Albero Della Vita




La Rondine

La Rondine è un progetto rivolto a madri sole che, insieme ai loro bambini, si trovano in condizioni di povertà e di marginalità sociale, senza un’occupazione lavorativa stabile e con difficoltà a trovare un alloggio.

In una prima fase il progetto prevede l'accoglienza presso un alloggio gratuito e l'assistenza materiale per la mamma e il bambino per un periodo di alcuni mesi. Gli alloggi possono ospitare due nuclei familiari mamma-bambino contemporaneamente, per un totale di 4-5 utenti (2 madri e 2-3 bambini).

Successivamente, attraverso l'attivazione di una rete di risorse esterne, il progetto La Rondine cerca di favorire il reinserimento sociale del nucleo familiare, indirizzando le madri nella ricerca di una soluzione abitativa adeguata e di un’occupazione stabile che garantisca il mantenimento della propria famiglia.

L'obiettivo finale è quello di offrire un sostegno per realizzare un percorso di vita autonomo e indipendente sia per la madre che per il bambino.

Il progetto La Rondine è attivo a Milano, Napoli, Perugia, Palermo, Lecce.

Cosa puoi fare tu


A volte un'immagine vale più di mille parole... Abbiamo scelto alcune foto del progetto ma puoi vederle tutte nella nostra gallery su Flickr!

  • Preparazione della cena
  • Una piccola ospite de La Rondine
  • Una cameretta piena di colore
  • I compiti con la mamma
  • Le educatrici de La Rondine
  • Giochi scatenati
  • Quanto manca alla cena?

Interviste, storie, testimonianze: grazie a tanti protagonisti (operatori, volontari, donatori) possiamo essere ogni giorno vicino ai bambini.

16 | 06 | 2010 - Da quando mamma ha deciso di cambiare casa vedo l'arcobaleno!

Storia di due bambini arrivati da due mesi alla Rondine di Milano...

Ciao! Io ho tre anni: le maestre dell’asilo mi dicono che sono un bimbo generoso e molto intelligente… pensate che riesco a completare puzzle difficili, adatti a bambini che almeno hanno tre anni più di me. Mi piace correre e giocare, adoro le moto e gli animali, in particolare i cani. Quando mangio nella nuova casa, la mamma mi dà uno sgabello di legno ed alto, un trono  tutto per me … perché ancora sono piccolo di statura e fatico ad arrivare al tavolo. La mia sorellina è più grande di me: ha 5 anni. Una massa di riccioli contorna il suo viso e quando sorride le si formano dei buchini nelle guance.

Lei è bravissima a colorare, molto precisa e paziente e delle volte cerco di imitarla per imparare anch’io in fretta a diventare un pittore come lei. Ogni tanto la mia sorella si arrabbia e dice delle cose cattive alla mamma ….
Anch’io delle volte lo faccio, perché nell’altra casa tutti urlavano contro la mamma e così anche noi abbiamo imparato a farlo. All’inizio la mamma piangeva ma, adesso che ha cambiato casa, non si arrabbia più con noi: ci abbraccia forte forte e ci chiede di dire sempre “ per favore” e “grazie”. Alla sera ci sediamo tutti su un letto e la mamma comincia a leggerci le nostre storie preferite finché ci addormentiamo stanchi per la bella giornata trascorsa.
I momenti che preferisco sono quando la mamma ci porta al parco, andiamo a vedere gli animali o compriamo un gelato; prima non eravamo abituati a passeggiare per strada con lei, quindi scappavamo e non volevamo darle la mano. Oggi abbiamo capito che è importante ascoltare quello che la mamma ci dice, perché lo fa per il nostro bene.

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Da quando mamma ha cambiato casa, abbiamo potuto appendere dei quadri di foto che erano nella nostra vecchia cameretta e addobbare i muri della stanza attaccando i nostri disegni più belli. Quando disegniamo buttiamo tutti i colori sul pavimento perché ci piace poter scegliere e vedere bene tutti i colori che esistono! La mamma all’inizio ci sgridava perché non voleva vedere tutto quel disordine, ma adesso ci lascia fare perché poi sappiamo rispettare una regola che la mamma ha disegnato e attaccato in camera: “quando finisco di giocare devo riordinare altrimenti non posso guardare la televisione”.

A me e alla mia sorella piacciono tanto i cartoni animati della Walt Disney, e così sistemiamo in fretta la stanzetta cosicché la mamma ci premia. Che bello quando mamma sorride, quando parla a voce bassa: quando eravamo nell’altra casa la mamma urlava sempre fortissimo, tutti urlavano, e così lei ci dava dei tappi per non sentire e per rimanere tranquilli in camera.
Adesso, invece, i tappi che conosco sono solo quelli delle bottiglie che uso per  fare dei lavoretti o che lancio nella vasca mentre faccio il bagnetto serale in compagnia di mia sorella.

Da quando mamma ha deciso di cambiare casa sorride di più, ascolta la musica e tutti i giorni viene a prenderci lei all’asilo. Non ho ancora ben capito perché ho dovuto salutare i miei cani, il nonno e lo zio, però sono contento perché adesso in camera ho potuto disegnare, su un cartellone appeso al muro, un grosso albero con una chioma fuxia e tante piccole banane colorate.

Prima conoscevo solo il nero, oggi sto scoprendo l’arcobaleno.
 

19 | 05 | 2010 - Una nonna per La Rondine

Mariangela, signora allegra ed accogliente, è diventata da poco la “nonna” ufficiale de La Rondine di Milano. Così le bambine hanno deciso di chiamarla, non riuscendo a pronunciare per intero il suo lungo nome. Mariangela è una delle preziose volontarie che aiuta le nostre mamme a trovare spazi personali di serenità e relazione; per le bambine è l’opportunità di ricevere attenzioni e cure privilegiate.

Chi può diventare nonna? Tutte le signore disposte a: divertirsi e far divertire, ridere e far sorridere, giocare, scoprire e stare nel mondo dei più piccoli, contagiare di allegria ….

Un grazie sincero a tutte le volontarie (mamme e nonne) che con la loro saggezza e disponibilità, sanno regalare momenti di sano riposo, spensieratezza e tanti sorrisi!!!.
 

03 | 05 | 2010 - Quando la rondine comincia a volare...

Tu non puoi più stare in questa casa”. Il 24 marzo 2009 avviene lo sfratto di S. e la sua bambina, che si ritrovano in strada, con le loro valigie, un frigo arrugginito e tanta disperazione.
È l’inizio di un lungo cammino che ha portato mamma e figlia di origini tunisine a lottare ogni giorno con grinta e tanta buona volontà, affinché si realizzassero i loro desideri di autonomia, di una vita sobria ma dignitosa.

A distanza di poco più di un anno, l’équipe de La Rondine di Milano festeggia con il nucleo il bel traguardo raggiunto: l’ingresso in una casa popolare, una stabilità economica e lavorativa, una relazione mamma e figlia che, con il tempo, si è sempre più consolidata e rafforzata.
Tante sono le persone che riteniamo dover ringraziare perché, come accade in qualsiasi progetto ben riuscito, i contributi sono stati di tante persone che, con generosità e dedizione, hanno saputo mettere in campo abilità, professionalità e tempo; in particolare ringraziamo gli amici che hanno donato, traslocato e montato con precisione e in tempi record, tutto l’occorrente per una casa!

Inutile negare che il nostro alloggio ora ci sembra più vuoto, che c’è una presenza mancante. D’altra parte siamo consapevoli che, proprio per questo, abbiamo raggiunto l’obiettivo: permettere alla rondine di cominciare a volare con le proprie ali, consapevole delle turbolenze e dei venti che, aimè, a volte soffiano controcorrente, ma cosciente anche del fatto che le ali ora sono resistenti, che le piume hanno già vissuto diverse primavere e che i voli e gli atterraggi sono collaudati. Il nostro compito è quello dell’accompagnamento, del buon seminatore che prepara il terreno, di lasciare le giuste tracce che guideranno per una vita i ricordi e i passi di chi con noi ha percorso un pezzo del suo cammino.

L’equipe "La Rondine" - Milano

06 | 04 | 2010 - Una nuova vita

B. è arrivata a La Rondine di Perugia con i suoi bambini dopo uno sfratto: era sola, disperata, senza lavoro e spaventata.

Grazie all’aiuto degli educatori, per lei è iniziata una nuova vita. Ha imparato a conoscere le proprie capacità e a metterle a frutto per la sua crescita personale.
Ha ripreso fiducia in sé stessa, è diventata capace di esprimere le sue emozioni, i suoi bisogni, i suoi desideri.

Con il sostegno continuo e quotidiano degli educatori, B. è riuscita ad impegnarsi in modo attivo per la sua vita ed a prendere importanti decisioni. Ha iniziato a cercare un lavoro, ha cominciato a gestire in modo più consapevole il suo rapporto con il denaro, ha fatto domanda per una casa popolare, ha preso la patente.

Dopo circa 2 anni, B. è finalmente pronta a lasciare La Rondine: accompagnata dagli educatori, che la aiutano nel trasloco e nel montaggio dei mobili, entra nella nuova casa.

Ormai B. è una donna più sicura di sé, capace di guardare al futuro con speranza, pronta a spiccare il volo con i suoi bambini.

01 | 04 | 2010 - Lo sapevate che...

L'uomo non è soltanto un braccio e non è soltanto un cuore. L'uomo è una mente, un progetto, una libertà. (Michel Crozier)
Ciò che chiamiamo il principio è spesso la fine. E finire è cominciare. La fine è là dove partiamo. (T.S. Eliot)

Lo sapevate che la nonna di Cappuccetto Rosso si chiama Assuntina e che il Principe Franz, marito della Principessa Sissi, va al mercato con la sua moto a comprare i “pisciolini”?

... Sono queste le immagini che mi saltano alla mente mentre, seduta in metropolitana con foglio e penna in mano, penso ad una una “testimonianza” da scrivere sul mio lavoro: le immagini di bimbi che raccontano favole e che diventano prìncipi sul loro triciclo.

Sto smontando adesso dal mio turno in Comunità, sono stanca e ho voglia di tornare a casa a riposare, nel percorso verso casa inizio a pensare a quei bimbi, a quando, qualche mese fa, sono arrivati da noi con la loro mamma. Una giovane donna spaventata insieme ai suoi cuccioli che parlano a stento, che sanno solo piangere per chiedere qualcosa. Una giovane ragazza che parla ancor meno dei suoi bambini e guarda con occhi assenti tutte queste educatrici che le girano intorno cercando di “ascoltare” ciò che lei non dice, di capire come farle sentire vicinanza e aiuto.
E' il momento dell'accoglienza. Ci vuole tempo perché si instauri la relazione ma il cammino inizia...

Attraverso l'osservazione e la raccolta dei dati, il compito dell'educatore è quello di aiutare l'Altro alla memoria di sè non come semplice “ricordo” ma come ricostruzione unitaria che permette di cogliere i nodi a cui si attribuisce un valore, significa aiutare l'altro a riscoprire (a volte scoprire per la prima volta) le proprie risorse, allo stesso tempo a ripristinare la dimensione psico-affettiva ferita.

Tra teoria e pratica pedagogica, tra stanchezza e voglia di compromettersi ancora nella relazione, mi viene in mente quella mamma arrivata da noi con lo sguardo assente e che oggi sta imparando a prendersi cura di se stessa e dei propri figli, ai suoi progetti per il futuro, che solo da poco inizia a raccontare, allo spazio di pensabilità che si sta aprendo nella sua mente.
Mi viene in mente il piccolo S. che guarda il disegno che abbiamo fatto insieme, vuole raccogliere le “ciliegiole” sull'albero: mette il foglio a terra e inizia a “salire” sulla scala di legno che gli ho disegnato accanto all'albero... E' questo che facciamo ogni giorno: c'è il progetto educativo sulla nostra scrivania e i gradini della scala sono gli obiettivi, a breve e a lungo termine, noi educatrici risaliamo la scala insieme alle mamme e ai bambini, il nostro sguardo è rivolto verso l'alto, il nostro dito indica a loro  e a noi stessi una possibile strada, la strada verso l'eccellenza.

Caterina, educatrice de La Rondine

21 | 09 | 2009 - Volontaria dalla parte delle donne

Testimonianza di Consuelo, da ottobre 2007 volontaria a La Rondine

Cosa spinge a collaborare in un progetto di volontariato? Bella domanda…forse il punto è che non si fa la volontaria, ma si è. Non saprei spiegare perché ho deciso di iniziare un'attività di questo tipo...il fatto è che nemmeno si decide, semplicemente si sente, si ha la voglia di fare qualcosa, anche se non si ha un'idea precisa del proprio lavoro o del proprio ruolo.

Il volontario è una figura, secondo me, mossa dalla sensibilità e dall'interesse verso gli altri in senso generale che si traduce poi, in un'azione "particolare": quel particolare progetto, quella particolare famiglia, quelle particolari bimbe, alle quali senti e speri di poter dare una mano, perché questo gesto renderà un bimbo più forte, felice e quindi un adulto di domani migliore.
Questo credo sia stato il motivo della mia scelta di collaborare nel progetto “La Rondine”: comprendere che, se tante cose non mi stavano bene, piuttosto che cedere all’impotenza, avrei potuto cercare di cambiare almeno il microcosmo intorno a me, partendo dalle piccole cose.

Ecco perché la scelta di lavorare con i bambini, o meglio con le mamme in difficoltà: innanzi tutto mi piace l’idea di dare una mano alle donne, che sono sempre più svantaggiate solo per il fatto di essere madri. In secondo luogo, il poter aiutare le bambine: può sembrare banale aiutarle nello svolgimento dei compiti, ma ciò che maggiormente mi da soddisfazione è vedere quando scoprono nuovo interesse per ciò che stanno facendo (i compiti sono spesso percepiti come un imposizione o una punizione, mentre possono diventare un momento formativo che sfuma nel gioco), constatare che imparare le fa divertire e crescere è di sicuro la parte che preferisco del semplice ruolo che cerco di svolgere: farle studiare al sabato mattina.

In parole, sembra tutto ridotto ai compiti a casa: in realtà, per me, dietro c’è molto di più. C’è la voglia di inventarsi forme nuove di comunicazione, c’è lo sforzo di avvicinarsi al loro mondo, al loro linguaggio. In qualche modo cercare di comprenderle, mi fa ritrovare la bambina che ero e mi da nuova energia. Forse sono io che cresco ogni giorno di più stando con loro