Il cambiamento climatico e le sue ricadute sulle persone, sulla società e sugli ambienti: un incontro per discutere e confrontarsi su un tema che coinvolge tutto il pianeta e ha effetti anche nel nostro territorio.

Ma quali sono le possibili soluzioni al riscaldamento globale? Cosa può fare una persona o uno Stato per cambiare la rotta e per rendere il mondo più verde e sostenibile? Le strade da percorrere ci sono, sono conosciute e sono percorribili, partendo proprio da noi.

Partecipazione gratuita, iscrizione necessaria.

Data e luogo della conferenza

  • Data: 25 settembre 2019
  • Luogo: Abbazia di Mirasole
  • Indirizzo: Str. Consortile Mirasole, 7, 20090 Opera MI, Italia
  • Orario: 9.30 – 13.30

Promotori

Programma della conferenza (in aggiornamento)

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Iscrizione alla Conferenza – (Pertecipazione gratuita)

Le iscrizioni sono aperte fino ad esaurimento posti ed entro e non oltre il 23 settembre

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Dal giugno 1992 a giugno 2019, sono passati 27 anni dalla firma della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change, UNFCCC) sottoscritta nella Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e lo Sviluppo del 1992, a Rio de Janeiro. Il 12 giugno 1992, dove 154 nazioni avevano firmato la UNFCC i governi si impegnavano dopo la ratifica a perseguire un “obiettivo non vincolante” per ridurre le concentrazioni atmosferiche dei gas effetto serra con l’obiettivo di “prevenire interferenze antropogeniche pericolose con il sistema climatico terrestre”. Secondo i termini dell’UNFCCC, avendo ricevuto le ratifiche di più di 50 Paesi, il trattato entrò in vigore il 21 marzo 1994.

Da quel momento, le parti si sono incontrate annualmente nella “Conferenza delle Parti (COP)” per analizzare i progressi nell’affrontare il fenomeno del cambiamento climatico, iniziando da metà degli anni 1990, per negoziare il Protocollo di Kyōto per stabilire azioni giuridicamente vincolanti per i Paesi sviluppati nella riduzione delle loro emissioni di gas serra. L’ultima COP (COP24), si è svolta dal 3 al 14 dicembre 2018 a Katowice, in Polonia. La Cop24 si è occupata di definire le regole di attuazione dell’Accordo di Parigi del 2015. L’obiettivo ultimo è stato quello di cercare di mettere un freno al cambiamento climatico a livello globale e definire un “Rule Book”, un libro guida per attuare tutti i principi dell’Accordo, che entrerà in vigore nel 2020.

Il limite di 2 gradi imposto dal COP21 ormai non è più sufficiente: per evitare catastrofi non possiamo permettere alle temperature di salire oltre 1,5 gradi e per questo dobbiamo diminuire del 45% le emissioni di CO2 nell’aria entro il 2030, percentuale che deve salire al 100% entro il 2050. Nel corso della Cop24 si anche stabilito come distribuire le risorse finanziarie necessarie a sostenere i paesi meno sviluppati per indurli a ridurre le proprie emissioni di CO2.

Secondo uno studio, pubblicato il 19 novembre 2018 su Nature Climate Change, il riscaldamento globale sta esponendo l’umanità a rischi enormi. L’aumento di così tanti fenomeni meteorologici estremi potrebbe costringere alcune aree del pianeta ad affrontare almeno 6 crisi legate al cambiamento climatico entro la fine di questo secolo. I 23 autori della ricerca, che si sono impegnati in uno sforzo multidisciplinare senza precedenti, esaminando oltre 3mila articoli sui diversi effetti del cambiamento climatico, hanno determinato 467 modi in cui tali cambiamenti influiscono sulla salute fisica e mentale, sulla sicurezza alimentare, sulla disponibilità di acqua, sulle infrastrutture e su altri aspetti della vita sulla Terra. Il documento include una mappa interattiva dei vari pericoli a seconda dei livelli di emissioni di anidride carbonica da qui al 2095.

Nonostante tutti questi dati solo pochi capi di governo danno priorità ad azioni volte alla mitigazione e all’adattamento del cambiamento climatico.

L’allarme è particolarmente grave per il nostro Paese. Analizzando attentamente i dati delle temperature l’Italia si stia scaldando più velocemente della media globale e di altre terre emerse del pianeta. Il nuovo record raggiunto nel 2014 è stato di +1.45°C rispetto al trentennio 1971-2000 (fonte: ISAC-CNR).  Anche a livello globale nel 2014 è stato toccato il record delle temperature globali, con un aumento di +0,46°C rispetto al trentennio 1971-2000. La tendenza del riscaldamento globale, che si può calcolare valutando non solo i dati di un anno ma l’andamento degli ultimi decenni, è per l’Italia una volta e mezzo quella delle media delle terre emerse e il doppio di quella di tutto il Pianeta.

Come conseguenze dei cambiamenti in corso si evidenziano in particolare: aumento della temperatura del pianeta, aumento e riduzione delle precipitazioni, aumento nella frequenza e nell’intensità di eventi climatici estremi, aumento del rischio di desertificazione, diminuzione dei ghiacciai e delle nevi perenni, crescita del livello del mare, perdita di biodiversità, diffusione delle malattie, problemi nella produzione alimentare. I dati e le ricerche scientifiche evidenziano come l’alterazione di questi fattori, non solo sono in corso, ma che saranno sempre più rilevanti in futuro, e incideranno fortemente sulla nostra vita quotidiana.

Si fa sempre più urgente la necessità di agire, mitigando e cercando di prevenire con rilevanti e adeguate strategie di adattamento a questioni quali: le ridotte disponibilità di acqua, non tanto per l’aumento della temperatura, quanto per il diverso andamento delle precipitazioni e degli eventi meteorologici estremi e a causa della riduzione dei ghiacciai e delle portate dei fiumi.

Di grande importanza anche l’aumento del numero dei “migranti ambientali” cioè di quelle persone costrette a lasciare i territori di nascita o di elezione perché resi invivibili dalle conseguenze dei cambiamenti climatici. I numeri di questi “eco-migranti” sono in costante crescita in corrispondenza dell’intensificazione delle catastrofi ambientali che hanno colpito la terra.

Ma anche eventi climatici meno immediati, come ad esempio la desertificazione o la perdita di produttività del suolo, inducono le persone ad abbandonare le loro case in assenza di quelle condizioni di base che rendono il territorio vivibile; i cambiamenti dei sistemi ecologici e forestali, che tenderanno in parte a disgregarsi (quei sistemi meno veloci ad adattarsi alle mutate condizioni), e in parte a spostarsi verso più alte latitudini, con le conseguenti modifiche del paesaggio e con profonde implicazioni soprattutto nei settori dell’agricoltura, del turismo e tempo libero, le modifiche degli ambienti marino costieri, le ripercussioni sul sistema socio-economico, non solo per le mutate condizioni di sviluppo economico, ma anche per le mutate opportunità di lavoro e di occupazione delle nuove generazioni e per i maggiori rischi sanitari della popolazione più vulnerabile agli effetti dei cambiamenti del clima.

Da tutto ciò nasce l’esigenza e il desiderio di approfondire il tema del cambiamento climatico e delle sue ricadute nel nostro territorio, Il parco agricolo Sud Milano un meraviglioso parco regionale lombardo, che comprende un’estesa area a sud di Milano e che interessano sessantuno comuni e i parchi “cintura” di Milano. Inoltre, a fronte delle osservazioni fin qui elencate, comprendiamo quanto sia indispensabile cambiare il nostro atteggiamento nei confronti dell’ambiente.

È necessario capire che ogni azione compiuta da ogni persona nella sua vita quotidiana, anche nelle più semplici come gettare una gomma masticata fuori dal finestrino dell’auto o abbandonare una bottiglietta di acqua in spiaggia o in montagna, può avere conseguenze enormi, soprattutto se si moltiplica questa azione per il totale degli abitanti della terra. L’azione del singolo si riflette nel globale. Pensare alle conseguenze delle nostre azioni è sicuramente il primo passo utile a cambiare il nostro modo di pensare al futuro. In un mondo sempre più provato dalle azioni non sagge di noi uomini, è arrivato il momento di cambiare i nostri stili di vita, di scegliere di proteggere la terra, curarla e ri-imparare a vivere in armonia con la natura.

Ma quali sono le possibili soluzioni al riscaldamento globale? Cosa può fare una persona o uno Stato per cambiare la rotta e per rendere il mondo più verde e sostenibile? Le strade da percorrere ci sono, sono conosciute e sono percorribili, partendo proprio da noi.