India, Calcutta - Clinica Mobile
IL PROGETTO E' CONCLUSO
La clinica è attiva a Kolkata (Calcutta) e nelle aree rurali circostanti, dove L’Albero della Vita già interviene con altri progetti inseriti nei programmi di Sostegno a Distanza. Le aree di intervento sono caratterizzate da carenza o assenza di servizi di base per la salute, con forti rischi igienico- sanitari.
Il progetto si propone di migliorare la situazione sanitaria di circa 20.000 persone attraverso visite mediche, distribuzione di medicinali, attività di sensibilizzazione.
Attività previste:
- Visite mediche generali e check-up.
- Raccolta di campioni di analisi per test effettuati presso strutture esterne.
- Diagnosi, prevenzione e primo trattamento per specifiche malattie infantili.
- Prevenzione di malattie gastrointestinali, della pelle e delle vie respiratorie.
- Collaborazione con ospedali e centri di salute per ricoveri e fornitura di materiali educativi.
- Monitoraggio periodico delle condizioni di salute e di crescita dei bambini coinvolti.
Cosa puoi fare tu
- sostieni il progetto con una donazione libera.
- diventa Portavoce dei Diritti dei Bambini e fai conoscere ai tuoi amici questo progetto.
Gli interni della clinica mobile
La clinica opera nei quartieri più poveri
Distribuzione medicine
Lo staff medico
In fila per le medicine
Visita medica
Interviste, storie, testimonianze: grazie a tanti protagonisti (operatori, volontari, donatori) possiamo essere ogni giorno vicino ai bambini.
21 | 10 | 2009 - Intervista alla Dott.ssa Sulagna Bakchi
La dottoressa Sulagna Bakchi, collaboratrice di Medici in Prima Linea, ci racconta le attività e i principali problemi del progetto Clinica Mobile.
D. Quali sono i principali problemi legati alla madre e al bambino nelle aree di intervento?
Il problema principale è che non c’è nessuna pianificazione famigliare, le famiglie devono farsi carico di troppi bambini ma non riescono a mantenerli tutti a causa delle loro povere condizioni economiche. Non riescono a dargli i pasti necessari. Inoltre specie nelle aree rurali le famiglie desiderano solo bambini maschi. È una tradizione storica e sociale che continua e mette a serio rischio la salute delle bambine neonate (spesso non ricevono le cure necessarie e vengono lasciate morire) e delle madri costrette a partorire finchè non ottengono il figlio maschio. Ciò anche dovuto a una società dominata dagli uomini.
C’è inoltre il problema della mancanza di educazione e consapevolezza medico sanitaria della popolazione e in particolare delle donne. Inoltre vi è il grave problema della povertà, i problemi socio-economici sono alla base di tutto.
Inoltre il fatto che le donne non si recano negli ospedali è un grave problema per la loro salute. Il parto a casa spesso ha conseguenze gravi come la non capacità di far fronte a complicazioni, le infezioni, ferite all’utero ecc.
Gli ospedali governativi sono gratuiti, ma alla fine bisogna sempre pagare qualcosa, magari anche solo 500 Rupie (7 euro) per trasporto o qualche medicina extra. Ma la popolazione dei villaggi non può permetterselo.
D. Qual’è l’impatto dell'intervento sui nostri beneficiari?
L’impatto del nostro progetto è molto importante per la salute e la sicurezza delle donne. Non solo per la loro gravidanza attuale ma per tutte le loro gravidanze future.
Gli istituti governativi non offrono i servizi opportuni. Non ci sono le infrastrutture necessarie quindi è fondamentale riempire questo vuoto con il nostro progetto. Inoltre il nostro approccio è diverso: possiamo offrire un migliore monitoraggio della salute delle donne, recandoci al villaggio regolarmente una due volte al mese con i dottori; i volontari del villaggio ci possono contattare in caso di necessità extra.
Inoltre il nostro intervento è importante perché è focalizzato sulle donne e i bambini, le fasce più deboli della società. Tutti hanno bisogno di assistenza, ma se facessimo i campi medici generali a tutta la popolazione sarebbe più difficile avere un reale impatto. Il numero di pazienti sarebbe eccessivo e noi dottori avremmo meno tempo a disposizione per ogni paziente.
21 | 10 | 2009 - Menara Bibi, un parto a rischio
I nostri medici in India, recentemente intervistati, ci hanno raccontato la storia di Menara Bibi, 19 anni. Lei e la sua bambina sono state salvate grazie al pronto intervento dei medici e all'attività di sensibilizzazione svolta nei confronti della famiglia.
Senza il nostro intervento la vita della madre e della figlia sarebbero state in serio rischio. Avrebbe partorito a casa e le complicazioni sarebbero risultate fatali.
"Era il 20 luglio 2009, Meenara Bibi è venuta al campo medico ed è stata visitata dalla dottoressa Sulagna Bakchi. È venuta da sola. Era stata informata dai nostri volontari che quel giorno sarebbero arrivati i nostri dottori al villaggio. Abbiamo riscontrato che la ragazza era un caso serio, c’erano delle complicazioni ed era assolutamente necessario che si recasse a partorire in ospedale entro 48 ore e non a casa altrimenti la vita del bambino e la sua sarebbero state rischio. Occorreva quindi convincere non solo la ragazza ma anche e soprattutto la famiglia. Immediatamente abbiamo organizzato un veicolo e cono un rappresentante del villaggio siamo andati a parlare con la famiglia, che inizialmente era contraria e non capiva la gravità della situazione: fortunatamente lo staff ha convinto la famiglia a far ricoverare la ragazza entro 48 ore.
Il 22 luglio Meenara è stata accompagnata in ospedale dalla famiglia e dai volontari di Medici in Prima Linea: tutte le complicazioni sono state gestite e il 28 luglio ha partorito in ospedale una bellissima bambina. La sua prima figlia.
Successivamente lo staff e I medici di MPL sono andati a visistarla a casa per accertarsi del suo stato di salute e a portargli alcuni medicinali. Era una gioia vedere che entrambe erano in ottima salute. La ragazza perà si vedeva che non era una mamma esperta, non sapeva bene come prendere in braccio il bambino. Era la prima volta ma imparerà presto.
21 | 10 | 2009 - Intervista al coordinatore della Clinica Mobile
Mrinal Kanti Bisaas, operatore sociale in West Bengal da oltre 25 anni e Project Coordinator, ci racconta la storia, le difficoltà e i successi della Clinica Mobile.
D. Quando ha iniziato la collaborazione con OFFER e con Medici in Prima Linea?
Ho iniziato la collaborazione con OFFER circa 7 anni fa. Nel maggio del 2008 ho iniziato ad occuparmi del progetto di clinica mobile.
D.Quali sono i principali problemi legati alla madre ed al bambino nelle aree di intervento?
I programmi e i servizi governativi sono molto deboli, in alcune aree sono assenti. Le strutture mediche, pubbliche o private non sono sufficienti per i reali bisogni della popolazione. La vie di comunicazione sono piuttosto scarse nella zona e rendono difficile, in caso di necessità, raggiungere l'ospedale più vicino. Inoltre l'estrema povertà della popolazione rende impossibile per molti l'accesso ai servizi sanitari.
Un altro problema molto serio è il parto in casa, una pratica comune ma molto rischiosa per la madre e il bambino, sopratutto se la donna è ancora troppo giovane: i matrimoni tra bambini sono purtroppo un'usanza diffusa e inoltre la malnutrizione peggiora lo stato di salute delle donne e delle giovani madri, rendendole estremamente vulnerabili.
I bambini nascono quindi già con problemi di salute, sopratutto infezioni alla pelle e problemi respiratori, aggravati dalla malnutrizione e da pratiche igieniche scorrette.
Alle donne in generale manca la consapevolezza di sé stesse e del proprio ruolo.
D.Qual'è l'impatto dell'intervento sui nostri beneficiari?
L’impatto del progetto è molto positivo, per diversi aspetti.
- Migliora la consapevolezza in ambito medico-sanitario in generale. Inoltre ricevono un importante supporto all’immunizzazione da gravi malattie grazie alla somministrazione di vaccinazioni per epatite, polio, tubercolosi.
- Stiamo creando un importante legame con i servizi medico sanitari governativi esistenti e sensibilizzando nei villaggi sulle migliori pratiche igieniche.
- I rappresentanti dei villaggi sentono anche loro l’importanza del nostro progetto per la salute delle donne e dei bambini delle loro comunità, ciò grazie al lavoro di advocacy e ai numerosi meeting che lo staff di progetto svolge con le comunità locali e le autorità. Il nostro progetto è molto apprezzato dalla società civile e molti insegnanti, impiegati pubblici, associazioni giovanili, conoscono il progetto e lo promuovono autonomamente nei loro contesti, per quanto possono e riescono.
D. Quale è il feedback dei benefriciari dall'inizio del progetto?
I beneficiari hanno risposto molto bene al progetto e ora sono molto interessati al loro stato di salute, specialmente lo stato di salute dei loro bambini. In particolare, le donne in stato di gravidanza partecipano sempre ai campi medici e ora sono più consapevoli riguardo alla gestione della gravidanza e al parto assistito nelle infrastrutture ospedaliere. Vengono regolarmente a farsi visitare e sono contente di poter ricevere medicinali e integratori fondamentali.
03 | 11 | 2007 - Il cuore di Sourya
Il piccolo Sourya di 2 anni e 10 mesi, vive a Calcutta, in India. Soffriva di un grave problema cardiologico ma la sua famiglia, molto povera e composta della sola mamma, non era in grado di sostenere le spese mediche per l’intervento urgentissimo al cuore, indispensabile per salvargli la vita.
L’Albero della Vita ha prontamente attivato il suo operatore partner locale, prendendosi carico delle spese per eseguire l’operazione e consentendo un’adeguata assistenza post-operatoria al piccolo Sourya.
L’operazione è stata realizzata con successo presso l’istituto Rabindranath Tagore International of Cardiac Sciences di Calcutta.
Il bimbo ora sta bene, ha già incontrato la mamma e al momento è in terapia intensiva.
Tutte le persone impegnate nell’Albero della Vita sono molto felici per Sourya e continueranno a seguirlo... E lo attendono presto in Italia, per una vacanza.
Minori e salute
Il 7 aprile si celebra in la Giornata Mondiale della Salute. Un tema importante, un bene fondamentale al quale la Dichiarazione ...
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