La storia di Rino: mi sentivo in un tunnel di disperazione

La storia di Rino: mi sentivo in un tunnel di disperazione 2017-05-09T08:19:06+00:00

AL CENTRO MI HANNO RESTITUITO FIDUCIA E SPERANZA NELLE MIE CAPACITÀ

“Sono arrivato a Milano da un piccolo paesino della Puglia nel 2013, insieme a mia moglie Caterina e a nostro figlio Marco, nella speranza di trovare “al Nord” un futuro migliore per la nostra famiglia. Non avevamo grosse pretese: volevamo soltanto trovare un lavoro stabile, una casa dignitosa e offrire a nostro figlio la possibilità di costruirsi un “domani” di speranza e opportunità.

Nonostante le prime difficoltà di vivere in una grande città, in un ambiente nuovo senza i nostri genitori e senza l’aiuto di nessuno, nel giro di poche settimane ho trovato lavoro come operaio in un’azienda di moto, mentre Caterina si arrangiava come poteva con piccoli lavori di pulizia presso condomini e case di privati. Era senz’altro faticoso e i sacrifici erano tanti, ma piano piano avevamo trovato il nostro equilibrio ed eravamo anche riusciti a iscrivere Marco all’asilo.

La crisi però ha colpito anche l’azienda in cui lavoravo: ero uno degli ultimi arrivati, quindi uno dei primi a essere lasciato a casa. Era il 31 dicembre 2015, un giorno di festa, ma per noi non c’era più niente da festeggiare.

Mi sentivo perso e non facevo altro che chiedermi che fine avrebbe fatto la nostra famiglia, come avremmo potuto pagare l’affitto della casa, le bollette, l’asilo di Marco. Mia moglie guadagnava poco e l’unica vera garanzia per la mia famiglia era il mio stipendio. Mi sono ritrovato in un tunnel di disperazione, vedevo tutto nero, mi ero persino pentito di aver lasciato la mia terra e aver costretto Caterina e Marco a seguirmi.

Poi un giorno, era marzo, un mio ex collega -disoccupato come me- mi parlò di Varcare La Soglia. Tornato a casa mi confrontai con Caterina e insieme decidemmo che, vista la situazione, non avevamo nulla da perdere. Superai la diffidenza e il mio carattere chiuso e testardo, mi feci coraggio e andai al Centro, dove trovai persone meravigliose, alle quali raccontai le mie difficoltà. Mi inserirono nelle liste delle famiglie in difficoltà a cui donare il paniere pieno di ogni ben di dio: pasta, pane, olio, riso, latte…erano ormai mesi che nella nostra casa non si vedeva tanto cibo e non ci si permetteva più il lusso di mangiare due volte al giorno!

La cosa più importante, però, è che grazie al sostegno psicologico sono riuscito a capire che non era tutto perduto e che non ero un uomo fallito. Con il giusto aiuto, infatti, avrei potuto rimettere in piedi tutto quello che era andato in pezzi. Non sarebbe stato semplice, non sarebbe stato veloce, ma dovevo provarci. Ecco la cosa di cui più sono riconoscente agli operatori del Centro che mi hanno accolto con un sorriso: loro mi hanno restituito fiducia e speranza nelle mie capacità, ma soprattutto mi hanno insegnato a rimettermi in gioco, a rialzarmi sempre, anche dopo le cadute più dolorose.

Nel corso dei mesi ho scritto il mio cv e l’ho inviato a diverse aziende di Milano e ora sono in attesa di risposta: spero davvero che tutto vada bene! Nel frattempo, gli operatori hanno fatto la domanda di richiesta di aiuto per le famiglie in difficoltà per la mia famiglia al Comune, così da avere un aiuto in più per la retta dell’asilo di Marco e per l’affitto della casa. Ma tutto questo non mi spaventa più: ora so che le difficoltà vanno affrontate tenacia e determinazione, senza buttarsi giù, senza pensare che sia tutto finito e che non esista una soluzione.

Ho avuto il coraggio di lasciare il mio paese, i miei affetti, di cominciare una nuova vita in una nuova città senza l’aiuto di nessuno: perché mai non dovrei riuscire, adesso, a ricostruire la mia vita?

Sarò grato per sempre alle persone che mi hanno aiutato e che ancora oggi mi seguono al Centro, perché mi hanno insegnato a guardare la vita da un altro punto di vista. E questa è una cosa che insegnerò a mia volta a Marco, perché diventi un uomo capace di non abbattersi e di riconoscere che nella vita, per ogni difficoltà, c’è sempre un’opportunità”.

Ci sono persone che per rialzarsi dalle cadute più brutte hanno bisogno della mano di tutti.

Noi abbiamo dato fiducia a Rino. Vuoi farlo anche tu?

Il gesto che stai per fare aiuterà centinaia di persone a ricevere il giusto sostegno per fare il primo passo per “uscire dalla povertà” e dal disagio.

Grazie al tuo sostegno aiuteremo queste famiglie con figli in stato di povertà. I servizi che stai aiutando a sostenere serviranno per aiutare nella ricerca di un lavoro dopo averlo perso, per riallacciare i legami familiari deteriorati dallo sconforto e dall’incertezza economica e sociale, per ritrovare speranza e opportunità nel rapporto con “l’altro” e con la collettività.

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  • Supporto psicologico per chi è costretto ad affrontare situazioni troppo complicate.
  • Formazione e orientamento al lavoro per chi lo ha perso.
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