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17 Giugno 2026
Paola Maugeri ha visitato i progetti di Fondazione l’Albero della Vita in India per incontrare i bambini coinvolti nel programma di sostegno a distanza e conoscere da vicino l’impatto che istruzione, protezione e supporto alle famiglie possono avere nelle comunità più fragili.
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“Ogni bambino è una promessa di futuro: difenderlo significa difendere la vita stessa. L’infanzia è un tempio sacro, e il nostro compito è custodirlo con rispetto, amore e coraggio”. È in questo sguardo di Paola Maugeri, colmo di cura e responsabilità, che si ritrovano i valori condivisi della Fondazione l’Albero della Vita che, dal 2005, interviene in India attraverso un progetto di Sostegno a Distanza. Grazie al legame continuo e significativo tra donatore e bambino abbiamo migliorato concretamente la vita di oltre 10.000 bambini in condizioni di estrema povertà garantendo loro istruzione, cure mediche e alimentazione, e abbiamo raggiunto quasi 40.000 beneficiari indiretti.
Con una donazione di 26 euro al mese, puoi sostenere a distanza il futuro di un bambino o di una bambina in India, contribuendo ad assicurargli istruzione, supporto educativo, assistenza e nuove opportunità di crescita.
Puoi scegliere il percorso che preferisci:
Una volta attivato il sostegno e completato l’abbinamento, riceverai a casa e via email la foto e la storia del bambino. Nel corso dell’anno riceverai inoltre aggiornamenti, notizie, disegni e informazioni sul suo percorso di crescita.
Il sostegno a distanza non è una semplice donazione: è una relazione che si costruisce nel tempo e che permette di seguire concretamente l’impatto del proprio aiuto.
Hai domande o desideri maggiori informazioni? Contattaci senza impegno al 02 90751517 oppure scrivici su WhatsApp al +39 3297577399.
Questo viaggio mi ha cambiata. Ho visto con i miei occhi cosa significa il cambiamento quando qualcuno decide di investire su una persona. Fondazione l’Albero della Vita lo fa da vent’anni, con una cura e una concretezza che ho potuto toccare con mano. Il Sostegno a Distanza non è una donazione anonima: è una relazione. È scegliere un bambino, seguirlo, vederlo crescere. Torno a casa con il cuore più ricco e con una promessa: farò tutto il possibile perché questo progetto riceva il supporto che merita
La missione prende vita tra i vicoli stretti e fragili di uno dei più grandi slum di Calcutta, dove ogni centimetro è abitato e carico di vita, lo spazio vitale è quasi inesistente, la vita privata è collettiva per necessità. Le abitazioni sono stanze di pochi metri quadrati e durante i monsoni, le capanne di fango e lamiera si allagano. Grazie ai referenti locali della Fondazione l’arrivo di Paola si trasforma in un abbraccio, fatto di sorrisi sinceri e occhi pieni di curiosità. Da una parte le condizioni di vita dure, segnate da privazioni evidenti, dall’altra l’orgoglio luminoso dei bambini, che mostrano con entusiasmo i loro quaderni, i loro progressi, i piccoli grandi traguardi conquistati giorno dopo giorno. È un impatto emotivo profondo, che lascia Paola e chi è con lei senza parole.
Ma è nell’incontro con Sunita che tutto acquista un significato ancora più potente. Una storia di riscatto: Sunita un tempo beneficiaria del progetto, oggi insegnante, guida e punto di riferimento per altri bambini. La sua vita è la prova concreta che il Sostegno a Distanza non è solo aiuto, ma possibilità reale. Attraverso l’educazione, rompe catene invisibili, apre strade nuove e restituisce a questi bambini qualcosa di essenziale: la libertà di immaginare e costruire il proprio futuro.
Durante la missione Paola Maugeri visita anche il Day Care Center di Baruipur, un centro per bambini con disabilità fisiche e cognitive, molti affetti da paralisi cerebrale. Qui arrivano oltre 150 bambini con le loro mamme, alcune dopo viaggi di tre ore, per trovare ciò che spesso manca fuori: assistenza, istruzione e soprattutto una comunità.
In India la disabilità è ancora fortemente stigmatizzata,e molte madri vengono abbandonate. Il centro diventa così un luogo dove non sentirsi sole, imparare a prendersi cura dei propri figli e condividere ogni piccolo progresso.
È qui che Paola incontra Shanu, un bambino che cammina grazie a una protesi ma che colpisce soprattutto per la sua forza e determinazione. Guardandolo, Paola racconta: “La cosa che più mi ha colpita è il suo orgoglio mentre mi mostrava quanto sono forti le sue braccia”.
Mentre Shanu fa fisioterapia, sua madre segue un corso di sartoria, pensato per offrire autonomia economica alle donne, permettendo loro di lavorare senza allontanarsi dai figli.
Paola incontra anche le allieve dei corsi di sartoria ed estetica. L’incontro si trasforma in un momento intimo: le donne decorano le sue mani con l’henné, condividendo storie ed emozioni oltre ogni distanza.
È così che accade quando il gruppo raggiunge uno dei 23 centri per l’apprendimento pomeridiano che la Fondazione gestisce in India, spazi dove i bambini, dopo la scuola tradizionale, trovano insegnanti, risposte, e un luogo in cui dare un nome alle proprie emozioni.
Non tutti i momenti più forti fanno rumore. Alcuni arrivano piano, quasi senza farsi notare.
I bambini sono nel cortile quando arrivano Paola e il gruppo. Stanno recitando in coro i versi di una poesia, guidati con una naturalezza disarmante da una ragazza di tredici anni di nome Nilima. Prima di entrare all’interno, uno alla volta, ogni bambino si ferma davanti a lei e scambia un gesto gentile: un abbraccio, un battito di mani, un piccolo rituale quotidiano che sa di cura.
Poi il silenzio.
I bambini si siedono, meditano. E Paola, senza pensarci, si unisce a loro. In quel momento tutto si ferma: il viaggio, i pensieri, le emozioni. Resta solo la presenza.
Nilima è ancora una bambina, eppure crea spazio per gli altri come farebbe un adulto.
È lì che qualcosa si compie davvero: quando chi è stato aiutato diventa, a sua volta, guida.
Il viaggio di Paola porta il gruppo dall’intensità di Calcutta alle distese dell’Assam, dove le famiglie delle piantagioni di tè affrontano mesi di inverno senza lavoro né salari. La Fondazione interviene offrendo strumenti e formazione per la produzione dei tessuti tradizionali assamesi: un’alternativa economica concreta che garantisce un reddito indipendente dalle stagioni e restituisce dignità alle donne.
La missione della Fondazione in Assam non è solo educativa o economica: è un impegno a costruire autonomia, resilienza e opportunità per chi vive in isolamento e difficoltà.
In Assam tutto sembra più leggero: il verde infinito, l’aria pulita, la natura che respira. Ma sotto questa bellezza si nasconde una fragilità profonda. Quando le piantagioni si fermano, si ferma anche la vita.
E allora sono le mani delle donne a cambiare il destino.
Tra telai e fili di cotone nasce una possibilità nuova: un lavoro che non dipende dalle stagioni, un reddito che restituisce dignità. Paola sta accanto a loro, osserva, prova. E capisce. Capisce che creare è resistere. Che intrecciare fili è, in fondo, intrecciare futuro anche nei luoghi più isolati.
Il viaggio di Paola Maugeri ha mostrato come istruzione, assistenza e vicinanza possano cambiare concretamente il futuro di un bambino. Richiedi informazioni su quale bambino potresti accompagnare nella crescita.
Vivere il Sostegno a Distanza di Fondazione l’Albero della Vita attraverso gli occhi e la sensibilità di Paola Maugeri è un’esperienza di rara potenza. In India, insieme a Paola e al nostro staff, abbiamo toccato con mano come un gesto di solidarietà costante possa trasformarsi in radici profonde per centinaia di famiglie e per interi villaggi. La missione di Paola non è stata solo un viaggio. La sua presenza sul campo si è trasformata in una cassa di risonanza che ha dato voce e dignità a tanti bambini. Insieme abbiamo dimostrato quanto il Sostegno a Distanza possa essere potente, non solo per chi riceve, ma anche per chi dà
Chi orienta il nostro lavoro
Chi sono i beneficiari dei nostri interventi
l’Albero della Vita si dedica alla protezione, educazione e sviluppo dei minori in situazioni di vulnerabilità. Attraverso programmi educativi, scolastici e di accoglienza, lavora per migliorare le loro condizioni di vita e offrirgli opportunità di crescita personale e sociale. Le famiglie che si trovano in difficoltà economiche o sociali ricevono supporto attraverso progetti di inclusione sociale, assistenza e formazione, con l’obiettivo di creare un ambiente più stabile e favorevole per la crescita dei loro figli.
Chi collabora con noi
La Fondazione l’Albero della Vita collabora con istituzioni pubbliche che forniscono supporto finanziario e logistico, organizzazioni non governative e enti no-profit per progetti congiunti, scuole e università per programmi educativi, aziende private che offrono donazioni e volontariato aziendale ed esperti e professionisti che forniscono supporto specialistico.
Chi ci sostiene
La Fondazione l’Albero della Vita è sostenuta da una rete di partner e donatori che contribuiscono con risorse finanziarie, materiali, competenze e volontariato. Tra questi vi sono istituzioni pubbliche (ministeri, regioni, comuni), aziende private (sponsorizzazioni, donazioni, responsabilità sociale d’impresa), fondazioni e enti filantropici, ONG e enti no-profit che collaborano in progetti congiunti, scuole e istituti educativi che partecipano ai programmi formativi, volontari e cittadini che offrono tempo e risorse e donatori privati che contribuiscono economicamente.
Il miglioramento per ogni bambino nasce dalla domanda: come possiamo vedere, credere e sperare in un futuro migliore? Qual è la tua?