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Da bambino sostenuto a coordinatore in India, Bindusewar racconta come il sostegno a distanza gli ha cambiato la vita per sempre.
C’è un momento nella vita in cui tutto può cambiare.
Per Bindusewar Beshra, quel momento è arrivato quando, da bambino, ha ricevuto il sostegno a distanza di Fondazione L’Albero della Vita.
Bindusewar è cresciuto in una famiglia numerosa e povera in India. I suoi genitori lavoravano duramente, ma il loro reddito era instabile e insufficiente per garantire ai cinque figli tutto ciò di cui avevano bisogno.
Quando la scuola che frequentava – la St. Paul School, oggi Mount Carmel – lo segnalò come bambino bisognoso, Bindusewar fu inserito nel programma di Sostegno a Distanza promosso da L’Albero della Vita.
Da quel momento, la sua vita cambiò.
Il sostegno mi ha permesso di continuare a studiare, di avere i libri, il materiale scolastico e le cure di cui avevo bisogno. È stato come ricevere una benedizione
Bindu
Grazie all’aiuto dei donatori, completò gli studi fino al diploma, vivendo per anni nel convitto della scuola. Quando finì la scuola superiore, però, la strada sembrava di nuovo incerta: non aveva più un aiuto economico per proseguire all’università.
Eppure, Bindusewar non si arrese.
Continuò a frequentare la scuola, aiutando i padri con piccoli lavori. Dopo qualche mese, gli venne offerta una prima occasione: lavorare come rilevatore per un progetto di allevamento sostenuto da Fondazione L’Albero della Vita. Con la piccola retribuzione che riceveva, riuscì a iscriversi a un corso universitario a distanza.
Nel 2014 arrivò la svolta: gli fu proposto di entrare ufficialmente nel programma di Sostegno a Distanza (SAD) come assistente di monitoraggio sul campo.
«Era la mia prima vera opportunità. Vivevo in una zona dove l’unico lavoro possibile era quello nei campi da tè, ma grazie a quel progetto ho potuto costruirmi un futuro diverso.»
L’anno successivo, il progetto SAD passò sotto la gestione dell’organizzazione Rural Aid, e Bindusewar venne assunto come assistant project co-ordinator. Da allora non si è più fermato.
Ha conseguito una laurea in Lettere presso l’Indira Gandhi National Open University e oggi è un punto di riferimento per i bambini e le famiglie coinvolte nel programma.
«Quando guardo indietro, capisco quanto sia stato fondamentale l’aiuto ricevuto da bambino. Senza quel sostegno, non sarei qui oggi.
Mi ha insegnato il valore dell’istruzione, della fiducia e della speranza.
Ora cerco di trasmettere lo stesso messaggio ai bambini che incontro: non smettete mai di studiare, anche se la vita è difficile.
L’educazione è la scala che può portarvi in alto, dove meritate di essere.»
Oggi Bindusewar è un giovane uomo che lavora per dare agli altri la stessa possibilità che ha cambiato la sua vita.
Una storia di ritorno, di gratitudine e di futuro: perché chi è stato aiutato, a sua volta diventa capace di aiutare.
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Chi orienta il nostro lavoro
Chi sono i beneficiari dei nostri interventi
l’Albero della Vita si dedica alla protezione, educazione e sviluppo dei minori in situazioni di vulnerabilità. Attraverso programmi educativi, scolastici e di accoglienza, lavora per migliorare le loro condizioni di vita e offrirgli opportunità di crescita personale e sociale. Le famiglie che si trovano in difficoltà economiche o sociali ricevono supporto attraverso progetti di inclusione sociale, assistenza e formazione, con l’obiettivo di creare un ambiente più stabile e favorevole per la crescita dei loro figli.
Chi collabora con noi
La Fondazione l’Albero della Vita collabora con istituzioni pubbliche che forniscono supporto finanziario e logistico, organizzazioni non governative e enti no-profit per progetti congiunti, scuole e università per programmi educativi, aziende private che offrono donazioni e volontariato aziendale ed esperti e professionisti che forniscono supporto specialistico.
Chi ci sostiene
La Fondazione l’Albero della Vita è sostenuta da una rete di partner e donatori che contribuiscono con risorse finanziarie, materiali, competenze e volontariato. Tra questi vi sono istituzioni pubbliche (ministeri, regioni, comuni), aziende private (sponsorizzazioni, donazioni, responsabilità sociale d’impresa), fondazioni e enti filantropici, ONG e enti no-profit che collaborano in progetti congiunti, scuole e istituti educativi che partecipano ai programmi formativi, volontari e cittadini che offrono tempo e risorse e donatori privati che contribuiscono economicamente.
Il miglioramento per ogni bambino nasce dalla domanda: come possiamo vedere, credere e sperare in un futuro migliore? Qual è la tua?