Children Remand Home
L’Albero della Vita collabora in Kenya con la ONG CEFA con un progetto per la tutela dei diritti dei minori reclusi presso la Children Remand Home di Nairobi e il loro reinserimento nelle famiglie.
L’intervento de L’Albero della Vita si concentra sul rafforzamento delle attività pedagogiche e formative e di inserimento dei minori nelle famiglie.
Contesto di intervento
Sono centinaia di migliaia i ragazzi di strada a Nairobi, provenienti dalle periferie della città. Il numero è in continua crescita per povertà e mancanza di risorse, disgregazione della famiglia tradizionale, aumento del numero di madri single.
Considerati spesso come criminali, fermati dalla polizia, arrestati e condotti al tribunale dei minori, questi ragazzi sono privati dei loro diritti, maltrattati e molte volte abusati.
Obiettivo
Il progetto si propone di potenziare la protezione dei diritti dei minori detenuti attraverso specifici interventi formativi e sostenere il processo di reinserimento nelle famiglie di origine.
Beneficiari
700 minori della Children Remand Home di Nairobi, la struttura che ospita i ragazzi durante i processo giudiziario a loro carico. Si tratta di minori appartenenti a 4 categorie: autori di reato, bisognosi di cure e tutela, smarriti e ritrovati, casi speciali (HIV/AIDS, disabil…)
Beneficiari sono anche le famiglie naturali e allargate dei minori, per la gran parte sotto il livello di povertà, senza lavoro e inadeguate rispetto alla cura della prole, residenti in aree degradate.
Attività
Le attività previste rientrano in due ambiti: interventi socio-educativi all’interno della Children Remand Home e interventi per favorire il reinserimento nelle famiglie di origine. In particolare:
- laboratori pedagogici su temi quali autostima, amicizia, famiglia, igiene, salute etc. attraverso l’utilizzo di arte, teatro, musica, gioco
- attività sportive come strumento educativo e relazionale
- eventi speciali per migliorare la socializzazione con il mondo esterno: manifestazioni artistiche, competizioni sportive
Cosa puoi fare tu
- sostieni il progetto con una donazione libera.
- diventa Portavoce dei Diritti dei Bambini e fai conoscere ai tuoi amici questo progetto.
Interviste, storie, testimonianze: grazie a tanti protagonisti (operatori, volontari, donatori) possiamo essere ogni giorno vicino ai bambini.
18 | 06 | 2010 - Moses e Erick, una nuova vita dopo la strada
Moses e Erick sono due bambini di 8 e 11 anni. Appartengono a una famiglia molto povera costretta a sopravvivere con meno di un euro al giorno. Vivono una baracca in una delle aree più degradate di tutto il Kenya e cioè nello slum di Kayole.
Qualche mese fa l’HIV ha portato via entrambi i loro genitori. Riuscire a sopravvivere nello slum, senza i genitori è una sfida molto difficile. A rendere ancora più complicata la loro situazione è stato il rifiuto di supporto da parte dei loro familiari, gli zii e i nonni. Solitamente sono loro a farsi carico dei bambini che rimangono orfani all’interno della famiglia allargata.
Ma in questo caso lo stigma dell’HIV ereditato alla morte dei loro genitori fa sì che Moses ad Erick trovino chiuse tutte le porte dei loro parenti alle quali sono andati a chiedere aiuto. I loro familiari, dal momento in cui hanno saputo che il loro genitori erano morti a causa dell’HIV non hanno voluto più avere niente a che fare con i bambini, allontanandoli malamente e accusandoli di essere infetti e di voler infettare tutta la famiglia.
Una volta cacciati da casa i bambini si sono inizialmente arrangiati a sopravvivere per strada insieme agli altri 300.000 street children che si stima siano presenti in Kenya. Il numero di questi bambini è in continua crescita, vivono in condizioni molto misere, esposti a rischi come droga, sfruttamento da parte degli adulti, prostituzione, malattie sessualmente trasmissibili, lavoro minorile etc.
La vita di Erick e Moses ha finalmente una svolta positiva quando vengono accolti alla Remand Home, dove hanno la fortuna di ricevere le cure e l’affetto di cui ogni bambino della loro età ha bisogno. Lo staff della struttura e della ONG CEFA, grazie anche al supporto di Fondazione L'Albero della Vita, inizia subito le attività di counselling con i bambini, mentre gli operatori sul campo si adoperano per rintracciare i famigliari.
Alla Remand Home i bambini ricevono pasti , vestiti e finalmente un letto sul quale dormire. Le loro condizioni di salute migliorano immediatamente. Diversi stakeholder di progetto vengono giornalmente a organizzare attività ricreative ed educative per i bambini, che comprendono la musica, il teatro, lo sport, la danza etc.
Dopo un intenso lavoro di counselling e sensibilizzazione con la zia e la nonna, in particolare in particolare sul tema dello stigma dell’HIV, e un intenso lavoro di counselling post trauma rivolto ai bambini, durato circa sei settimane, lo staff della remand home e le autorità locali hanno finalmente accompagnato Moses e Erick dai loro famigliari che li hanno accolti e si stanno prendendo cura di loro, assistiti e monitorati dallo staff di progetto.
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