Simona, madre coraggiosa, trova sostegno per sé e il figlio sordo grazie al programma “Varcare la Soglia” della Fondazione
Quando parlammo con Simona per la prima volta durante il colloquio ci disse che lei non aveva bisogno di supporti materiali e non voleva “chiedere” nulla, le bastava sapere di poter portare suo figlio Elia per le attività laboratoriali e di doposcuola.
Aveva sentito parlare delle nostre attività dalla mamma di un compagno di scuola di suo figlio già inserita nel nostro programma “Varcare La Soglia”.
Cerco un posto dove lui possa stare con altri bambini, divertirsi e studiare, perché vorrei che non frequentasse soltanto il centro con altri bambini sordi che ha frequentato fino ad oggi, ma possa avere l’opportunità di conoscere anche bambini “normali
Simona, durante il nostro primo incontro con lei
Decidemmo di fare una prova, invitando Elia a frequentare il laboratorio e il doposcuola. Fummo subito colpiti dalla sua allegria e dalla sua capacità espressiva. Nel giro di pochi incontri Elia aveva già fatto amicizia con tutti i bambini del nostro spazio e aveva sempre in mente mille giochi da fare insieme a loro.
Iniziammo a conoscere Elia e Simona e ad aver bisogno del nostro intervento non era solo il bambino ma anche la mamma che, contrariamente a quanto ci aveva dichiarato al primo incontro, aveva bisogno anche di un supporto “materiale”: non aveva un lavoro, un alloggio e necessitava la fornitura dei beni di prima necessità per sé e per Elia.
Elia aveva solo 1 anno quando Simona iniziò a preoccuparsi perché il suo bimbo non aveva uno sviluppo del linguaggio come i suoi coetanei. Non emetteva i classici versetti, i gorgoglii e le prime sillabe. I suoi familiari sminuivano la sua preoccupazione dicendole che il bambino era troppo piccolo per parlare e che probabilmente avrebbe dovuto aspettare che diventasse un po’ più grande.
Ma il suo intuito di mamma le diceva che c’era qualcosa che non andava.
Iniziò a stimolare il suo bambino, ad osservarlo per cercare di raccogliere dei dati per capire quale fosse il problema, finché un giorno capì che il suo bambino non riusciva a sentirei rumori.
Decise portare Elia da un medico che confermò la sua paura: Elia era sordo al 100% e non si poteva intervenire in alcun modo. Al sentire quelle parole Simona iniziò a gridare e si arrabbiò moltissimo, sfogando tutta la sua rabbia e paura sul medico che le aveva appena comunicato la diagnosi.
Simona fatica ad accettare la realtà.
Un giorno, un forte dolore allo stomaco la costringe ad andare in ospedale per un controllo. Durante l’attesa le si avvicina un signore che le consegna un volantino che sponsorizzava una prova gratuita dell’udito. In Simona si riaccende la speranza . Elia viene sottoposto a una seconda visita medica: la nuova diagnosi smentisce la sordità totale e si prospetta una nuova possibilità: Elia avrebbe potuto frequentare una scuola apposita per bambini con deficit uditivo e utilizzare un apposito apparecchio. Il tutto in una città lontano da dove vivevano.
Non mi interessa quanto è lontano, dimmi dove devo andare e io porterò Elia.
Simona reagisce immediatamente così alla notizia.
Elia frequentò il centro dai due agli otto anni.
Simona ha vissuto in tutti questi anni per suo figlio: i pochi soldi guadagnati con lavori saltuari venivano utilizzati per la sua educazione. Oggi il percorso di Elia non si è interrotto: continua ad avere un sostegno educativo/scolastico ma è perfettamente integrato nella sua realtà.
Noi aiutiamo questa mamma coraggiosa, con un sostegno di tipo genitoriale, un orientamento al lavoro ma anche un sostegno alimentare orientato che permetta al nucleo familiare di disporre di beni di prima necessità fondamentali.
La tua donazione aiuterà centinaia di persone
Grazie al tuo sostegno aiuteremo queste famiglie con figli in stato di povertà. I servizi che stai aiutando a sostenere serviranno per aiutare nella ricerca di un lavoro dopo averlo perso, per riallacciare i legami familiari deteriorati dallo sconforto e dall’incertezza economica e sociale.
l’Albero della Vita promuove la consapevolezza di bambini e adulti sulla propria individualità, potenziale e capacità relazionale in contesti familiari, scolastici e comunitari. Adottando la Pedagogia per il Terzo Millennio, diffonde strumenti per “educarsi a educare”, stimolando il miglioramento personale e sociale. Attraverso progetti educativi, di sviluppo sociale, accoglienza e campagne di sensibilizzazione, la fondazione si impegna quotidianamente con bambini, ragazzi, comunità e famiglie, mirando a trasformare il disagio in opportunità di sviluppo sociale e progresso umano.
Chi sono i beneficiari dei nostri interventi
l’Albero della Vita si dedica alla protezione, educazione e sviluppodei minori in situazioni di vulnerabilità. Attraverso programmi educativi, scolastici e di accoglienza, lavora per migliorare le loro condizioni di vita e offrirgli opportunità di crescita personale e sociale. Le famiglie che si trovano in difficoltà economiche o sociali ricevono supporto attraverso progetti di inclusione sociale, assistenza e formazione, con l’obiettivo di creare un ambiente più stabile e favorevole per la crescita dei loro figli.
Chi collabora con noi
La Fondazione l’Albero della Vita collabora con istituzioni pubbliche che forniscono supporto finanziario e logistico, organizzazioni non governative e enti no-profit per progetti congiunti, scuole e università per programmi educativi, aziende private che offrono donazioni e volontariato aziendale ed esperti e professionisti che forniscono supporto specialistico.
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Mai smettere di farsi domande
Il miglioramento per ogni bambino nasce dalla domanda: come possiamo vedere, credere e sperare in un futuro migliore? Qual è la tua?