La storia di Lucia: la forza di rimettersi in gioco per i propri figli

La storia di Lucia: la forza di rimettersi in gioco per i propri figli2018-10-16T09:18:27+00:00

Lucia è una giovane mamma di due bambini, Pietro e Marco, di 12 e 10 anni; il padre dei bambini si trova in carcere da ormai 7 anni e completerà il periodo di detenzione tra qualche anno. Pietro e Marco sono praticamente cresciuti senza la figura genitoriale paterna, condizione molto difficile soprattutto ora che si stanno affacciando al periodo adolescenziale.

Vivono tutti e tre in un appartamento occupato abusivamente. Lucia sa di aver commesso un reato (e per questo è stata denunciata dal Tribunale) ma quando è rimasta sola non  aveva scelta. Era una mamma disperata, sola, nessuna le dava fiducia. L’alternativa che aveva era quella di vivere per strada non avendo alcuna rete familiare di supporto. Come mamma non poteva esporre Pietro e Marco, allora molto piccoli e fragili, a un disagio così importante, a un’esperienza così traumatica che avrebbe potuto segnarli per sempre.

Non poteva aggiungere un trauma a quelli già vissuti, inevitabili, soprattutto da Marco, il bambino più piccolo.

Marco, aveva solo tre anni e si trovava a casa con il padre quando i carabinieri sfondarono la porta con un mandato di perquisizione e di arresto. Dopo questo avvenimento, Marco smise di parlare per un lungo periodo, iniziò ad avere incubi notturni, ad avere terrore della divisa militare e delle sirene. Tutto questo era associato alla perdita del padre, a uno strappo troppo doloroso per un bambino di soli tre anni.

Lucia, nonostante le difficoltà e la solitudine, è sempre stata una mamma presente per i suoi figli, che ha cresciuto con amore e attenzione, accettando spesso lavori con turni “massacranti” per garantire loro una quotidianità dignitosa.

Lucia si trova oggi senza lavoro.

Quando l’abbiamo conosciuta, su segnalazione del Tribunale, dimostrava molto più della sua età, le fatiche e le preoccupazioni le segnavano il giovane volto; non sorrideva mai, non aveva mai un momento di distrazione dai pensieri negativi e dalle preoccupazioni legati al futuro dei suoi figli. “Varcare La Soglia” racconta Lucia

ho trovato un ambiente ospitale ed accogliente, uno spazio di ascolto positivo. Delle persone che mi dedicavano attenzione e tempo. Era da molto tempo che non mi accadeva”.

Con il sostegno dei nostri educatori Lucia ha iniziato un percorso di consapevolezza dei propri bisogni come donna e come madre; lavorando insieme sui bisogni dei figli e in particolare sul comportamento di Marco che continua a manifestare ansie e disagi al suono delle sirene e alla vista delle divise indossate dalle forze dell’ordine.

Mi piace stare qui… mi sento ascoltata e capita. Devo rimettermi in gioco.. sono ancora giovane e presto mio marito tornerà a casa” aggiunge Lucia.

Parallelamente alla mamma, stiamo facendo un importante lavoro con Marco che è stato inserito all’interno di ImpariAmo Insieme, il laboratorio didattico che fornisce supporto e potenziamento didattico a bambini fragili inseriti nel progetto Varcare La Soglia. Si tratta di un momento di confronto importante per Marco.

ImpariAmo Insieme contrasta la povertà educativa dei bambini dello Zen intervenendo direttamente con i bambini, i loro genitori, le scuole e tutti i soggetti che possono avere un ruolo nel loro processo educativo. L’obiettivo principale è che i bambini pongano le basi per un percorso scolastico positivo e che le loro famiglie riconoscano e supportino l’istruzione dei loro figli.

Nel corso del laboratorio, gli operatori lavorano su due livelli:

  • Sfera familiare emotiva, relazionale e sistemica: gli operatori propongono attività e momenti di confronto per il rafforzamento dell’autostima e delle motivazioni dei bambini.
  • Potenziamento didattico e accesso ai servizi rivolti all’infanzia da parte delle famiglie: difficilmente i bambini del quartiere riescono ad accedere ad occasioni educative quali lo sport, il cinema, il teatro, etc..).

Il laboratorio “ImpariAmo Insieme” trasmette saperi e competenze curriculari e sviluppa metodologie laboratoriali innovative che, sempre all’interno dei saperi “tradizionali”, introducono strumenti capaci di favorire l’apprendimento.

La metodologia applicata mira al consolidamento delle competenze attraverso l’apprendimento in situazione, che prevede lo sviluppo non solo delle abilità didattiche ma soprattutto il potenziamento di competenze trasversali attraverso l’esperienza diretta di un determinato fenomeno, connettendo il sapere all’esperienza di vita e potenziando le risorse individuali del bambino e la sua motivazione ad apprendere. Per questo, l’apprendimento di temi trasversali (legalità, cittadinanza attiva e intercultura) avviene con la collaborazione di enti interni ed esterni al quartiere che, in rete, lavorano al consolidamento delle esperienze da apprendere.

In particolare, il laboratorio viene sviluppato in collaborazione con i militari dell’Arma dei Carabinieri, che partecipano attivamente alle attività di sostegno scolastico ed educative dei bambini, creando con loro una relazione stretta e mostrandosi come modelli positivi e capaci di decostruire l’immagine negativa che l’Arma ha all’interno del quartiere e nel percepito dei bambini.

Il gesto che stai per fare aiuterà centinaia di persone a ricevere il giusto sostegno per fare il primo passo per “uscire dalla povertà” e dal disagio.

Grazie al tuo sostegno aiuteremo queste famiglie con figli in stato di povertà. I servizi che stai aiutando a sostenere serviranno per aiutare nella ricerca di un lavoro dopo averlo perso, per riallacciare i legami familiari deteriorati dallo sconforto e dall’incertezza economica e sociale, per ritrovare speranza e opportunità nel rapporto con “l’altro” e con la collettività.

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