La Rondine
La Rondine è un progetto rivolto a madri sole che, insieme ai loro bambini, si trovano in condizioni di povertà e di marginalità sociale, senza un’occupazione lavorativa stabile e con difficoltà a trovare un alloggio.
In una prima fase il progetto prevede l'accoglienza presso un alloggio gratuito e l'assistenza materiale per la mamma e il bambino per un periodo di alcuni mesi. Gli alloggi possono ospitare due nuclei familiari mamma-bambino contemporaneamente, per un totale di 4-5 utenti (2 madri e 2-3 bambini).
Successivamente, attraverso l'attivazione di una rete di risorse esterne, il progetto La Rondine cerca di favorire il reinserimento sociale del nucleo familiare, indirizzando le madri nella ricerca di una soluzione abitativa adeguata e di un’occupazione stabile che garantisca il mantenimento della propria famiglia.
L'obiettivo finale è quello di offrire un sostegno per realizzare un percorso di vita autonomo e indipendente sia per la madre che per il bambino.
Il progetto La Rondine è attivo a Milano. Sino a febbraio 2011 è stato attivo anche a Napoli, Perugia, Palermo, Lecce.
Cosa puoi fare tu
- sostieni il progetto con una donazione libera.
- diventa Portavoce dei Diritti dei Bambini e fai conoscere ai tuoi amici questo progetto.
02 | 04 | 2010 - A La Rondine la creatività che unisce
Da febbraio 2010 sono cominciati i laboratori creativi che ...
24 | 11 | 2009 - Harmony, una storia d'amore per La Rondine
Harmony, editore dei famosi e vendutissimi romanzi rosa, ha ...
25 | 06 | 2009 - Paola Ferrari portavoce e ambasciatrice d'amore per i bimbi
Paola Ferrari, giornalista sportiva è stata ospite presso una ...
11 | 05 | 2009 - Volontari e donatori...TVB!
L'evento TVB - Ti Voglio Bella, organizzato in occasione ...
08 | 05 | 2009 - TVB il 9 e 10 maggio
Sabato 9 maggio e domenica 10 le più belle ...
27 | 03 | 2009 - Cerchiamo volontari per riempire le piazze
La Fondazione L’Albero della Vita sta cercando volontari dai ...
10 | 12 | 2006 - La Rondine apre le porte alle prime mamme con bambini
Da tre mesi è operativo il nuovo servizio d'accoglienza ...
Preparazione della cena
Una piccola ospite de La Rondine
Una cameretta piena di colore
I compiti con la mamma
Le educatrici de La Rondine
Giochi scatenati
Quanto manca alla cena?
Interviste, storie, testimonianze: grazie a tanti protagonisti (operatori, volontari, donatori) possiamo essere ogni giorno vicino ai bambini.
13 | 12 | 2010 - Anna, una volontaria davvero super
Anna è una arzilla super donna di 83 anni, è una delle nostre volontarie.
Non viene in comunità, ma ci dona cose per la casa, ci fa disegni e ha scritto per noi questa meravigliosa poesia che vogliamo condividere con voi!
L’Albero della Vita
L’albero della Vita
ha profonde radici nei cuori, porta tenero amor fra le dita che ti offrono splendidi fiori.
Sboccia il rosso di vive corolle
Fra i suoi rami di fulgido verde.
Alto s’erge su un morbido colle
E il tuo occhio lontano si perde.
Stendi le braccia, come i suoi rami,
offri il tuo aiuto con dolce sorriso,
dona il tuo cuore e apri le mani
e sarà l’albero del Paradiso!
12 | 12 | 2010 - Ho "costruito" la mia casa
La conclusione di un progetto è un momento importante e porta con se insieme al bagaglio di esperienze e dati che hanno accompagnato coloro che ne hanno fatto parte, anche aspettative e paure per il nuovo Percorso da intraprendere, con la consapevolezza che un periodo della propria vita finisce aprendo la strada ad un altro ancora ignoto.
Il compimento di un Progetto come quello per l'autonomia mamma-bambino, nel quale gli utenti vengono accolti, orientati e accompagnati sia verso l'acquisizione di nuove capacità che nell’espletamento delle proprie risorse per ristrutturare e rielaborare gli eventi pregressi e per sciogliere i nodi generatisi è un salto verso nuove prospettive per rinnovare la propria esistenza, interiore, sociale e relazionale e creare una vita indipendente a più livelli.
Al termine del progetto che aveva accolto la signora Stefania e le sue tre figlie, noi dello Staff educativo che l’aveva affiancata per quasi due anni, assieme all’altra ospite che condivideva l’appartamento insieme ai suoi figli, siamo state invitate a cena nella sua nuova casa, cercata e voluta con tanto desiderio.
La casa è il risultato della volontà umana e la sua “costruzione” corrisponde alla maturità o immaturità di questa volontà.
Non appena siamo entrate abbiamo subito percepito questa forte volontà di “costruire” con le proprie forze un luogo che potesse essere riempito di calore e di pace.
La casa è come l’anima, fatta di stanze, di piccoli oggetti che l'arredano, di tende che la proteggono. “Ho fatto in modo che la luce entrasse e arrivasse negli angoli dove prima non c'era, l'ho resa accogliente per me e per le persone che amo, così che possano sentirsi contenute e accettate; gli ospiti sono i benvenuti e meritano di essere ben nutriti... “.
Questo sembrava raccontarci la serata passata nella casa di mamma Stefania. Le case possono raccontarci tanto delle persone che le abitano. I bambini sono stati molto felici di incontrarsi di nuovo e hanno espresso tutta la loro gioia giocando liberamente negli spazi senza la preoccupazione delle mamme che li hanno lasciati mettere un po' sottosopra tutto.
Abbiamo riso, scherzato, mangiato, in un clima molto disteso e tranquillo.
Mamma Stefania dice di essere felice di aver trovato questa sistemazione e afferma con determinazione di sentirsi orgogliosa per il coraggio acquisito durante il percorso cominciato nel momento in cui è entrata nel progetto “La Rondine”.
Il tempo passato in questo nido curato nell’ambiente, fatto di buone impressioni, di un sano nutrimento e di un grande contenimento emotivo e razionale, hanno segnato precisi riferimenti per poter riprodurre quegli stati di benessere e quell’attitudine comportamentale da cui attingere per gestire qualsiasi situazione futura.
Le bambine esprimevano di aver trovato una dimensione davvero contenitiva e manifestavano con fierezza la conquista di una casa tutta per loro. Siamo tornate a casa pensando che è davvero possibile trovare un proprio spazio e una propria strada anche dopo avere molto sofferto. E la forza per farlo è il risultato di un cammino e cresce nel tempo, anche quando sembra averci abbandonato ci sorprende, sostenendoci nuovamente.
04 | 10 | 2010 - Sentirsi mamma... per scoprire la bellezza di essere Donna!
"Fare la mamma non è più un dovere ma un piacere, finalmente sento che sono i miei figli!".
B. ha scoperto la gioia di essere mamma, apprezzando il valore di ogni momento come l'uscita dalla scuola dei figli o la spesa insieme al supermercato, momenti che fino a poco tempo fa risultavano difficili da gestire e fonte di stress e tristezza.
B. arriva alla Rondine sei mesi fa grazie ad una grande forza di volontà che l'ha portata ad andare via da una famiglia violenta e maschilista, che le ha da sempre calpestato la dignità di donna e di mamma.
B. ha scelto di dare un futuro migliore ai suoi figli e di regalare loro quell'infanzia serena e quei ricordi del calore familiare di cui è stata privata. Dopo tanti "scivoloni" e indecisioni sull'affrontare il nuovo cammino e mettersi in gioco, l'enorme fatica per iniziare a fare la mamma con una presenza solida e affettuosa sta iniziando a dare i propri frutti: oggi B. è la mamma su cui poter contare, da cui farsi coccolare dopo un brutto sogno e a cui stringersi mentre insieme si guarda un cartone animato.
Ora che nei bambini ricordi di urla e minacce lasciano il posto a momenti indimenticabili passati tutti insieme, una gita al parco, il cinema, fare una torta..., B. inizia a scoprire che, oltre alla dignità di mamma capace e in grado di tenere ben salda la rotta della nave, esiste anche un'altra dignità da scoprire: quella di Donna.
All'inizio trascurata e con un abbigliamento molto abbondante, quasi a voler coprire quel corpo che non meritava fino a farlo sparire, B. non dedicava alcuna attenzione a sé stessa fino a quando l'affetto dei suoi bimbi ed il successo in ambito lavorativo le hanno dato quella marcia in più, tanto da convincerla che forse poteva essere anche lei una Donna da amare.
Da qui la trasformazione: l'abbigliamento oggi è maggiormente femminile e si arricchisce di accessori, i capelli ora non sono più arruffati ma sempre in ordine e la cosa più bella è lo sguardo di gioia nel dire agli educatori che adesso finalmente sa di sentirsi amata ed apprezzata e può meritare di più!
Marcella - Volontaria Servizio Civile
17 | 09 | 2010 - Saper scorgere il miracolo
Educare è ridare senso e significato, vitalità e profondità alla vita quotidiana, cioè a quella di tutti i giorni. Noi siamo il risultato di incontri, di relazioni, che sanno rendere speciale la normalità. Questa è la missione che ci è chiesta come persone e come educatori.
Educare è un cammino, una sfida quotidiana: è per me rimettersi in gioco ogni volta e comprendere che chi ci è stato affidato, seppur per un periodo breve, è una persona unica e irripetibile, con delle potenzialità da scoprire e ritrovare.
Mi stupisco ogni volta di come un’esperienza lavorativa possa diventare insegnamento di vita e occasione personale per crescere. Solo adesso che devo lasciare La Rondine, mi accorgo di quanti sono stati i piccoli passi compiuti… ed è per questo che mi sento di ringraziare di cuore quelle che sono state le guide ed i compagni di avventura di questo breve ma intenso viaggio.
Inutile dire che i primi ringraziamenti vanno a Federica che, giorno per giorno, ha pazientemente fatto in modo che il cammino non si arrestasse alle prime difficoltà, ma mi conducesse per mano e con passione, sicura che la meta vale la pena sempre di essere esplorata.
Un altro grazie colmo di affetto è per Marcella, ragazza del servizio civile: un’amica, un supporto nelle attività, una persona piena di risorse creative, nonché una cuoca eccellente.
Infine grazie a tutte quelle mamme che hanno attraversato La Rondine: a quelle che stanno curando le loro ali, a quelle che già spiccano alte vette.
A loro la mia gratitudine per avermi fatto comprendere ancora una volta che la vita vale la pena di essere vissuta, sempre e comunque, che quando si cade… ci si rialza a testa alta, per riprendere il cammino con forza e con nuovi sogni.
Cari colleghi, auguro a tutti voi di proseguire con passione ed entusiasmo la missione che ci è stata affidata!
“Quando guardi un albero e vedi … un albero, non hai visto davvero un albero. Quando guardi l’albero e vedi … un miracolo, allora finalmente hai visto l’albero”.
Elisa Brivio - Educatrice Rondine Milano
16 | 06 | 2010 - Da quando mamma ha deciso di cambiare casa vedo l'arcobaleno!
Storia di due bambini arrivati da due mesi alla Rondine di Milano...
Ciao! Io ho tre anni: le maestre dell’asilo mi dicono che sono un bimbo generoso e molto intelligente… pensate che riesco a completare puzzle difficili, adatti a bambini che almeno hanno tre anni più di me. Mi piace correre e giocare, adoro le moto e gli animali, in particolare i cani. Quando mangio nella nuova casa, la mamma mi dà uno sgabello di legno ed alto, un trono tutto per me … perché ancora sono piccolo di statura e fatico ad arrivare al tavolo. La mia sorellina è più grande di me: ha 5 anni. Una massa di riccioli contorna il suo viso e quando sorride le si formano dei buchini nelle guance.
Lei è bravissima a colorare, molto precisa e paziente e delle volte cerco di imitarla per imparare anch’io in fretta a diventare un pittore come lei. Ogni tanto la mia sorella si arrabbia e dice delle cose cattive alla mamma ….
Anch’io delle volte lo faccio, perché nell’altra casa tutti urlavano contro la mamma e così anche noi abbiamo imparato a farlo. All’inizio la mamma piangeva ma, adesso che ha cambiato casa, non si arrabbia più con noi: ci abbraccia forte forte e ci chiede di dire sempre “ per favore” e “grazie”. Alla sera ci sediamo tutti su un letto e la mamma comincia a leggerci le nostre storie preferite finché ci addormentiamo stanchi per la bella giornata trascorsa.
I momenti che preferisco sono quando la mamma ci porta al parco, andiamo a vedere gli animali o compriamo un gelato; prima non eravamo abituati a passeggiare per strada con lei, quindi scappavamo e non volevamo darle la mano. Oggi abbiamo capito che è importante ascoltare quello che la mamma ci dice, perché lo fa per il nostro bene.
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Da quando mamma ha cambiato casa, abbiamo potuto appendere dei quadri di foto che erano nella nostra vecchia cameretta e addobbare i muri della stanza attaccando i nostri disegni più belli. Quando disegniamo buttiamo tutti i colori sul pavimento perché ci piace poter scegliere e vedere bene tutti i colori che esistono! La mamma all’inizio ci sgridava perché non voleva vedere tutto quel disordine, ma adesso ci lascia fare perché poi sappiamo rispettare una regola che la mamma ha disegnato e attaccato in camera: “quando finisco di giocare devo riordinare altrimenti non posso guardare la televisione”.
A me e alla mia sorella piacciono tanto i cartoni animati della Walt Disney, e così sistemiamo in fretta la stanzetta cosicché la mamma ci premia. Che bello quando mamma sorride, quando parla a voce bassa: quando eravamo nell’altra casa la mamma urlava sempre fortissimo, tutti urlavano, e così lei ci dava dei tappi per non sentire e per rimanere tranquilli in camera.
Adesso, invece, i tappi che conosco sono solo quelli delle bottiglie che uso per fare dei lavoretti o che lancio nella vasca mentre faccio il bagnetto serale in compagnia di mia sorella.
Da quando mamma ha deciso di cambiare casa sorride di più, ascolta la musica e tutti i giorni viene a prenderci lei all’asilo. Non ho ancora ben capito perché ho dovuto salutare i miei cani, il nonno e lo zio, però sono contento perché adesso in camera ho potuto disegnare, su un cartellone appeso al muro, un grosso albero con una chioma fuxia e tante piccole banane colorate.
Prima conoscevo solo il nero, oggi sto scoprendo l’arcobaleno.
19 | 05 | 2010 - Una nonna per La Rondine
Mariangela, signora allegra ed accogliente, è diventata da poco la “nonna” ufficiale de La Rondine di Milano. Così le bambine hanno deciso di chiamarla, non riuscendo a pronunciare per intero il suo lungo nome. Mariangela è una delle preziose volontarie che aiuta le nostre mamme a trovare spazi personali di serenità e relazione; per le bambine è l’opportunità di ricevere attenzioni e cure privilegiate.
Chi può diventare nonna? Tutte le signore disposte a: divertirsi e far divertire, ridere e far sorridere, giocare, scoprire e stare nel mondo dei più piccoli, contagiare di allegria ….
Un grazie sincero a tutte le volontarie (mamme e nonne) che con la loro saggezza e disponibilità, sanno regalare momenti di sano riposo, spensieratezza e tanti sorrisi!!!.
03 | 05 | 2010 - Quando la rondine comincia a volare...
“Tu non puoi più stare in questa casa”. Il 24 marzo 2009 avviene lo sfratto di S. e la sua bambina, che si ritrovano in strada, con le loro valigie, un frigo arrugginito e tanta disperazione.
È l’inizio di un lungo cammino che ha portato mamma e figlia di origini tunisine a lottare ogni giorno con grinta e tanta buona volontà, affinché si realizzassero i loro desideri di autonomia, di una vita sobria ma dignitosa.
A distanza di poco più di un anno, l’équipe de La Rondine di Milano festeggia con il nucleo il bel traguardo raggiunto: l’ingresso in una casa popolare, una stabilità economica e lavorativa, una relazione mamma e figlia che, con il tempo, si è sempre più consolidata e rafforzata.
Tante sono le persone che riteniamo dover ringraziare perché, come accade in qualsiasi progetto ben riuscito, i contributi sono stati di tante persone che, con generosità e dedizione, hanno saputo mettere in campo abilità, professionalità e tempo; in particolare ringraziamo gli amici che hanno donato, traslocato e montato con precisione e in tempi record, tutto l’occorrente per una casa!
Inutile negare che il nostro alloggio ora ci sembra più vuoto, che c’è una presenza mancante. D’altra parte siamo consapevoli che, proprio per questo, abbiamo raggiunto l’obiettivo: permettere alla rondine di cominciare a volare con le proprie ali, consapevole delle turbolenze e dei venti che, aimè, a volte soffiano controcorrente, ma cosciente anche del fatto che le ali ora sono resistenti, che le piume hanno già vissuto diverse primavere e che i voli e gli atterraggi sono collaudati. Il nostro compito è quello dell’accompagnamento, del buon seminatore che prepara il terreno, di lasciare le giuste tracce che guideranno per una vita i ricordi e i passi di chi con noi ha percorso un pezzo del suo cammino.
L’equipe "La Rondine" - Milano
06 | 04 | 2010 - Una nuova vita
B. è arrivata a La Rondine di Perugia con i suoi bambini dopo uno sfratto: era sola, disperata, senza lavoro e spaventata.
Grazie all’aiuto degli educatori, per lei è iniziata una nuova vita. Ha imparato a conoscere le proprie capacità e a metterle a frutto per la sua crescita personale.
Ha ripreso fiducia in sé stessa, è diventata capace di esprimere le sue emozioni, i suoi bisogni, i suoi desideri.
Con il sostegno continuo e quotidiano degli educatori, B. è riuscita ad impegnarsi in modo attivo per la sua vita ed a prendere importanti decisioni. Ha iniziato a cercare un lavoro, ha cominciato a gestire in modo più consapevole il suo rapporto con il denaro, ha fatto domanda per una casa popolare, ha preso la patente.
Dopo circa 2 anni, B. è finalmente pronta a lasciare La Rondine: accompagnata dagli educatori, che la aiutano nel trasloco e nel montaggio dei mobili, entra nella nuova casa.
Ormai B. è una donna più sicura di sé, capace di guardare al futuro con speranza, pronta a spiccare il volo con i suoi bambini.
01 | 04 | 2010 - Lo sapevate che...
L'uomo non è soltanto un braccio e non è soltanto un cuore. L'uomo è una mente, un progetto, una libertà. (Michel Crozier)
Ciò che chiamiamo il principio è spesso la fine. E finire è cominciare. La fine è là dove partiamo. (T.S. Eliot)
Lo sapevate che la nonna di Cappuccetto Rosso si chiama Assuntina e che il Principe Franz, marito della Principessa Sissi, va al mercato con la sua moto a comprare i “pisciolini”?
... Sono queste le immagini che mi saltano alla mente mentre, seduta in metropolitana con foglio e penna in mano, penso ad una una “testimonianza” da scrivere sul mio lavoro: le immagini di bimbi che raccontano favole e che diventano prìncipi sul loro triciclo.
Sto smontando adesso dal mio turno in Comunità, sono stanca e ho voglia di tornare a casa a riposare, nel percorso verso casa inizio a pensare a quei bimbi, a quando, qualche mese fa, sono arrivati da noi con la loro mamma. Una giovane donna spaventata insieme ai suoi cuccioli che parlano a stento, che sanno solo piangere per chiedere qualcosa. Una giovane ragazza che parla ancor meno dei suoi bambini e guarda con occhi assenti tutte queste educatrici che le girano intorno cercando di “ascoltare” ciò che lei non dice, di capire come farle sentire vicinanza e aiuto.
E' il momento dell'accoglienza. Ci vuole tempo perché si instauri la relazione ma il cammino inizia...
Attraverso l'osservazione e la raccolta dei dati, il compito dell'educatore è quello di aiutare l'Altro alla memoria di sè non come semplice “ricordo” ma come ricostruzione unitaria che permette di cogliere i nodi a cui si attribuisce un valore, significa aiutare l'altro a riscoprire (a volte scoprire per la prima volta) le proprie risorse, allo stesso tempo a ripristinare la dimensione psico-affettiva ferita.
Tra teoria e pratica pedagogica, tra stanchezza e voglia di compromettersi ancora nella relazione, mi viene in mente quella mamma arrivata da noi con lo sguardo assente e che oggi sta imparando a prendersi cura di se stessa e dei propri figli, ai suoi progetti per il futuro, che solo da poco inizia a raccontare, allo spazio di pensabilità che si sta aprendo nella sua mente.
Mi viene in mente il piccolo S. che guarda il disegno che abbiamo fatto insieme, vuole raccogliere le “ciliegiole” sull'albero: mette il foglio a terra e inizia a “salire” sulla scala di legno che gli ho disegnato accanto all'albero... E' questo che facciamo ogni giorno: c'è il progetto educativo sulla nostra scrivania e i gradini della scala sono gli obiettivi, a breve e a lungo termine, noi educatrici risaliamo la scala insieme alle mamme e ai bambini, il nostro sguardo è rivolto verso l'alto, il nostro dito indica a loro e a noi stessi una possibile strada, la strada verso l'eccellenza.
Caterina, educatrice de La Rondine
21 | 09 | 2009 - Volontaria dalla parte delle donne
Testimonianza di Consuelo, da ottobre 2007 volontaria a La Rondine
Cosa spinge a collaborare in un progetto di volontariato? Bella domanda…forse il punto è che non si fa la volontaria, ma si è. Non saprei spiegare perché ho deciso di iniziare un'attività di questo tipo...il fatto è che nemmeno si decide, semplicemente si sente, si ha la voglia di fare qualcosa, anche se non si ha un'idea precisa del proprio lavoro o del proprio ruolo.
Il volontario è una figura, secondo me, mossa dalla sensibilità e dall'interesse verso gli altri in senso generale che si traduce poi, in un'azione "particolare": quel particolare progetto, quella particolare famiglia, quelle particolari bimbe, alle quali senti e speri di poter dare una mano, perché questo gesto renderà un bimbo più forte, felice e quindi un adulto di domani migliore.
Questo credo sia stato il motivo della mia scelta di collaborare nel progetto “La Rondine”: comprendere che, se tante cose non mi stavano bene, piuttosto che cedere all’impotenza, avrei potuto cercare di cambiare almeno il microcosmo intorno a me, partendo dalle piccole cose.
Ecco perché la scelta di lavorare con i bambini, o meglio con le mamme in difficoltà: innanzi tutto mi piace l’idea di dare una mano alle donne, che sono sempre più svantaggiate solo per il fatto di essere madri. In secondo luogo, il poter aiutare le bambine: può sembrare banale aiutarle nello svolgimento dei compiti, ma ciò che maggiormente mi da soddisfazione è vedere quando scoprono nuovo interesse per ciò che stanno facendo (i compiti sono spesso percepiti come un imposizione o una punizione, mentre possono diventare un momento formativo che sfuma nel gioco), constatare che imparare le fa divertire e crescere è di sicuro la parte che preferisco del semplice ruolo che cerco di svolgere: farle studiare al sabato mattina.
In parole, sembra tutto ridotto ai compiti a casa: in realtà, per me, dietro c’è molto di più. C’è la voglia di inventarsi forme nuove di comunicazione, c’è lo sforzo di avvicinarsi al loro mondo, al loro linguaggio. In qualche modo cercare di comprenderle, mi fa ritrovare la bambina che ero e mi da nuova energia. Forse sono io che cresco ogni giorno di più stando con loro
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