Quando una donna può fare la differenza: Aiutiamola

Ringraziamo Elena Crestanello, blogger di Periodo Fertile per aver documentato nel suo meraviglioso articolo la testimonianza di Suor Marcella che ad Haiti ha rinnovato con noi il suo impegno attraverso il progetto di Sostegno a Distanza rivolto ai bambini che vivono nello slum di Waf Jeremie.

Sostegno a distanza Albero della Vita

Guardatevi intorno. Ovunque c’è gente che parla, parla, parla, critica, urla. Politici, fantomatici esperti, tutti sono i guru  di tutto e sembrano avere le risposte a qualsiasi problema. Peccato che quasi sempre rimangono solo sterili parole nell’aria.

Ma quello che spiace ancora di più è che la gente o segue ciecamente queste parole al vento, o si limita alla critica fine a se stessa come per dire “io non sono d’accordo ma tanto non ci posso fare nulla” .

Ma non è vero che non possiamo fare nulla!

Come non mai in questo periodo della mia vita sento il bisogno di concretezza, di parole trasformate in  fatti reali che vedi,  senti e tocchi con mano.

Pochi giorni fa ho avuto la possibilità di conoscere “ di persona” La Fondazione L’Albero Della Vita, con cui ho avviato nel 2004 il mio primo sostegno a  distanza e di incontrare  una Donna che per me è a dir poco straordinaria, Suor Marcella Catozza, missionaria francescana e infermiera,  che  potrebbe essere tranquillamente definita un’eroina dei nostri tempi, anche se so che lei non sarebbe per nulla contenta di questo  appellativo.

Ma vediamo se voi siete d’accordo con me.

Conoscete tutti lo stato di degrado e povertà che contraddistingue Haiti. Il terremoto  del 2010 è stato solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Suor Marcella si trovava lì da prima del terremoto,  precisamente dal 2004,  da molti anni prima che questo evento drammatico portasse l’attenzione del mondo su Haiti,   uno stato che si trova a solo un’ora di volo dalla ricchissima Miami.

Ci sono dei luoghi di Haiti dove non entrano nemmeno  le Nazioni Unite perché ritenuti territori troppo pericolosi. Sono quelli che fanno parte della cosiddetta Zona Rossa, dove regnano sovrane le bande armate.

Uno di questi luoghi e Waf Jeremie, una baraccopoli di centinaia di migliaia di abitanti sorta nei pressi di una discarica dove manca tutto, dall’acqua ai servizi igienici e fognari.

E’ qui, con tanta forza d’animo ma anche mettendo da parte la paura che le minacce diventino fatti,  che Suor Marcella e Fondazione L’Albero della Vita  che è l’unica associazione non governativa a seguire progetti di sviluppo in questo quartiere, hanno portato la luce e la speranza e nel concreto bellezza e istruzione. In  unica parola, dignità per  tanti bambini che non avrebbero potuto avere un futuro al di fuori della violenza.

La concretezza è Le Vilaj Italien che ospita attualmente circa 400 bambini. Sì avete letto  bene! Il centro accoglie 110 bambini orfani da 0 a 4 anni, 350 bimbi e ragazzi tra i 3 e i 17 anni che frequentano la scuola e una  clinica che visita quotidianamente 60 bambini e 25 donne in gravidanza.

In  questa scuola si lavora sodo:  al mattino e al pomeriggio si fanno un sacco di attività extra ,dal canto alla musica, ma anche gioco e sport.

Poter frequentare la scuola per questi bambini significa non solo imparare ma anche avere due pasti caldi al giorno in un paese come Haiti dove la nutrizione insufficiente è una piaga dilagante.

Sento sempre più persone che si lamentano degli immigrati:  nessuno lascerebbe il proprio Paese se ci fossero le condizioni per rimanere. Se le condizioni non sussistono bisogna crearle partendo da progetti come quello di Suor Marcella:  portando istruzione, perché persone istruite lavorano e creano lavoro per gli altri, ma danno anche tanta sostanza al tessuto sociale. La scuola porta civiltà e democrazia. Ricordatevi che dittatura, regimi o califfati che siano, fanno di  tutto per mantenere le persone nell’ignoranza !

Quindi anche noi possiamo fare concretamente qualcosa. Possiamo aiutare la Fondazione L’Albero Della Vita e Suor Marcella.

Come dicevo conosco la Fondazione dal lontano 2004 quando ho avviato con loro il mio primo sostegno a distanza. In questi 11 anni so che ho tolto una  bambina dalla strada, in questo caso una bambina indiana che è andata a scuola, che è cresciuta in salute e che adesso è quasi pronta per il mondo del lavoro.  Ho già chiesto, una volta terminato il percorso di Sandhya , di poter  continuare l’adozione con un bambino di Haiti.

Con meno di un euro al giorno posso garantire a un bambino due pasti completi, una istruzione e un check-up medico al mese. 
E’ partendo dai bambini, tramite istruzione e bellezza come ci hanno raccontato la Fondazione L’Albero della Vita e Suor Marcella che si può dare un domani autonomo a un paese come Haiti. E questo vale anche per tanti altri Stati del mondo che vivono in condizioni di  degrado sociale.

Perché vi racconto tutto ciò?

Perché  anche voi come me possiate iniziare un percorso di sostegno a distanza! Insieme possiamo fare tanto!

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2017-04-07T10:33:34+00:0007-04-2015|Categoria Sostegno a Distanza|Tag: , , |