Una sartoria per le donne
L’Albero della Vita collabora dal 2006 a Dhupguri, nel West Bengal, in collaborazione con i Padri Carmelitani che gestiscono la struttura educativa del Saint Paul Center.
La sartoria è uno degli interventi avviati insieme ai Padri per offrire alle donne più povere una formazione professionale che consenta loro una autosufficienza economica.
Contesto d'intervento
Le donne e le ragazze delle aree rurali di Dhupguri vivono principalmente lavorando nelle piantagioni di thè, con salari non adeguati al lavoro svolto. Si tratta di un attività precaria, faticosa, sottopagata, che costringe le madri ad allontanarsi da casa la mattina presto e quindi ad affidare i bambini più piccoli ai fratelli più grandi, negando quindi loro la possibilità di frequentare la scuola.
Obiettivo
Creare un centro di formazione professionale e avviare al lavoro 20 donne dell’area di Dhupguri, selezionate tra i familiari dei bambini del St.Paul Centre, per favorire il loro inserimento sociale e aumentare il reddito familiare. Una volta formate, le donne si occuperanno anche delle realizzazione delle uniformi per i bambini del St.Paul Centre.
Beneficiari
Il progetto ha come beneficiarie dirette 20 adolescenti e donne di età compresa tra i 15 e i 35 anni. Beneficiari indiretti 120 membri delle famiglie delle beneficiarie e delle comunità rurali dell’area di Dhupguri.
Attività
- Acquisto dell’arredamento necessario al laboratorio di sartoria
- Acquisto dei materiali di consumo (tessuti, aghi, filo ecc.) necessari
- Acquisto delle macchine da cucire.
- Avvio della produzione di divise scolastiche
- Avvio di un sistema di risparmio agevolato per le donne per incentivare micro-attività autonome
Cosa puoi fare tu
- sostieni il progetto con una donazione libera.
- diventa Portavoce dei Diritti dei Bambini e fai conoscere ai tuoi amici questo progetto
Interviste, storie, testimonianze: grazie a tanti protagonisti (operatori, volontari, donatori) possiamo essere ogni giorno vicino ai bambini.
24 | 01 | 2011 - Abbiamo diplomato le prime sarte!
Ore 10:30 di sera. Dopo un viaggio di 16 ore sono finalmente arrivato a Dhupguri. Il clima è freddo. Sabo, la persona che tiene i conti della produzione della fattoria, mi è venuto a prendere con il furgoncino dei Padri Carmelitani.
Per strada la nebbia azzera la visibilità. E' un panorama inusuale più appropriato ad un film horror ambientato nella Londra fine ottocento che non alla campagna bengalese ai piedi dell'Himalaya. Il padrone dell'albergo ha deciso di affittare anche la stanza prenotata a mio nome e quindi me ne vado a dormire al centro dei Padri Carmelitani, i nostri partner locali qui al nord del West Bengal.
Sono contento. Mi fa piacere stare li, anche se i comforts sono all'osso. Ma so che domattina sarò svegliato dalla preghiera tambureggiante dei bambini che si riuniscono nella sala comune alle 8:30 e soprattutto i padri hanno la moka!
E' l'ultimo giorno di scuola. Gli esami sono finiti e i bambini sono eccitati perché l'indomani i genitori verranno a prenderli per riportarli a casa.
Sono venuto a Dhupguri perché domani distribuiremo le macchine da cucine alle ragazze che hanno frequentato il corso di formazione in sartoria. Quelle che noi chiamiamo "le ragazze del primo anno" che hanno avuto modo di imparare, praticare, produrre uniformi per la scuola dei carmelitani e per altre scuole religiose dell'India.
Pensavamo all'inizio qualche mese di tirocinio bastasse, ma ci siamo resi conto con l'andare del progetto che era necessario più tempo per queste giovani ragazze - uscite dal ciclo scolastico per motivi familiari o culturali, per negligenza o indisponenza- per imparare meglio questo nuovo mestiere, per acquisire le basi minime per fare piccoli lavori di qualità.
Alla fine il momento di abbandonare il centro di formazione e cercare di andare da sole è arrivato.
16 ragazze si sono ritrovate nella chiesa di Haldibari tea garden, il loro villaggio. Ci hanno preparato un piccolo ricevimento con danze bollywoodiane, dolcetti, thé (ovviamente) e un coro di benvenuto cantato nella lingua locale: il Santal.
Il responsabile del dipartimento della sviluppo di Dhupguri era presente alla cerimonia ed entrambi abbiamo fatto il nostro piccolo discorso. Davanti a me 16 giovani ragazze allegre, sorridenti, entusiaste, speranzose. Non le abbandoniamo adesso che si trovano da sole a scoprire il mercato. Follow-up da parte del partner sono necessari.
Il successo di queste ragazze, almeno parte di esse, sarà il banco di prova della qualità di questo progetto, della qualità dello staff locale e dello staff di FADV.
Giovanni - responsabile Ufficio di Calcutta
30 | 04 | 2010 - Kiran prova a cucirsi un futuro su misura
Kiran Tirkey vive nel villaggio di Gairkata. Proviene da una famiglia numerosa: oltre ai genitori ci sono altre sette persone, tra fratelli e sorelle.
Sia la mamma sia i fratelli più grandi lavorano nelle piantagioni di thè, che garantisce un reddito minimo di sussistenza a tutta la famiglia.
Kiran non conosce la sua data di nascita e nessuno gliela può dire perchè neanche in famiglia nessuno la conosce. Uno dei suoi fratelli, Arbin, è uno studente della XI° classe nella scuola gestita da Padri Carmelitani; anche Kiran ha studiato, ma solo fino alla classe IV°, poi ha dovuto abbandonare gli studi per aiutare la famiglia nella gestione della casa.
Attraverso le informazioni ricevute dai Padri Carmelitani, che lavorano anche nel villaggio di Gairkata, Kiran viene a sapere del corso di sartoria e chiede di poter partecipare.
Spera, attraverso il corso, di migliorare non solo la sua preparazione e le sue competenze ma anche di essere in grado di fare fare qualcosa per aumentare la sua fiducia in sè stessa e costruirsi un futuro, oltre a guadagnare un reddito aggiuntivo per la famiglia.
Kiran viene selezionata e inizia il corso a giugno 2009. Durante le lezioni impara sia nozioni teoriche sia pratiche sulle differenti tecniche di modellazione, taglio e cucito di uniformi scolastiche, composte da magliette, gonne, pantaloni, cravatte. E' riuscita a cucire circa tre prodotti al giorno, guadagnando qualcosa dal suo lavoro.
Kiran desidera continuare a far parte del programma e imparare sempre di più sul cucito. Spera così di essere in grado di fare qualcosa da sola nel prossimo futuro, ma è felice già adesso di quello che ha imparato e del lavoro fatto all'interno del progetto con i Padri Carmelitani.



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