La nostra Missione Educativa
La Pedagogia
per il Terzo Millennio ®
L'Albero della Vita applica in ogni suo intervento i principi di
Pedagogia per il terzo Millennio®
È un sistema per lo sviluppo e la comunicazione che opera per il miglioramento
delle relazioni umane. È frutto dell'esperienza accumulata negli anni attraverso lo
studio dei meccanismi che determinano il comportamento umano, e delle modalità che
ne permettono il cambiamento. L'equipe di ricercatori composta da medici, psicologi,
sociologi, filosofi e fisici teorici, da anni è impegnata nell' applicazione e
divulgazione di questo sistema in ambito formativo, didattico e sociale.
Questo sistema si basa su due idee cardine: Mediazione e Traslazione.
Per
mediazione si intende il principio della costante ricerca di quel punto, sempre
variabile, che permette all'educatore ed a colui che viene educato di poter entrambi
trarre vantaggio dalla relazione. Ciò che è stato osservato in questi anni di ricerca
è che a volte genitori ed educatori si fermano un passo prima o un passo dopo del
punto esatto in cui il proprio esempio può esercitare un'influenza.
Così l'educazione finisce per essere un processo nel quale l'educatore si sostituisce
a colui che viene educato o gli chiede di fare di più di quanto gli è possibile.
La competenza che la Pedagogia per il Terzo Millennio® intende allenare è invece
quella di trovare la giusta posizione, il giusto centro che solleciti il grande ed
il piccolo a fare ciascuno la propria parte per l'arricchimento comune. L'educatore
quindi non copre interamente la distanza che lo separa da chi viene educato, non
agisce al suo posto, ma lascia sempre un piccolo spazio da colmare.
Per essere colmato questo spazio richiederà uno sforzo, ed è questo l'unico fattore che
garantisce la reale comprensione di ciò che viene insegnato.
Nella mediazione, la vicinanza di chi ha già compiuto questo passaggio, ed esercita
un'influenza, aiuta a compiere lo sforzo ed a raggiungere il risultato.
La
traslazione è la capacità di "portare da un luogo ad un altro le esperienze vissute",
cioè di generalizzare la comprensione prodotta in un campo a tutti i
campi della vita,
imparando sempre e da ogni cosa, facendo sì che ogni evento del quotidiano possa essere
utilizzato per aumentare la propria conoscenza globale.
Accade spesso, infatti, che otteniamo successo in un settore della vita, ad esempio
quello professionale, mentre risultiamo insufficienti negli altri.
La ricerca che Patrizio Paoletti ha messo a punto permette all'educatore, genitore
o operatore, di apprendere e quindi insegnare l'arte della traslazione: come imparare
da ogni cosa e utilizzare tale apprendimento in ogni campo della vita.
La vita, infatti, intesa come una sfera, può essere divisa in otto campi: salute e
spirito, famiglia e affetti, amicizia e collettività, finanza e lavoro, ognuno dei
quali è importante quanto gli altri.
La riuscita in uno solo degli otto campi, non è in grado di produrre quella
straordinaria qualità di vita che può essere data solamente dall'equilibrio
globale.
La funzione dell'educatore
Tutti gli uomini interagiscono con altri uomini e quindi sono educatori.
Cosa deve produrre un educatore perché il processo educativo si
svolga correttamente?
La prima cosa è indicare dati e sollecitare posizioni, cioè invitare il minore a
crescere nei processi decisionali: posizionarsi davanti agli eventi e prendere
decisioni; senza pregiudizi e idee definitive sugli accadimenti.
L'educatore è impegnato infatti a conservare il dato in uno stato sempre fluttuante,
non chiuso in una cornice rigida e definitiva. Così egli può imparare che ogni evento,
ogni dato, assume un significato differente a seconda delle condizioni e del contesto
in cui si trovano.
Gli strumenti principali per fare bene tutto questo sono: il gioco e la narrazione.
Cosi il minore (ma anche l'adulto) interagisce con la vita e impara a misurarsi con
essa attraverso il divertimento, mentre attraverso la narrazione impara a prefigurarsi
gli eventi.