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25 Novembre 2018
Desideriamo ringraziare sentitamente per aver partecipato alla Conferenza “Povertà dell’infanzia: solo una questione di reddito?” in data 28 novembre 2018 presso il CNEL, una iniziativa promossa insieme alla Alleanza contro la povertà In Italia, all’Ordine Assistenti sociali – Consiglio nazionale, alle ACLI e con la partnership pedagogica della Fondazione Patrizio Paoletti per lo Sviluppo e la Comunicazione.
>> Sul nostro canale Youtube sono disponibili tutti gli interventi

In Italia sono 1 milione 208 mila i bambini in condizione di povertà assoluta, uno su otto, il 12,1% dei minorenni italiani. Un bambino che vive in questa condizione sarà un cittadino tendenzialmente più esposto ai processi di esclusione, con uno svantaggio che difficilmente potrà colmare in termini di percezione di sé stesso e della costruzione del suo futuro, e con un impatto strutturale sugli scenari futuri del nostro Paese.
L’iniziativa, ospitata quest’anno dal Cnel, si è soffermata in particolare sulle basi per costruire il benessere a partire dall’infanzia, come la capacità di prefigurare, ovvero di dettagliare a se stessi cosa si desidera intimamente per la propria vita al fine di scegliere le risposte più adeguate nelle fasi della vita per autodeterminarsi. In questo senso, si è evidenziata la consapevolezza della necessità di un approccio che punti a risolvere la povertà aiutando la persona a progettare se stessa – a causa di una ridotta capacità di immaginarsi capace di cambiare il proprio futuro, a capire che può ancora incidere, che può e deve nutrire speranza al di là delle condizioni esteriori.
Si è in questo senso discusso scongiurando il rischio di indirizzare gli interventi pubblici contro la povertà esclusivamente su aiuti di tipo economico, e rendendo invece patrimonio collettivo un approccio che comprenda l’importanza di una relazione di aiuto che porti sostegno alle famiglie quali prime responsabili del benessere dei loro figli.
Ci troviamo in una delicata fase in cui gli operatori dei servizi territoriali devono misurarsi con la grande sfida di rendere effettiva la possibilità di generare cambiamento all’interno dei nuclei famigliari. Si tratta di un lavoro molto complicato che ha come fine ultimo l’empowerment delle persone e il miglioramento del benessere complessivo del nucleo famigliare. Oltre alla necessità di un rafforzamento quantitativo dei servizi sociali territoriali, occorre un forte investimento sul piano qualitativo tramite adeguati percorsi formativi.
La conferenza ha evidenziato quanto sia necessario impegnarsi a tutti i livelli in un lavoro comune più incisivo su una problematica di enorme portata e conseguenze come la povertà minorile. Anzitutto mettendo al centro l’infanzia, in secondo luogo adottando un approccio integrato di discipline finalizzato a creare le condizioni per il cambiamento, a partire dall’ambiento familiare del bambino. Infine, facendo progredire, grazie alla pluralità di competenze e prospettive, lo sviluppo di approcci in grado di aiutare realmente il bambino e il suo nucleo familiare.
Ci siamo evidenziati che è necessario superare l’attuale momento politico che sta rimettendo in discussione le modalità di gestione della povertà che fino a ieri speravamo di dare per consolidate. Per farlo occorre aprirsi mettendosi in rete, facendo tesoro delle competenze, delle capacità, delle comprensioni, delle vocazioni individuali e di ogni ente. Per farlo occorre coesione affinché possiamo promuovere la tematica con più forza e più coraggio e giungere a una consapevolezza comune che investire nelle politiche sociali per le persone di minore età sia un investimento nel futuro del nostro paese.
La Conferenza ha affrontato tutti questi aspetti coinvolgendo esponenti delle più importanti istituzioni del Paese, delle organizzazioni sociali, del mondo accademico e soprattutto coloro che vivono quotidianamente sul campo la sfida del contrasto alla povertà minorile**.
Ci auguriamo, per chi ha partecipato di persona o in streaming, che abbia trovato la giornata proficua a livello personale e professionale. Nel corso dei prossimi giorni saranno resi disponibili i video dei singoli interventi della mattina sul canale you tube di Fondazione L’Albero della Vita, in supporto alle riflessioni e alle attività di ciascuno sui temi trattati. Si può già rivedere a questo link la registrazione streaming di tutti i lavori della conferenza.
Tra i relatori intervenuti alla giornata, in ordine alfabetico:
Hanno moderato la giornata, insieme a Sara De Carli, Giornalista, VITA
Per informazioni, scrivere a: conferenza.ricercapoverta@alberodellavita.org
Chi orienta il nostro lavoro
Chi sono i beneficiari dei nostri interventi
l’Albero della Vita si dedica alla protezione, educazione e sviluppo dei minori in situazioni di vulnerabilità. Attraverso programmi educativi, scolastici e di accoglienza, lavora per migliorare le loro condizioni di vita e offrirgli opportunità di crescita personale e sociale. Le famiglie che si trovano in difficoltà economiche o sociali ricevono supporto attraverso progetti di inclusione sociale, assistenza e formazione, con l’obiettivo di creare un ambiente più stabile e favorevole per la crescita dei loro figli.
Chi collabora con noi
La Fondazione l’Albero della Vita collabora con istituzioni pubbliche che forniscono supporto finanziario e logistico, organizzazioni non governative e enti no-profit per progetti congiunti, scuole e università per programmi educativi, aziende private che offrono donazioni e volontariato aziendale ed esperti e professionisti che forniscono supporto specialistico.
Chi ci sostiene
La Fondazione l’Albero della Vita è sostenuta da una rete di partner e donatori che contribuiscono con risorse finanziarie, materiali, competenze e volontariato. Tra questi vi sono istituzioni pubbliche (ministeri, regioni, comuni), aziende private (sponsorizzazioni, donazioni, responsabilità sociale d’impresa), fondazioni e enti filantropici, ONG e enti no-profit che collaborano in progetti congiunti, scuole e istituti educativi che partecipano ai programmi formativi, volontari e cittadini che offrono tempo e risorse e donatori privati che contribuiscono economicamente.
Il miglioramento per ogni bambino nasce dalla domanda: come possiamo vedere, credere e sperare in un futuro migliore? Qual è la tua?