luoghi nuovi che aspettavano d’essere scoperti, riscoperti, accolti e vissuti. Abbiamo visto e sentito visi, odori, luci nuove. Abbiamo raggiunto i bambini. Abbiamo raggiunto e fatto rivivere le loro speranze. I loro desideri sono rinati. I loro cuori ci hanno sorriso e ringraziato coi gesti e con le parole per l’amore ricevuto.

La quotidianità è stata la chiave vincente, l’essenza: mare, sole, passeggiate in collina, campi e raccolti, giochi e gelati hanno preso sapore e valore attraverso ingredienti preziosi quali la passione, l’impegno, la professionalità, l’allegria, la leggerezza e l’intenzionalità pedagogica della nostra equipe.

Quest’anno ho visto tornare a La Bussola una squadra di educatori con un vissuto speciale, con una valigia piena di esperienza; un’equipe unita da una missione sempre esistita ma oggi più consapevole: far riscoprire ad ogni bambino l’importanza del suo essere unico e fargli credere ancora nell’amore come opportunità e diritto che gli appartengono.

Al mio ritorno nella mia valigia non ho messo pietre e conchiglie, ma il cuore disegnato sulla spiaggia da Alessandra, l’ abbraccio di Riccardo, il bacio di Sara, gli scherzi di Enrico, la risata di Aurora, la canzone di Mady, il tuffo di Silvia, il castello di sabbia di Paolo e una chitarra suonata nella notte di S.Lorenzo sotto un cielo di stelle con tutti i miei colleghi.

Liliana, educatrice de La Bussola

13 | 04 | 2010 - Dagli incubi alla realizzazione di un sogno

Federica* e Monica*, due sorelline di 3 e 4 anni, sono arrivate a La Bussola provenienti da un contesto familiare violento, senza alcuna fiducia nei confronti delle figure adulte. Il legame tra le due sorelle era di cura reciproca, quasi simbiotico: stavano sempre insieme e soffrivano dello stare lontane anche per brevi momenti.

Le bambine avevano grosse difficoltà ad addormentarsi la sera, si svegliavano durante la notte a causa degli incubi. Federica ogni tanto si rifiutava di dormire per la paura di fare “sogni brutti” in cui c’erano spesso lupi cattivi.
Le difficoltà che le bambine incontravano durante la notte si traducevano in uno stato di tensione costante sia fisica che emotiva durante il giorno. Federica manifestava un carattere insicuro, aveva spesso la testa tra le nuvole e manteneva strette le sue paure dentro di sé, faceva fatica a manifestarle. Monica invece era sveglia e socievole ma manifestava molta rabbia, era sempre in movimento e ogni tanto aveva delle crisi di pianto improvvise.

Attraverso la relazione con gli educatori, le bambine hanno potuto conoscere un nuovo rapporto di fiducia e amore partendo dalle cose più semplici: gli educatori si sono occupati dei loro bisogni ogni giorno con grande cura, offrendo abbracci e coccole, consolandole nei momenti difficili e colmando così il bisogno di rassicurazione e di protezione delle due sorelline.

Le bambine con il tempo si sono aperte, confidando agli educatori i loro disagi e mostrando di avere acquisito molta fiducia nei confronti degli adulti. Sono rimaste a La Bussola circa 3 anni, creandosi anche una rete di amicizie con alcuni coetanei del paese.

Il loro percorso si è concluso con  l’inserimento presso una famiglia affidataria che le ha accolte con gioia e tanto amore.


* Per tutelare i minori i nomi sono stati cambiati

21 | 09 | 2009 - La bellezza dei sorrisi dei bambini

Testimonianza di Katia Mazzoni

“Sono arrivata a La Bussola da poco tempo e ho trovato un’atmosfera serena, nonostante le difficoltà che questi bambini sono costretti ad affrontare.
I loro sguardi sono dolci, anche quelli dei bambini più aggressivi.
L’esperienza è intensa, anche  perché è un ‘lavoro’ nuovo per me e richiede quindi un maggiore impegno e ascolto.
Mi sono decisa ad entrare nel volontariato perché m’insegna a vivere meglio nel mondo. Il ricordo della bellezza dei loro occhi dà luce e vigore al mio spirito, anche quando non sono con loro”.

Testimonianza di Leonardo Gatta

“Ho conosciuto La Bussola tramite un’impiegata de L’Albero della Vita.
Provo varie emozioni…un’accresciuta consapevolezza di quello che succede e del mondo dei bambini/adolescenti…a volte, l’immensa gioia di poter essere utile ai bambini, altre volte la ‘paura’ che durante il turno di volontariato sia una giornata ‘tosta’ con i bambini che litigano tra loro.
Lo faccio perché mi piace, perché mi fa stare bene, perché adoro sentire i bambini ridere…
Perché è giusto…perché oltre ai bambini ho conosciuto gli educatori, figure che nessuno conosce, ma che svolgono una professione allo stesso tempo dura e delicata…
Tante volte ho avuto persone che, a volte in modo piccolo, a volte in modo più profondo, hanno cercato di darmi una mano…voglio fare lo stesso con gli altri…
A volte tutti sono splendidi…a volte le tensioni, escono nei modi diversi bambino per bambino, comunque si cercano di affrontare nel miglior modo possibile con gli educatori…
Sono contentissimo quando un bambino trova una famiglia affidataria...”

Testimonianza di Sara Tutone

Parto dal presupposto che la cosa che non sopporto di più al mondo è l’ ingiustizia! Già, è una cosa più forte di me….quando parlando con un’amica che era già volontaria mi ha raccontato della Bussola e di questa possibilità, ho sentito proprio la spinta di correre a informarmi….
Faccio già altri tipi di volontariato ma quando ho sentito la parola “bambini” mi sono sentita una stretta al cuore…. già, una stretta al cuore, perché non potrei mai immaginare di avere avuto un’infanzia lontana dalla mia famiglia, in balia degli eventi e senza alcun punto di riferimento….
Credo che qualsiasi essere umano, anche adulto, ha bisogno di qualcuno vicino: figuriamoci da bambini che è l’ età dove ci si forma interiormente…. e che si ha comunque più bisogno di contatti e serenità per la formazione interiore e per un certo equilibrio.
Il primo giorno che ho passato alla Bussola in loro compagnia, sono uscita e, mentre guidavo per tornare a casa, avevo il sorriso fisso: danno più loro a te che tu a loro…. è meraviglioso regalargli/ti anche solo un sorriso o un’ oretta di giochi….
Per noi magari è normale non chiedersi nemmeno cosa possano provare, per chi come me ha avuto la fortuna di un’ infanzia piena d’amore e di attenzioni di mamma e papà non si può minimamente sopportare il solo pensiero che a un ragazzino possa mancare la cosa più ovvia e importante…. Forse non potremo mai capire quello che possono avere dentro dei ragazzini che per diversi motivi si ritrovano allontanati dai loro punti di riferimento ma, sicuramente, possiamo, con questa esperienza, “distrarli” e giocare insieme, sorridere, fare i compiti e tutte le cose che farebbero se fossero a casa con la loro famiglia!
Magari non sarà tanto…. Ma sono sicura che un po’ di calore umano e amicizia possa davvero fare tantissimo…. O almeno lo spero!

21 | 09 | 2009 - Ricevo molto di più di quello che dò

Testimonianza di Alessandra Rocchi e Andrea Barrucchello

“All’inizio l’idea è nata quasi per caso, visto che non avevamo esperienza di volontariato alle spalle, ma desideravamo farne una: così ci siamo imbattuti nell’Albero della Vita e, dopo aver constatato che si trattava di un’associazione affidabile e seria, ci siamo buttati…
All’inizio, quando frequentavamo i corsi pre-volontariato, ci sentivamo un po’ ‘straniti’ e ci ponevamo molte domande alla fine della serata: ‘come sarà? Saremo capaci di fare il ‘nostro compito’? Come reagiranno i bimbi? Etc. etc.’
E non ti dico un attimo prima di suonare il campanello alla Bussola, il nostro primo giorno!!!
Comunque, alla fine, ogni dubbio e pensiero passa in secondo piano quando siamo con i bambini, per noi è un’esperienza bellissima ogni volta che siamo con loro: ci sono mille emozioni tutte insieme, dalle risate ai pianti, ai litigi…e, alla fine della giornata, quando risaliamo in macchina per venire a casa, stanchi morti ma felici, ci rendiamo conto che oltre a ‘dare’ e ‘fare volontariato’, riceviamo in cambio la loro gioia di vivere, i loro sentimenti…e forse la cosa più bella è proprio questa: questo scambio di emozioni che s’instaura tra il volontario e, in questo caso, i bambini”.

Testimonianza di Anna Di Cosimo 

Alla Bussola io ci sono arrivata per caso, tramite i volontari della Fondazione Patrizio Paoletti, ho sempre desiderato fare qualcosa per i bambini che secondo me vengono al primo posto, e dunque mi ci sono buttata.
Mi trovo benissimo e sono del parere che danno più loro a me di quanto io possa fare per loro.
Quando la mia giornata è finita da loro e torno a casa, mi sento benissimo e soddisfatta; è qualcosa che ti senti dentro e che non sai descrivere.
Con gli educatori mi trovo benissimo, sono tutti molto bravi e i bambini gli vogliono bene, io penso di essermi integrata con loro.

Testimonianza di Rosanna Manfè

Presto servizio di volontariato presso la nostra casa di accoglienza “la Bussola” da due anni. Devo dire che questa straordinaria esperienza ha cambiato la mia vita.
Condividere con i bambini questo tempo mi ha fatto capre che non è la quantità che conta ma la qualità del tempo che condividi con chi ami a fare la differenza nella vita.
Amo immensamente questi piccoli che mi insegnano giorno dopo giorno quanto è importante la vita nonostante le grandi difficoltà che ti si presentano e quindi a “Non mollare mai”.
Il loro sorriso ogni volta è un grande dono che porto sempre nel cuore fino al prossimo incontro.
Ringrazio tutti coloro che condividono con me questa meravigliosa esperienza.

25 | 09 | 2008 - Anna: la mia giornata densa si soddisfazioni

Alla Bussola io ci sono arrivata per caso, tramite i volontari della Fondazione Patrizio Paoletti, ho sempre desiderato fare qualcosa per i bambini che secondo me vengono al primo posto, e dunque mi ci sono buttata.

Mi trovo benissimo e sono del parere che danno più loro a me di quanto io possa fare per loro.
Quando la mia giornata è finita da loro e torno a casa, mi sento benissimo e soddisfatta; è qualcosa che ti senti dentro e che non sai descrivere.

Con gli educatori mi trovo benissimo, sono tutti molto bravi e i bambini gli vogliono bene, io penso di essermi integrata con loro.

Anna

13 | 05 | 2008 - Leonardo: adoro sentire i bambini ridere

“Ho conosciuto La Bussola tramite un’impiegata de L’Albero della Vita.

Provo varie emozioni…un’accresciuta consapevolezza di quello che succede e del mondo dei bambini/adolescenti…a volte, l’immensa gioia di poter essere utile ai bambini, altre volte la ‘paura’ che durante il turno di volontariato sia una giornata ‘tosta’ con i bambini che litigano tra loro.
Lo faccio perché mi piace, perché mi fa stare bene, perché adoro sentire i bambini ridere…

Perché è giusto…perché oltre ai bambini ho conosciuto gli educatori, figure che nessuno conosce, ma che svolgono una professione allo stesso tempo dura e delicata…
Tante volte ho avuto persone che, a volte in modo piccolo, a volte in modo più profondo, hanno cercato di darmi una mano…voglio fare lo stesso con gli altri…

A volte tutti sono splendidi…a volte le tensioni, escono nei modi diversi bambino per bambino, comunque si cercano di affrontare nel miglior modo possibile con gli educatori…
Sono contentissimo quando un bambino trova una famiglia affidataria...”

Leonardo
 

31 | 01 | 2008 - Katia: ho trovato una grande serenità

“Sono arrivata a La Bussola da poco tempo e ho trovato un’atmosfera serena, nonostante le difficoltà che questi bambini sono costretti ad affrontare.
I loro sguardi sono dolci, anche quelli dei bambini più aggressivi. L’esperienza è intensa, anche perché è un ‘lavoro’ nuovo per me e richiede quindi un maggiore impegno e ascolto.

Mi sono decisa ad entrare nel volontariato perché m’insegna a vivere meglio nel mondo. Il ricordo della bellezza dei loro occhi dà luce e vigore al mio spirito, anche quando non sono con loro”.

Testimonianza di Katia, volontaria

20 | 01 | 2008 - Con i bambini mille emozioni

“All’inizio l’idea è nata quasi per caso, visto che non avevamo esperienza di volontariato alle spalle, ma desideravamo farne una: così ci siamo imbattuti nell’Albero della Vita e, dopo aver constatato che si trattava di un’associazione affidabile e seria, ci siamo buttati…

All’inizio, quando frequentavamo i corsi pre-volontariato, ci sentivamo un po’ ‘straniti’ e ci ponevamo molte domande alla fine della serata: ‘come sarà? Saremo capaci di fare il ‘nostro compito’? Come reagiranno i bimbi? Etc. etc.’
E non ti dico un attimo prima di suonare il campanello alla Bussola, il nostro primo giorno!!!

Comunque, alla fine, ogni dubbio e pensiero passa in secondo piano quando siamo con i bambini, per noi è un’esperienza bellissima ogni volta che siamo con loro: ci sono mille emozioni tutte insieme, dalle risate ai pianti, ai litigi…e, alla fine della giornata, quando risaliamo in macchina per venire a casa, stanchi morti ma felici, ci rendiamo conto che oltre a ‘dare’ e ‘fare volontariato’, riceviamo in cambio la loro gioia di vivere, i loro sentimenti…e forse la cosa più bella è proprio questa: questo scambio di emozioni che s’instaura tra il volontario e, in questo caso, i bambini”.

Castano Primo, 31 gennaio 2008
Alessandra e Andrea

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