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In Italia il 78% delle persone conosce il lascito solidale, ma oltre la metà non sa ancora come realizzarlo. I nuovi dati 2026, i falsi miti da superare e la storia di Maria raccontano come una scelta personale possa continuare a generare valore nel tempo.
Il lascito solidale è sempre più conosciuto dagli italiani, ma sapere che esiste non significa necessariamente sapere come funziona, cosa si può lasciare o come vengono tutelati i propri cari.
La nuova ricerca realizzata da Walden Lab per il Comitato Testamento Solidale, presentata in occasione della Giornata Internazionale del Lascito Solidale, racconta proprio questa distanza tra conoscenza e informazione concreta.

Il dato più interessante è forse questo: la conoscenza cresce più velocemente della familiarità con gli aspetti pratici. Oggi il 78% degli italiani conosce il lascito solidale, ma il 52% si sente poco o per nulla informato su come realizzarlo. Tra gli over 50, il 23% lo ha già previsto o lo prenderebbe in considerazione: quasi il doppio rispetto al 2018.
La crescita della conoscenza non ha ancora cancellato alcuni dubbi e convinzioni molto diffuse.

La ricerca mostra che il 40% degli italiani pensa ancora che il lascito riguardi soprattutto chi non ha figli, mentre il 32% lo associa a chi possiede grandi patrimoni, ma la percezione sta cambiando: oggi il 28% ritiene che possa essere una scelta per tutti.
La ricerca racconta la generosità soprattutto come presenza, ascolto e cura: per il 47% degli italiani, il gesto che la rappresenta meglio è il tempo dedicato agli altri. È da questa idea che nasce l’“Effetto Domino” scelto dal Comitato Testamento Solidale per il 2026: un gesto può generarne un altro e continuare a produrre valore nel tempo.
La storia di Maria mostra cosa succede quando questo effetto domino diventa concreto.

Maria aveva figli e nipoti, era attiva nel volontariato e cercava un progetto concreto da sostenere. Conobbe Fondazione l’Albero della Vita grazie a La Rondine, il progetto di accoglienza per mamme sole e i loro bambini.
Volle conoscerlo da vicino. Incontrò Lucia, una mamma accolta con i suoi due bambini, iniziò a coinvolgere amici e colleghi e organizzò una raccolta fondi. Un giorno ci chiese:
“Cosa posso fare d’altro per esservi di aiuto?”
Da quella domanda nacque anche una conversazione sul testamento solidale: sulla tutela degli eredi e sulla possibilità di destinare liberamente una parte del proprio patrimonio a una causa importante.
Qualche tempo dopo perdemmo i contatti con Maria, poi arrivò il suo ultimo messaggio: il testamento, con cui aveva scelto di destinare il proprio lascito a La Rondine.
Oggi uno degli appartamenti del progetto porta il suo nome.

La Rondine accompagna mamme sole e i loro bambini verso autonomia, serenità e indipendenza. Un lascito può diventare un luogo sicuro in cui vivere, un percorso educativo, sostegno per una mamma e nuove opportunità per i suoi bambini.
È qui che l’Effetto Domino smette di essere una metafora.
Fare testamento è una scelta personale. Il primo passo è semplicemente informarsi.
Nella nostra guida gratuita trovi informazioni sulle forme di testamento, sulla quota disponibile, sulla tutela dei propri cari e su come indicare correttamente Fondazione l’Albero della Vita.
Vuoi prima capire meglio come funziona? → Leggi la guida al testamento solidale
Chi orienta il nostro lavoro
Chi sono i beneficiari dei nostri interventi
l’Albero della Vita si dedica alla protezione, educazione e sviluppo dei minori in situazioni di vulnerabilità. Attraverso programmi educativi, scolastici e di accoglienza, lavora per migliorare le loro condizioni di vita e offrirgli opportunità di crescita personale e sociale. Le famiglie che si trovano in difficoltà economiche o sociali ricevono supporto attraverso progetti di inclusione sociale, assistenza e formazione, con l’obiettivo di creare un ambiente più stabile e favorevole per la crescita dei loro figli.
Chi collabora con noi
La Fondazione l’Albero della Vita collabora con istituzioni pubbliche che forniscono supporto finanziario e logistico, organizzazioni non governative e enti no-profit per progetti congiunti, scuole e università per programmi educativi, aziende private che offrono donazioni e volontariato aziendale ed esperti e professionisti che forniscono supporto specialistico.
Chi ci sostiene
La Fondazione l’Albero della Vita è sostenuta da una rete di partner e donatori che contribuiscono con risorse finanziarie, materiali, competenze e volontariato. Tra questi vi sono istituzioni pubbliche (ministeri, regioni, comuni), aziende private (sponsorizzazioni, donazioni, responsabilità sociale d’impresa), fondazioni e enti filantropici, ONG e enti no-profit che collaborano in progetti congiunti, scuole e istituti educativi che partecipano ai programmi formativi, volontari e cittadini che offrono tempo e risorse e donatori privati che contribuiscono economicamente.
Il miglioramento per ogni bambino nasce dalla domanda: come possiamo vedere, credere e sperare in un futuro migliore? Qual è la tua?