Albero Della Vita




accoglienza minori

Da sempre L’Albero della Vita si occupa dell’ ultimo, del bambino abbandonato, consapevole che la prima cura dell’abbandono è l’accoglienza, è creare per i bambini luoghi in cui poter ritrovare l’affetto di una famiglia.

Tra i tanti progetti realizzati ci sono le case famiglia, le comunità alloggio, a dimensione familiare, un modello di accoglienza e sviluppo, ripartito per fasce d’età,  per accompagnare i bambini nella crescita: infanzia (0-6 anni), scolare (6-13), adolescenza (13-18), giovani in crescita (18-21). Le nostre “comunità educative” (o “comunità alloggio”, come sono spesso chiamate) non sono luoghi generici, ma vere e proprie case in cui bambini e gli educatori (formati sulle specificità del disagio) fanno vita comune. Non ci sono dormitori, refettori o celle frigo, ma camere da letto, sala da pranzo e frigorifero in cucina. Sono i membri della casa a decidere il colore delle tende, dove mettere il divano, cosa appendere alle pareti.

All’interno di ogni casa, la vita è simile a quella di tante famiglie: la sveglia che suona al mattino, le corse a scuola o al lavoro, gli acquisti, le faccende domestiche, i pasti, i giochi, gli amici, i pianti, le coccole, le visite, i progetti per le vacanze, le favole prima di addormentarsi…

Un numero limitato di bambini (8-9 per ogni casa) garantisce quel rapporto di reciprocità che permette ai bambini di intrecciare le proprie esperienze, imparando a relazionarsi.

Il progetto individuale di crescita di ogni bambino è associato parallelamente da un progetto globale, che vede i servizi sociali accompagnare la famiglia d’origine nella riappropriazione del proprio ruolo genitoriale.