La storia di Maria: cercavo di non fare pesare ai miei figli il disagio

La storia di Maria: cercavo di non fare pesare ai miei figli il disagio2017-05-09T08:19:33+00:00

REALIZZAI CHE NON ERA VERO CHE NON SAPEVO FARE NIENTE, SEMPLICEMENTE, NEL CORSO DELLA MIA VITA, MI ERO ARRESA DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ

“Sono mamma di 4 bambini. Uno, il più grande, avuto da una relazione passata, gli altri 3 dal mio attuale compagno.
Conosco il Programma per Varcare La Soglia da 2 anni, ormai volontari e operatori sono come una famiglia per me.
Mi hanno aiutata e mi aiutano davvero tanto, non soltanto grazie al paniere che donano ogni mese, ma anche perché con loro sono riuscita a ripercorrere diverse tappe della mia vita che, nel bene e nel male, hanno fatto di me la donna che sono oggi.
Ogni volta che mi sento giù ricordo tutto quello che di difficile ho passato e guardo quello che ho oggi: non è molto, ma è il mio piccolo risultato ottenuto con tanta fatica.

Anni fa, il mio primo marito fu arrestato e mi ritrovai sola e davvero in enorme difficoltà.
Mi rifugiai allo Zen, dove incontrai il mio attuale compagno, ma nonostante avessi lui con me mi ritrovai a vivere per mesi, con i bambini piccoli, in un garage, privo di tutto, persino dei servizi igienici. Non potrò mai dimenticare quel periodo: avevo un secchio per WC e cercavo di non fare pesare ai miei figli il disagio che vivevamo, ma era evidente che non potevamo più vivere in quelle condizioni.

Ogni sera preparavo pane duro con il latte pur di far cenare i miei figli, chiedevo cibo a chiunque conoscessi e non me ne sono mai vergognata. Finché un giorno io e Raffaele decidemmo di sfondare la porta di una casa e andare a vivere lì: una soluzione illegale, lo so, ma l’unica che, in quel momento di disperazione, avrebbe garantito un tetto sicuro ai miei 4 figli.
Dopo poco tempo, però, mio marito fu arrestato e condannato agli arresti domiciliari: mi sembrò di ripiombare nell’inferno, sempre la stesa storia, sempre continue difficoltà.

Guardavo i miei figli e mi chiedevo se quella potesse essere la vita che si meritavano.

Fu in quel periodo che conobbi il Programma per Varcare La Soglia. All’inizio non sapevo bene cosa dovessi fare per aderire, ma soprattutto mi chiedevo perché avrei dovuto affrontare dei colloqui con persone che non conoscevo, raccontare loro la mia vita, le mie difficoltà. Poi però pensai che non avevo nulla da perdere nel conoscere nuove persone, frequentare nuovi posti…e fu così che entrai per la prima volta al Centro dello Zen.

Gli operatori mi chiesero cosa sapessi fare ed io di getto risposi: “Io?….Io non so fare niente! Non ho mai fatto niente!”. Spiegai velocemente la mia situazione e dissi che avevo l’urgenza di trovare un lavoro.

Per la prima volta nella mia vita sentii parlare del Curriculum Vitae e incuriosita da quello strumento, accettai la loro proposta di provare a compilarlo. Ancora lo ricordo: era un bel pomeriggio di maggio e insieme ai volontari di Varcare La Soglia, con un po’ di coraggio e tanta pazienza, iniziai a compilare il mio primo cv.

Mi sembrò di tornare indietro nel tempo, avevo completamente dimenticato cose fatte in passato e per certi versi fu bello ripercorre la mia storia. Mano a mano che il curriculum prendeva forma mi riconoscevo abilità e competenze quasi dimenticate.
Realizzai che non era vero che non sapevo fare niente, semplicemente, nel corso della mia vita, mi ero arresa di fronte alle difficoltà.

Ripensando a quel pomeriggio mi si riempiono ancora gli occhi di lacrime, perché fu proprio in quel momento che capii che “guardarsi indietro” può essere molto doloroso, ma serve a ritrovare una parte di te che non avevi mai considerato, una parte forte, capace di adattarsi a qualsiasi situazione, una parte volenterosa e determinata.

Ho ritrovato la “vecchia” Maria, quella che ha la forza di andare avanti, quella che sa fare tante cose e che può farne ancora di più.

Da quell’incontro iniziai a frequentare il programma assiduamente, perché mi piace sperimentare cose nuove, come per esempio il percorso di aiuto alla genitorialità proposto da “Genitori Capaci”. Grazie a questo percorso ho infatti capito tante cose sul mio modo di essere madre e sull’educazione migliore da dare ai miei figli. Per questo li ho inseriti nelle attività dei laboratori per i bambini: mi sento molto sicura a lasciarli in un posto dove tante persone in gamba sanno seguire i più piccoli, li aiutano a fare i compiti e giocano con loro…insomma, li fanno stare bene!

Ad oggi sto cercando lavoro attraverso gli annunci su Internet, perché gli operatori che mi seguono mi hanno anche insegnato come inviare una candidatura online, come affrontare un colloquio e come richiedere dei documenti utili per l’inserimento lavorativo.

Aspetto le risposte da alcuni panifici che cercano personale, speriamo che vada tutto bene!

Se qualcuno mi chiedesse cosa è cambiato nella mia vita, risponderei senza dubbio: la fiducia in me stessa. Ora ce l’ho.”

Tantissime persone vivono la loro quotidianità credendo di non poter fare più niente per cambiare la propria vita e quella dei propri figli.

Noi abbiamo dato fiducia a Maria. Vuoi farlo anche tu?

Il gesto che stai per fare aiuterà centinaia di persone a ricevere il giusto sostegno per fare il primo passo per “uscire dalla povertà” e dal disagio.

Grazie al tuo sostegno aiuteremo queste famiglie con figli in stato di povertà. I servizi che stai aiutando a sostenere serviranno per aiutare nella ricerca di un lavoro dopo averlo perso, per riallacciare i legami familiari deteriorati dallo sconforto e dall’incertezza economica e sociale, per ritrovare speranza e opportunità nel rapporto con “l’altro” e con la collettività.

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