20 | 12 | 2011 - Nell'India del super - boom la fame non è scomparsa
L'India soffre ancora della forma più basilare di povertà - il 74% dei bambini è anemico.
Il governo intende raddoppiare i suoi sussidi alimentari, portandoli al 2% del Pil. L'idea è buona ma tali programmi dovrebbero essere ben mirati e realizzabili. Il nuovo piano non è né l'uno né l'altro. I critici sostengono che la nuova prevista legge sulla sicurezza alimentare è il peggior tipo di populismo per procurarsi i voti. Il momento per queste nuove sovvenzioni statali da parte dell'assediato governo centrale conferma questa interpretazione cinica.
Dietro l'angolo ci sono importanti elezioni statali e nel 2014 si terranno le elezioni generali. Ma la malnutrizione in India non è soltanto uno strumento utilizzato dai politici per guadagnare voti.
È uno scandalo - l'India ha tassi di malnutrizione peggiori dell'Africa subsahariana - e un ostacolo allo sviluppo.
I bambini malnutriti difficilmente raggiungono il loro potenziale fisico o mentale. La Banca mondiale stima che l'alimentazione inadeguata faccia perdere all'India ogni anno il 3% del Pil.
Il nuovo piano fornirà grano sovvenzionato al 75% delle persone che vivono in campagna e alla metà della popolazione urbana ritenuta troppo povera per alimentarsi adeguatamente. Un totale di 810 milioni di persone potrebbe beneficiarne.
Questo sembra positivo ma il piano ha due problemi. In primo luogo, sta solo estendendo programmi esistenti che sono troppo inefficaci e soggetti a corruzione per avere un impatto positivo. Nonostante la rapida crescita economica, il tasso di malnutrizione è diminuito solo di pochi punti percentuali.
Sarebbe più efficace favorire le madri incinte e i bambini con meno di due anni piuttosto che continuare a lavorare per lo più attraverso il sistema scolastico, in cui in genere non rientrano i più bisognosi.
In secondo luogo, c'è un problema di disponibilità. Il piano costerà 12 miliardi di dollari all'anno in sussidi supplementari. Ma le finanze di Delhi sono già in pessimo stato. Il governo potrebbe considerare di tagliare il 3,5% che spende per sovvenzionare il carburante.
(Fonte: La Stampa - 20/12/2012)










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