Gioia è sposata e ha tre figli, Rocco di 12 anni, Gianni di 11 e Ciro di 9 anni.  

Il marito di Gioia lavora e lei segue i figli accompagnandoli a tutte le attività che svolgono tra scuola e sport.
Arrotonda le entrate familiari vendendo carciofi arrostiti per strada e facendo lavori domestici nelle case di famiglie della zona.

È una madre estremamente attenta alle esigenze di tutti gli altri membri della famiglia, anche a costo di trascurare le proprie. Durante la giornata con sacrificio si dedica ad accompagnare i figli a scuola (con orari diversi), alle varie attività ludico-sportive e didattiche. 

“Mi credi a volte non ce la faccio più? Ma ce la devo fare per forza. I figli se si fanno si devono seguire

Gioia ha serie preoccupazioni sul proprio futuro economico perché le esigenze con tre figli sono molte. Lei e suo marito faticano a pagare le bollette, a comprare l’occorrente per la scuola, a fronteggiare alcuni segni di disagio psicologico nei bambini. 

Rocco, ad esempio, nonostante fosse sempre stato disciplinato e responsabile per la sua età, dopo il Covid non voleva più uscire di casa neanche per andare a scuola, piangeva disperato ogni mattina, si era chiuso in se stesso. 

Per molti mesi ha avuto una serie di paure che avevano su di lui un effetto paralizzante.  

Era terrorizzato dal Covid, dalla guerra scoppiata successivamente in Ucraina e viveva uno stato di impotenza, terrore e allerta continuo, temeva che qualcosa di brutto sarebbe capitato a sé e alla propria famiglia. 

Gianni presentava invece una scarsa capacità di memorizzazione e di comprensione del testo. 

Vorrei che i miei figli studiassero, anche un piccolo diploma se lo devono prendere, sennò non riesci a  fare niente

Gli educatori de l’Albero della Vita hanno accompagnato tutto il nucleo familiare nel riconoscimento delle proprie paure e nel percorso di normalizzazione necessario per recuperare la serenità. 

I bambini della famiglia frequentano le attività laboratoriali del progetto Varcare la Soglia de l’Albero della Vita. 

Rocco e Gianni nel gruppo 10-13 anni e Ciro nel gruppo 6-9 anni.  

Partecipano assiduamente alle attività e la mamma ci tiene molto che i figli siano coinvolti in attività di socializzazione 

Rocco, stimolato e accompagnato dagli educatori, ha avuto accesso gratuitamente a un percorso psicologico offerto dal Comune di Napoli che gli ha consentito di affrontare il suo disagio, riprendere la partecipazione alle attività del progetto Varcare la Soglia e, in contatto con gli insegnanti, recuperare una frequenza scolastica costante, con meno timori. 

Il momento più difficile è stato quando sono rimasta incinta del primo figlio

Tutto il nucleo, grazie a l’Albero della Vita, ha beneficiato del buono spesa mensile per l’acquisto di generi alimentari di prima necessità, della consegna di materiali per la scuola e i bambini avranno quest’anno la possibilità di fare attività sportive. 

All’educatrice Gioia ha raccontato:  

“Patrì ma poi chi ti aiuta? Se non ci stavate voi…”  

“Mi credi a volte non ce la faccio più? Ma ce la devo fare per forza. I figli se si fanno si devono seguire”.  

“Il momento più difficile è stato quando sono rimasta incinta del primo figlio. Mio marito non lavorava, non avevo casa, ho vissuto con mia mamma fino alla nascita dell’ultimo, nove anni fa. 

Mio marito poi ha iniziato a lavorare senza un contratto stabile, trascorreva dei periodi fuori casa anche di due o tre mesi, poi quattro anni fa si è sistemato. 

Allora abbiamo potuto avere casa nostra e la nostra autonomia familiare. 

Tutto questo è accaduto con tre bambini da seguire. Gli devi dare quello che gli devi dare”.

“Vorrei che i miei figli studiassero, anche un piccolo diploma se lo devono prendere, sennò non riesci a  fare niente”.

 

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