Terremoto in Abruzzo
Il 27 aprile 2009 un delegazione de L’Albero della Vita accompagnata da due fotografi ha visitato la tendopoli di S.Felice Ocre ed incontrato il Sindaco di Ocre, Gian Matteo Riocci, per discutere delle modalità di intervento in favore della popolazione e proporre un gemellaggio.
Il Sindaco ha aderito con grande entusiasmo alle attività proposte, da concretizzarsi in un progetto completo e diversificato.
Nel corso della visita la delegazione ha incontrato anche un’insegnante della locale scuola media, per discutere in modo più dettagliato delle attività da svolgere con i bambini: sostegno post scuola e attività ludiche. Nel pomeriggio, dopo un incontro con i volontari della croce di Malta, la delegazione è stata accompagnata in un sopralluogo ad Ocre, per verificare la situazione e i danni.
A seguito della visita e gli accordi con il comune, L’Albero della Vita e la Fondazione Patrizio Paoletti hanno avviato un progetto di sostegno a 60 bambini e ragazzi del comune di Ocre.
I due fotografi che hanno accompagnato la delegazione e autori del reportage, Davide Squeo e Andrea Pocorobba, sono rimasti altri due giorni per documentare la vita nelle tendopoli e la distruzione dei paesi. Oltre al reportage fotografico hanno riportato le loro riflessioni su quanto hanno visto, raccolte anche in brevi frammenti audio.
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Racconti e testimonianze dalla viva voce dei protagonisti
La scuola del campo di Piazza d'Armi
14a35528e4a64d.mp3I bambini nel campo
14a355341ad170.mp3Situazione al campo
14a35546e8bf6a.mp3Interviste, storie, testimonianze: grazie a tanti protagonisti (operatori, volontari, donatori) possiamo essere ogni giorno vicino ai bambini.
27 | 04 | 2009 - Reportage Abruzzo - Racconti dal campo
Il racconto di Davide Squeo e Andrea Pocorobba, i fotografi che hanno accompagnato la delegazione de L'Albero della Vita per un reportage fotografico.
La Tendopoli
“Ocre è un paese a pochi chilometri da L’Aquila costituito da 4 frazioni una delle quali, San Felice, è completamente distrutta, ci sono case sventrate, aperte come una casa delle bambole, ma quella che si vede dentro non è un gioco, è vita interrotta. Ci sono palazzine che viste da lontano sembrano sane, ma quando ti avvicini riconosci un crogiuolo di crepe che viene da chiederti come possa stare ancora in piedi e come faranno a metterlo in sicurezza, quanto ci vorrà?
La tendopoli di San Felice è allestita a valle del paese ed è gestita dal CISOM, i Cavalieri dell’Ordine di Malta. Il capo campo si chiama Jacopo Caucci, è di Firenze ed è docente di Storia dell’Economia nella facoltà di economia e commercio. Racconta di essere arrivato dopo 7 ore dal sisma, e che da allora ha lasciato il “suo” campo solo per 2 giorni in cui ha dovuto portare dei suoi studenti alla tesi.
Dice di essersi innamorato di questa gente, che è un bene ma che è anche un gran male, non vorrebbe più ripartire. Il suo campo è organizzato perfettamente, la popolazione è coccolata, la sua cortesia è costante dal mattino alla sera, le sue direttive sono chiare e precise. Ci dice che gestire il suo campo di 150 ospiti è relativamente semplice (non manca di umiltà) e che le difficoltà emergono nei campi da 4mila persone che sono stati allestiti a L’Aquila. Ad Ocre la scuola oggi è una tenda bianca, costituita solo da 2 aule perché non c’è lo spazio per allestire tutte le classi necessarie. “
I volontari
“C’è un’Italia che non si vede, ci sono italiani di cui si parla troppo poco, ci sono eroi che non si vestono da eroi, che compiono gesti straordinari senza che l’opinione pubblica venga sensibilizzata su queste azioni. Ci sono sofferenze che non fanno notizia, che sembrano insignificanti, che solo se ognuno di noi potesse vedere da vicino, potrebbe assimilare davvero fino in fondo.
Questo è l’Abruzzo in cui stanno operando migliaia di volontari, migliaia di italiani che prendono ferie, non per andare al mare, ma per tuffarsi anima e corpo nelle tendopoli blu allestite dalla protezione civile a rimboccarsi le maniche per fare qualcosa di enormemente piccolo e nel contempo straordinariamente grande: danno un pezzetto della loro vita a chi la sua vita l’ha vista sgretolarsi in 21 secondi durante la notte del 6 aprile 2009.”
I racconti del sisma
Una maestra della tenda scuola afferma: “Non avrei mai creduto che la mia vita potesse essere stravolta così in soli 21 secondi”.
Ci racconta che gli interni della sua casa sono completamente crollati, lei si è salvata proteggendosi sotto il letto, era abituata ormai da mesi a rifugiarsi sotto i banchi della sua scuola sita nel centro de L’Aquila e che ora è completamente inagibile. Ora lavora nella tenda-scuola di Ocre in attesa di capire quale sarà il suo futuro dato che casa e lavoro si sono dissolti quella notte.”
Un ragazzo racconta della sua autovettura e di come i suoi genitori “ci si stavano infilando dentro” per fuggire dal terremoto, “è stata questione di attimi” dice “se fossero saliti 3 secondi prima, la mia famiglia…”, l’automobile giace ancora sotto quintali di macerie e loro sono fuggiti a piedi tra i vicoli di un paese che andava in polvere… quel paese è San Felice D’Ocre.





















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