Per Un Fratello In Più
Il Progetto Per un Fratello in Più ha lo scopo di preparare e sostenere le famiglie nell’esperienza dell’affido, consentendo a chi lo desidera pienamente di accogliere un bambino in stato di difficoltà, offrendogli attenzione, cure ed amore, accompagnandolo nella sua crescita per un periodo di tempo variabile, secondo il decreto del Tribunale dei Minori a cui è sottoposto.
Per sostenere e orientare le famiglie in questo compito, L’Albero della Vita utilizza 3 strumenti:
- L'organizzazione di serate di sensibilizzazione, con lo scopo di fornire alla famiglia affidataria adeguate conoscenze in campo sociale, giuridico, psicologico;
- La creazione di reti familiari, che garantiscano ai nuclei affidatari il sostegno reciproco, permettendo di confrontarsi e aiutarsi nella soluzione degli ostacoli e di condividere le proprie esperienze anche con nuove aspiranti famiglie affidatarie;
- L’appoggio di psicologi ed educatori che sostengono la famiglia durante il percorso con strumenti pratici e spazi dedicati.
Il progetto è attivo attualmente nel nord Italia, soprattutto in Lombardia. Per maggiori informazioni e per partecipare a serate o colloqui di sensibilizzazione compila il form e verrai contattato al più presto dai nostri operatori.
Cosa puoi fare tu
- sostieni il progetto con una donazione libera.
- compila il form per avere maggiori informazioni.
- aiutaci a trovare una famiglia per i bambini in attesa.
- diventa Portavoce dei Diritti dei Bambini e fai conoscere ai tuoi amici questo progetto.
16 | 02 | 2010 - Ciclo di sensibilizzazione sull'affido familiare
L’Albero della Vita ha organizzato il dodicesimo ciclo di ...
09 | 10 | 2009 - Ciclo di serate informative sull'affido
A fine ottobre avrà inizio l'undicesima edizione delle serate ...
28 | 09 | 2009 - Affido familiare, serata informativa
Martedi 6 ottobre alle 20.30 si terrà presso la ...
12 | 05 | 2009 - Incontri di sensibilizzazione sull'affido familiare
A fine maggio avrà inizio la decima edizione delle ...
23 | 04 | 2009 - Serata di sensibilizzazione sull'affido familiare
Martedi 28 aprile alle 20.30 si terrà presso la ...
08 | 01 | 2009 - Affido familiare: 4 incontri per conoscerlo
L’Albero della Vita ha organizzato alcune serate di sensibilizzazione ...
25 | 07 | 2006 - Paola, 5 anni, accolta da una famiglia affidataria
Paola* è una vivace bambina di 5 anni, i ...
08 | 05 | 2005 - Unità Mobile Affido, parte la campagna itinerante
Al via la nuova campagna di sensibilizzazione sull’affido, con ...
A volte un'immagine vale più di mille parole... Abbiamo scelto alcune foto del progetto ma puoi vederle tutte nella nostra gallery su Flickr!
Le famiglie affidatarie
La campagna di promozione dell'affido
La formazione delle famiglie affidatarie
La campagna di promozione dell'affido
Interviste, storie, testimonianze: grazie a tanti protagonisti (operatori, volontari, donatori) possiamo essere ogni giorno vicino ai bambini.
06 | 05 | 2010 - Tanta fatica ma quanta gioia
In occasione della festa della mamma, vogliamo rivolgerci ai tanti genitori affidatari e a tutte quelle coppie che attualmente si stanno preparando a questo difficile compito.
Come mamma affidataria, voglio però parlare soprattutto a tutte quelle donne che hanno un innato e spiccato senso materno.
La nostra avventura è cominciata nel marzo del 2008 con “L'Albero della Vita”.
Io e mio marito non abbiamo sentito il peso degli incontri, ma li abbiamo considerati estremamente necessari e utili per comprendere la portata della nostra missione.
Personalmente sentivo che il mio più grande sogno si stava concretizzando: l'arrivo di un bimbo nella nostra famiglia sarebbe stato imminente.
Vi prego, non abbiate paura di sacrificarvi!
È l'egoismo, la distrazione degli adulti a rendere insicuri e infelici i nostri bambini e adolescenti, che finiscono allora col crescere senza uno scopo nella vita, spegnendo ideali, smarrendo punti di riferimento e ignorando l’essenza autentica del loro io più profondo.
È vero, curare un bambino dal passato travagliato porta stanchezza fisica e mentale ma, credetemi, dà anche tantissima gioia e unisce, fortifica con l'amore le nostre famiglie.
A volte sento uomini e donne dire che un bimbo preso in affido o in adozione non si amerà mai come i propri figli naturali, ebbene, posso assicurarvi che non è così.
Io e mio marito amiamo il nostro bimbo, che teneramente chiamiamo “Pollicino”, come fosse nostro figlio biologico.
Quando ci chiama mamma e papà ci regala una gioia immensa.
Ci sono momenti nella giornata in cui mi ritrovo a piangere di gioia e tenerezza per le sue parole sussurrate o urlate: “Mamma, tu mi ami come se fossi nato dalla tua pancia.”, “Io vi amerò per sempre!”.
Riesce ad intenerirmi anche quando fa il monello e io, dovendogli dire di “no”, lo vedo mettersi le mani sul viso e dirmi: “Ma tu sei una mamma, non puoi dire di no!
Per concludere, io e mio marito siamo convinti che per crescere un bambino ci vogliano AMORE-AMORE-AMORE, REGOLE E BUON SENSO.
E ora vi lascio con una frase che ho letto tempo fa e mi ha colpito: “Se cerchi l'infinito, lo troverai nel sorriso di un bambino. Abbi cura di quel sorriso: è l'anima del mondo"
Auguri a tutte le mamme.
03 | 05 | 2010 - I suoi sorrisi, la nostra ricompensa
Due genitori affidatari ci raccontano la loro esperienza
La prima domanda che sorge spontanea nei nostri conoscenti che ci sentono parlare di affido è: cosa vi ha spinto a intraprendere questo percorso ?
Beh, quando abbiamo iniziato, siamo stati spinti dal desiderio inconsapevole, poi avvalorato, di aiutare un bambino a uscire da quel suo vissuto traumatico e diventare un po’ più felice.
Non so se i cambiamenti che ha fatto ad oggi la bambina che poi ci è stata affidata siano stati del tutto merito nostro, ma una cosa è certa, adesso sorride di più ed ha imparato a rapportarsi meglio sia con i suoi coetanei, che con gli adulti.
La bambina viene da una situazione difficile, quella che noi chiameremmo oggi “famiglia allargata”, che ha creato non poche confusioni nella sua mente e nelle sue emozioni. La conseguenza della traumatica separazione dei genitori le ha creato un ritardo nell’apprendimento e la bambina, che ha 8 anni, ha imparato a parlare solo da quattro.
Appena è arrivata a casa nostra ci siamo accorti che non sapeva lavarsi le mani, né stare in modo composto ed educato a tavola. Poi con insistenza più volte l’abbiamo ripresa e le abbiamo fatto comprendere che ciò non ci piaceva, perché lei non era bella in quel modo; nel tempo, un po’ per farci piacere, un po’ per la nostra indulgenza, ha imparato a comportarsi meglio.
Ha capito che in ogni casa non ci sono le stesse regole, questa è la differenza che ci rende diversi.
Con i giochi poi, abbiamo lavorato molto, per esempio con le lettere dell’alfabeto, che sino a sei mesi fa neanche conosceva, ha imparato a sillabare e scandire meglio le parole, e quei dittonghi, quei suoni dapprima infantili, ora si sono ristrutturati fino ad essere più comprensibili.
Tanto è stato il grande lavoro eseguito con assidua pazienza delle sue insegnanti e delle educatrici che l’hanno seguita nella logopedia riabilitativa.
Intanto un barlume di ripresa c’è, e lo confermano anche loro, quindi non si potrà che migliorare in futuro; tanto ci si avvale anche della collaborazione della bambina, che prima dimenticava tutto, ora pian piano, si sforza di comprendere e assimilare.
All’inizio era difficile anche comunicare con lei, quando spesso le parole affrontavano muri grandi contro l’incomprensione e i ricordi inconsci e traumatici, che lasciavano spazio al silenzio ed ai suoi sguardi assenti e persi nel vuoto.
Riconoscersi poi nella sua ingenua femminilità è stata una scoperta, finalmente “scoprirsi” indossando una gonnellina e delle ballerine, piuttosto che piacersi davanti allo specchio mentre il parrucchiere le tagliava i capelli dicendole quanto fosse bella.
Erano i suoi sorrisi a ricompensarci, non nego che i momenti difficili ci sono stati e ci saranno ancora, ma abbiamo molte barriere da abbattere noi adulti per guardare con gli occhi il mondo dei bambini come loro lo vorrebbero.
- Progetti in italia
- Progetti nel mondo
- medici in prima linea
- Emergenze



