Comunità educante attraverso il coinvolgimento e la partecipazione di tutti

Sempre più si sente parlare di comunità educante un termine anche un po’ abusato. Per fare comunità educante serve sinergia con tutti i soggetti coinvolti nel processo educativo. All’interno del nostro programma nazionale Varcare la Soglia è dedicata grande attenzione a questo tema.

Secondo l’esperienza sviluppata negli anni nei contesti periferici delle maggiori città italiane, per lavorare alla creazione di una comunità educante è necessario ed opportuno:

  • costruire alleanze sia tra i soggetti del terzo settore che tra le realtà del privato sociale;
  • condividere strumenti, modalità organizzative e pratiche di lavoro;
  • individuare comuni prospettive di senso e di cambiamento.

Tutto ciò per costruire coalizioni capaci di trasformare i contesti educativi territoriali in comunità educanti attraverso il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i soggetti territoriali del pubblico, del privato sociale e del privato che possono contribuire alla realizzazione degli obiettivi condivisi che gli stessi si danno: famiglie, scuole, istituzioni, forze dell’ordine, fondazioni, associazioni, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato, onlus, parrocchie, società sportive, centri di ricerca, università.

Un sistema verticale e orizzontale di collaborazioni e di senso partecipato che deve essere capace di indirizzarsi all’infanzia, all’adolescenza e alle famiglie, considerandoli non solo come destinatari dei servizi, ma come protagonisti e attori attivi delle iniziative programmate e attivate.

Comunità educanti Albero della Vita

Promuoviamo la comunità educante come modello di intervento che a partire dall’obiettivo di dare visibilità e centralità all’infanzia e all’adolescenza, restituisce dignità, protagonismi, responsabilità e diritti alle persone, rimettendole al centro dell’interesse pubblico.

Incoraggiamo un rilancio dei processi e dei programmi educativi, che superi l’impianto assistenzialistico e che promuova la riduzione della conflittualità sociale e il contenimento del disagio verso un’ottica di sviluppo, di emancipazione e di autonomia.

Fondamentale per creare e sviluppare una comunità educante il servizio sociale territoriale, il quale assume il ruolo di regista, di coordinatore super partes  per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  • promuovere percorsi di sensibilizzazione sui temi dell’educazione rivolti al territorio e con il coinvolgimento attivo dei suoi attori;
  • promuovere una cultura dell’accoglienza, dell’inclusione e del disagio interculturale;
  • affrontare i temi della gestione dei conflitti in ambito sociale con le tecniche della cooperazione (fare insieme) e le pratiche di mediazione pedagogica;
  • promuovere la partecipazione attiva dei giovani, delle associazioni e dei gruppi giovanili per confrontarsi sui temi dell’educazione e dell’autoeducazione;
  • coinvolgere le esperienze educative significative e elaborare delle strategie di intervento di comunità;
  • promuovere l’organizzazione di spazi di incontro tra generazioni sulle tematiche della trasmissione della storia e della memoria sociale e culturale;
  • promuovere seminari, conferenze, mostre, proiezioni di film e dibattiti su tematiche dell’autoeducazione delle comunità;
  • creare degli spazi che diano voce non solo agli “esperti” ma ai soggetti che vivono la vita della comunità;
  • creare uno spazio interattivo che permetta a tutte le realtà del territorio di confrontarsi e di co-costruire percorsi, interventi e progettualità;

Per altre informazioni, scrivici o chiamaci allo 02 90751517 

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2018-03-30T08:16:19+00:00 30-03-2018|Categoria Educazione|Tag: , , |
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