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Pedagogia per il Terzo Millennio

Pedagogia per il Terzo Millennio2017-01-27T10:43:00+00:00

Il Metodo “Pedagogia per il Terzo Millennio” (PTM), ideato da Patrizio Paoletti e da un’équipe di professionisti provenienti da differenti ambiti competenziali, ha come fine elaborare e selezionare idee e strumenti atti a favorire lo sviluppo delle potenzialità umane.

PTM è un sistema pedagogico la cui incisività è avvalorata dai risultati delle ricerche psicologiche svolte con l’Università di Padova, neuro scientifiche con le Università Bar Ilan e La Sapienza di Roma, condotte sulle differenti applicazioni del metodo, in particolare sulla formazione in classe a docenti, educatori e genitori provenienti da diversi contesti sociali e culturali.

L’incontro con la PTM mira all’incremento delle capacità relazionali, progettuali e operative nei contesti di intervento sociale lavorando in particolare con gli staff al fine di imparare a:

  • rappresentarsi correttamente gli eventi in corso
  • prefigurare con esattezza il proprio ruolo e rivestirlo con indipendenza e competenza
  • cambiare in un mondo che cambia
  • adeguarsi alla velocità richiesta dal cambiamento stesso
  • manifestare la necessaria resilienza/flessibilità che il cambiamento richiede

Fondazione Patrizio Paoletti - L'Albero della Vita

Il Partner pedagogico de L’Albero della Vita è la Fondazione Patrizio Paoletti. La Fondazione Paoletti nasce ad Assisi all’alba del Terzo Millennio, per volontà di Patrizio Paoletti che, sensibile alle tematiche dell’educazione e dello sviluppo, riunisce attorno a sé un gruppo di pedagogisti, psicologi, sociologi, ma anche manager ed imprenditori da tempo sensibili all’idea di educazione come atto comunicativo. Attiva nei campi della ricerca, dell’educazione e della didattica, la Fondazione promuove il benessere sociale e i diritti dell’infanzia.

Imparare ad Imparare

Per Pedagogia per il Terzo Millennio il ruolo dell’educazione è quello di sostenere il naturale desiderio di imparare, presente in ogni bambino e in ogni uomo. Il primo compito dell’educatore è quindi quello di emanare il desiderio di conoscere e a tal fine viene sostenuto attraverso la formazione alle idee-strumento di Osservazione, Mediazione, Traslazione e Normalizzazione secondo il metodo PTM.

Approcci

Approccio partecipativo

Vuol dire stimolare il più possibile e riconoscere l’iniziativa delle persone in quanto migliori conoscitori dei propri bisogni, capacità, aspirazioni, e prerogative. È un approccio che mira a facilitare la conoscenza più profonda del potenziale che ciascuno ha dentro di sé e che può esprimere, attraverso un primo momento di ascolto da parte dei soggetti e un secondo momento di riconoscimento degli spazi di espressione.

Approccio sui diritti dell’infanzia

L’Albero della Vita nel proprio lavoro quotidiano fa riferimento alla Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC), promuovendo in ogni intervento i diritti e le opportunità dei bambini e degli adolescenti. Operare con questo approccio significa da un lato mettere il bambino al centro e dall’altro ascoltarlo, riconoscendolo come soggetto in grado di formarsi ed esprimere opinioni, di partecipare ai processi decisionali ed influenzare la presa di decisioni.

Approccio qualitativo

Un aspetto misurabile, che racconta di come i progetti abbiano favorito dei processi più qualitativi, più efficienti, più capaci di rispondere ai bisogni. L’Albero della Vita è interessata a fare in modo che il suo lavoro raggiunga il massimo risultato possibile, con il migliore dei processi che si possa mettere in campo, utilizzando strumenti efficaci e strumenti di valutazione che aiutano a vedere effettivamente qual è stato l’impatto del suo lavoro.

Approccio preventivo

Significa dare sempre massima attenzione e priorità alla conoscenza dei fenomeni che stanno alla base delle problematiche che coinvolgono i bambini e ragazzi, per anticipare i fenomeni e puntare sulla prevenzione come caratteristica dell’intervento educativo, educando alla consapevolezza dei comportamenti, lavorando sull’empowerment dei bambini e delle famiglie. In altre parole, agire per migliorare il futuro di questi bambini in modo strutturale e non solo nel qui ed ora.

Approccio sistemico

Inquadrare i soggetti a cui rivolgiamo i nostri interventi sociali facendo riferimento ai sistemi in cui l’individuo si muove, cercando quindi di non guardarlo slegato dal proprio contesto quotidiano, ma di tenere in considerazione anche il suo sistema di relazioni nel senso più integrato e ampio possibile: quello familiare in primis, ma anche quello scolastico, lavorativo, politico e del quartiere in cui vive.

Approccio di prossimità e coesione sociale

Ripartire dai territori, dai luoghi del bisogno, per porre primariamente il bambino, il ragazzo, la famiglia ed in generale il beneficiario al centro, considerandolo come risorsa ancor prima che come portatore di specifiche problematicità e quindi coinvolgendolo in maniera diretta come agente di cambiamento per sé e per il contesto territoriale di appartenenza.

Approccio interculturale

Intercultura intesa come area di scambio di identità, culture, persone, dove mettere in contatto ed interazione differenze e somiglianze, al fine di raggiungere il miglior risultato possibile per tutti. Un approccio basato sul confronto di concetti, pensieri, valori dove al centro è posto il bambino nella propria completezza a prescindere dal luogo o cultura di provenienza.