Scuole per la rinascita

L'Albero della Vita collabora ad Haiti, con la ONG Progetto Mondo Mlal, nell’area di Léogane, una delle città più colpite dal terremoto. Il progetto prevede, in due fasi, l'implementazione di attività educative e la riattivazione del settore economico-produttivo agricolo nelle comunità beneficiate. L'Albero della Vita è responsabile delle attività di educazione e formazione.

Contesto di intervento
La situazione dei bambini di Haiti, circa il 50% dell’intera popolazione, era già drammatica prima del terremoto: malnutriti, sfruttati, abbandonati, con un altissimo tasso di mortalità per miseria e malattie come diarrea, polmonite, AIDS.  Lèogane è una delle zone più colpite dal sisma: molti dei bambini che sono sopravvissuti sono rimasti completamente soli e hanno bisogno di tutto: cibo, acqua, medicine, sostegno psicologico. I settori considerati prioritari dalle autorità haitiane sono la riattivazione del sistema sanitario ed educativo unitamente al riavvio di attività produttive.
La zona di intervento ospita 47 scuole, il 70% delle quali è stato distrutto o gravemente danneggiato.

Obiettivo
Il progetto si propone di riavviare ed assicurare il servizio educativo/scolastico e stimolare l’avvio di attività economiche in grado di soddisfare i bisogni primari delle famiglie. Nella prima fase, di post-emergenza (marzo-ottobre 2010), si prevede la riapertura di 5 scuole in tensostrutture e l'implementazione di attività di formazione. Nella seconda vengono invece riabilitate 4 scuole, implementate attività educative e rilanciato lo sviluppo agricolo locale.

Beneficiari
I beneficiari sono 1000 bambini e bambine poverissimi, di età compresa tra 4 e 17 anni, 30 insegnanti che verranno sostenuti direttamente. Beneficiari indiretti sono circa 30.000 persone che saranno coinvolte in attività di sensibilizzazione e produttive.
Circa 100.000 persone dell’area circostante beneficeranno nel medio periodo.

Attività

  • Monitoraggio delle strutture provvisorie e fornitura di mobilio e attrezzature scolastiche per poter riprendere le lezioni
  • Formazione in assistenza psicologia per i professori
  • Assistenza psicologica ai bambini
  • Lavoro di sensibilizzazione comunitaria alle famiglie
  • Formazione in gestione dei disastri

Cosa puoi fare tu


  • Una strada devastata a Lèogane
  • Lèogane, campo sfollati
  • Lèogane, campo sfollati
  • Lèogane, la scuola distrutta
  • Il sopralluogo del nostro operatore
  • La scuola nella tendopoli
  • La tenda che ospita l'orfanotrofio di Lèogane
  • Bambini ospiti dell'orfanotrofio

Interviste, storie, testimonianze: grazie a tanti protagonisti (operatori, volontari, donatori) possiamo essere ogni giorno vicino ai bambini.

28 | 07 | 2010 - A Waf Jeremie la speranza si chiama Suor Marcella

Oggi ho trascorso la giornata nella clinica di Suor Marcella a Waf Jeremie, una bidonville che ospita circa 500.000 persone nei pressi del porto di Port-au-Prince.

Durante questa settimana ad Haiti ho visto tante situazioni brutte, più di qualunque altra mia missione. Waf Jeremie è difficile da descrivere, è una situazione veramente al limite.

La zona è molto degradata e priva dei servizi essenziali (non c’è elettricità, acqua, sistema fognario, scuole, centri sanitari, ecc.). Qui Suor Marcella è molto conosciuta e rispettata, grazie al lavoro svolto da cinque anni in ambito sanitario ed educativo. Il contesto è caratterizzato da una violenza diffusa (anche in ambito familiare) e da situazioni di insicurezza alimentare.

La clinica è attualmente ospitata in una tenda della Protezione Civile italiana e dispone di un lettino, una armadio e poco altro. Teoricamente, la clinica dovrebbe ricevere i bambini dal lunedì al venerdì e gli adulti il sabato. In realtà Suor Marcella accoglie adulti e bambini tutti i giorni della settimana: curare, formare e educare gli adulti consente di migliorare il tenore di vita dei bambini.
Io ho visitato la clinica di sabato e al mio arrivo (intorno alle 9 del mattino) erano presenti una trentina di persone (soprattutto donne).
Suor Marcella ha sottolineato il fatto che la popolazione locale non nutre molta fiducia sulla medicina ufficiale e che preferisce affidarsi ai riti wodoo .

La vecchia clinica è stata completamente distrutta dal terremoto del 12 gennaio, i lavori di costruzione di quella nuova dovrebbero concludersi a settembre. La nuova clinica sarà costituita da una sala d’aspetto, un punto di smistamento, una sala che ospiterà il programma nutrizionale, una sala dentistica, una pediatrica, una sala per il pronto soccorso e una adibita al programma di accompagnamento materno e infantile: si tratta di una sala parto e di uno spazio in cui le madri riceveranno informazioni su come alimentare e accudire i neonati.
Il progetto di ricostruzione prevede la messa a punto dell’infrastruttura ma non la fornitura dell’arredamento e delle attrezzature necessarie per renderla operativa.

A partire da novembre sarà operativo, per circa tre anni, un medico dentista con il compito di operare nella clinica e di formare il personale locale. A parte il dentista, nella clinica non sarà presente personale medico. Questo vuol dire che mancherà il pediatra, l’ostetrica, il medico generale, gli infermieri e gli esperti in programmi nutrizionali.
Suor Marcella non possiede conoscenze approfondite in ambito medico ed è in grado di gestire autonomamente solo il programma nutrizionale e i parti.

Le patologie e i problemi di salute più frequenti a Waf Jeremie sono: malnutrizione, malattie respiratorie (broncopolmonite, bronchiti, faringiti, asma), diarrea (causata soprattutto dalla mancanza di acqua potabile), verminosi (anche cerebrale), AIDS, tubercolosi, micosi, scabbia, congiuntiviti, otiti purulenti, ferite infette, malaria (soprattutto dopo il terremoto).

La clinica non dispone dei medicinali necessari a rispondere ai bisogni: mancano soprattutto gli antibiotici, gli antiparassitari, i test per l’HIV/AIDS, le vitamine e i prodotti per la nutrizione ipocalorica.
Attualmente è fondamentale la formazione del personale locale, anche se non sono medici è importante che ricevano conoscenze rudimentali in medicina.


Corrado - operatore de L'Albero della Vita ad Haiti

 

 

 

21 | 07 | 2010 - Haiti, segni di speranza tra il caos

La prima impressione che ho avuto arrivando ad Haiti è di un paese allo sbando e in cui regna la più completa confusione.

Port au Prince è ancora piena di macerie che spesso ostacolano il traffico e che la gente rimuove con pale e carriole. Le tende sono montate ovunque, la piazza principale della città è un enorme campo di accoglienza che ospita circa 15.000 persone ammassate le une alle altre.
In città sono numerosissime le ONG e le organizzazioni internazionali al lavoro.

Muoversi da una parte all’altra della città è molto difficile a causa del traffico e della presenza delle macerie. Non esistono mezzi pubblici.
Mi hanno confermato che è molto utile avere una casa o comunque una stanza o un posto in cui stare. Ho chiesto a un’agenzia di aiutarmi a trovare una sistemazione a Port  Au Prince.

Stamattina ho avuto una riunione con Suzi Castor, presidente del CRESTFED, la ONG haitiana nostra partner. E’ una persona molto interessante, ottimista e con un forte carisma.
Ho incontrato anche Nicolas, Julien e Silvia, del MLAL, che lavora con noi nel progetto di post-emergenza a Leògane.

Il nostro intervento è parte di un “macroprogetto”a lungo termine che coinvolgerà anche altri attori, con l’obiettivo di riabilitare o costruire infrastrutture scolastiche e avviare attività educative, formative e di sostegno psicologico.

Le principali difficoltà previste riguardano i costi molto elevati per le attività di costruzione o riabilitazione delle infrastrutture scolastiche (soprattutto per i materiali e il personale qualificato) e le cattive condizioni delle infrastrutture viarie.
La riattivazione delle attività scolastiche è iniziata a marzo e dovrebbe concludersi ad agosto. Sono beneficiate le 5 scuole identificate immediatamente dopo il terremoto. L’UNICEF ha fornito una tenda capace di accogliere 40 alunni circa: in collaborazione con altre organizzazioni abbiamo ricevuto, per le nostre scuole, undici tende e quattro prefabbricati.
Queste strutture non sono però sufficienti per ospitare tutti gli alunni, inoltre le tende sono state danneggiate dalle piogge delle settimane scorse e sono da sostituire.

Nelle scuole beneficiarie del nostro intervento sono già iniziate le attività educative, nonostante alcuni problemi tra i quali lo sciopero degli insegnanti e la scarsa affluenza alle lezioni.
Comunque in nessuna scuola del Paese le lezioni sono riprese regolarmente. A partire da ottobre (in corrispondenza con l’apertura del nuovo anno scolastico) le attività educative potrebbero coinvolgere anche altre scuole..

Per quanto riguarda la seconda attività prevista nel nostro progetto, la formazione dei docenti in sostegno psicologico agli alunni e sulla gestione dei rischi è prevista per agosto.

Corrado - operatore de L'Albero della Vita ad Haiti

 

 


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