Immigrazione, sempre più i ricongiungimenti familiari

L’immigrazione sta cambiando nonostante in molti si ostinino a non vedere questa mutazione. Sono sempre meno, infatti, le richieste per permessi di soggiorno, mentre aumentano parallelamente quelle per i ricongiungimenti dei familiari.

In Faro in Città, il nostro progetto di accoglienza a Milano, è ormai un’evidenza. Ce lo ripetono da mesi gli educatori e i mediatori del Centro, ce lo dimostrano i dati: sempre in meno decidono di ripartire. L’immigrazione sta dunque cambiando. E non è una questione di soli flussi. Cambia velocemente, troppo velocemente, molto più di quanto faccia la società italiana, che rimane legata a vecchi luoghi comuni, non più validi e ostacolo di una vera integrazione.

Si è passati da un’immigrazione, nei primi anni, costituita giovani uomini in cerca di occupazione che vivevano per lavorare e spedire a casa buona parte di quanto guadagnato, a quella attuale costituita da solo mogli, figli, a volte i genitori (fonte ISTAT) che arrivano nel nostro Paese per raggiungere i loro mariti. .

Tutto questo che cosa ha portato? Se pochi anni fa eravamo il Paese da cui partivano più euro € per i Paesi d’origine dopo la Germania ora siamo in fondo alla classifica tra questi quattro Paesi. Il calo in Italia rispetto al 2008, anno che è ormai un punto di svolta per l’economia europea, è stato di ben il 34,6%, e sarebbe di più se partissimo dal 2011. In Germania al contrario c’è stato un aumento superiore al 20%. (Dati Banca Mondiale)

Motivi delle richieste di permesso in Italia

Un’altra evidenza su questo cambiamento in atto sono le domande per il permesso di soggiorno. Sono crollate quelle per lavoro (erano 358.870 nel 2010, sono state 21.728 nel 2015); parallelamente sono variate molte meno quelle per ricongiungimento familiare (dati Istat).

Queste ormai compongono la maggioranza relativa delle richieste, sono quasi il 45%, mentre quelle di asilo hanno superato quelle per lavoro.

Tutti questi cambiamenti in atto hanno un’evidente ripercussione sulla piramide demografica dei cittadini stranieri in Italia: sempre meno trentenni, aumenta la proporzione di persone intorno ai 50 anni, soprattutto tra le donne. Probabilmente prima di quanto ci si aspetti la comunità di stranieri o di persone di origine straniera in Italia sarà sovrapponibile, da un punto di vista qualitativo, a quella degli autoctoni. In senso positivo o negativo.

Già vediamo che come avviene per gli italiani la proporzione di immigrati con una laurea è tra le più basse in Europa. E il numero di figli medi per donna nel 2015 è sceso sotto la soglia di riproduzione di 2 anche per le straniere, a 1,94. Questi nuovi fenomeni migratori, dovrebbero essere conosciuti, perché avranno delle importanti ripercussioni sul nostro sistema Paese e vanno compresi per estirpare vecchi luoghi comuni.

Per approfondimenti: Linkiesta

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2017-07-17T13:13:31+00:00 18-07-2017|Categoria Migrazione|Tag: , , |
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